Lezioni spirituali per giovani samurai


Estratti da “Lezioni spirituali per giovani samurai” di Yukio Mishima:

Sull’arte:
“I periodi di pace e di tedio danno origine, in un certo senso, ad un’arte più matura, ma così sorge una contraddizione poiché quell’arte non possiede il fascino sufficiente per attrarre gli animi incapaci di tollerare le inquietudini di una simile vita.”

La politica:
“Come si deduce dalla definizione di “rivoluzione nichilista” riferita al nazismo, esiste la tendenza a proiettare nel mondo dell’azione concreta aspirazioni che andrebbero rivolte all’arte, comunque incapace di soddisfarle, e che nello stesso tempo riverbera le sue inquietudini esistenziali sulle angoscie sociali; si tende allora a saggiare la vita producendo artificialmente uno scontro con la morte, a testimoniare tali esigenze con un’azione di lotta. Una simile artificiosa condotta politica non si limita al nazismo tedesco, ma si è diffusa in ogni parte del mondo. Essa è, come ho già affermato più volte, la trasformazione politica dell’arte, la metamorfosi artistica della politica.”

L’etichetta:
“L’animo umano conserva sempre una parte ignota anche all’amico più intimo e più a lungo frequentato.”
Sul mantenere la parola data:
“Ciò che mi sta a cuore non è la questione dell’interesse personale, ma della lealtà. Il tempo, in sé, è privo di ogni significato, una promessa può essere qualcosa di vago, fino all’istante in cui entra in gioco il concetto di lealtà.”
“Sacrificare la vita per qualcosa di estraneo ad un interesse materiale potrà sembrare dissennato, ma una delle mie idee fondamentali è che l’essenza del promettere non sia da ricercare nello spirito dell’odierna società contrattuale, bensì nella lealtà degli esseri umani. Nella vita di ogni uomo il tempo non ritorna.”
“Il piacere è infatti simile all’ombra di un uccello che, se non viene afferrato, volerà lontano da noi e non tornerà mai più.”

Sul piacere:
“E’ proprio la cieca passione, incurante di tutto, il più alto privilegio della giovinezza nei confronti del sesso: una passione che gli adulti giudicano bella perchè hanno ormai dimenticato la sofferenza che ad essa è unita.”

Sul pudore:
“La nostra è un’epoca in cui, basandosi sulla libertà di parola, ciascuno si sente autorizzato a sostenere a gran voce le proprie opinioni immature o insulse, dimenticando ogni doveroso riserbo. La gente esprime ormai senza più alcun ritegno le proprie idee, persino sulla politica.”

L’impegno:
“Il genio è frutto dell’impegno, dice il proverbio, ma anche il talento deve essere levigato come una gemma, altrimenti rischia di rimanere misconosciuto. Sembrerebbe questa una saggia sentenza conforme ad una società finalizzata al successo. L’uomo si impegna senza tregua nella competizione con gli altri per dimostrare la propria forza ed il proprio ardimento, per vincere.”

“Ma il tormento maggiore non è lavorare. La tortura più dolorosa ed innaturale è quella subita da chi, pur avendo talento, è costretto a non usarlo o a usarlo in misura inferiore a quanto potrebbe. L’essere umano ha una natura bizzarra: si sente vitale soltanto quando può esprimere al massimo le proprie possibilità.”
“In generale, dunque, i tempi imposti dalla società esigono che le persone in grado di correre procedano con lentezza e che, viceversa, chi ha difficoltà ad avanzare velocemente sia costretto a correre.”

L’associazione degli scudi:
“Nel mio animo si celava già da tempo la convinzione che, come ritenevano i samurai, giustificare se stessi sia un atto di viltà.”

Introduzione alla filosofia dell’azione:

– che cos’è l’azione
“Questo è un obiettivo estraneo alla natura delle spade giapponesi: quando un’arma viene usata per uno scopo diverso da quello per cui è stata forgiata, perde istintivamente la sua forza.”
“Non potendo esistere un’azione senza uno scopo, coloro che vivono senza tendere ad alcun obiettivo, schiavi delle circostanze, detestano e temono la parola azione. Quando un pensiero, o una teoria, incomincia a strutturarsi intorno ad un obiettivo, esso finisce naturalmente per concludersi in un’azione.”
“L’azione è rapida, mentre il lavoro intellettuale e artistico impone tempi estremamente lunghi. Anche la vita esige una lunga pazienza, mentre la morte può consumarsi in un istante; a quale delle due gli esseri umani attribuiscono la maggiore importanza?”

– l’azione militare
“Quando decidiamo di agire, desideriamo che il nostro corpo accresca la sua energia. Ci tempriamo, potenziamo le nostre forze. Ma il corpo umano ha dei limiti. Suppliamo ad essi con l’intelligenza. Riusciamo gradualmente ad elevare la qualità e l’efficacia delle nostre azioni, a divenire più potenti. Ma più potere acquisiamo, più ci separiamo dalla nostra forza fisica. E infine siamo ridotti a generali da tavolino, che guidano le operazioni belliche da uno schermo televisivo.”
“Quanto agli obesi, esausti capi, la loro disumana tecnica serve soltanto a favorire, per contrasto, la sacralizzazione e la venerazione dei giovani eroi morti.”

– la psicologia dell’azione
“L’azione è solitamente compiuta con una rapidità che non concede spazio al pensiero. L’attività mentale è possibile soltanto prima e dopo l’azione. Tuttavia è connaturato all’uomo pensare al futuro e meditare sul passato, essendo stimolato dalla fantasia, tormentoso talento estraneo agli animali.”
“L’ignoto affascina: è questo il concetto principale su cui si basa la psicologia dell’azione, nello stesso modo in cui la paura dell’ignoto è il fondamento dell’angoscia suscitata dall’azione.”

– i modelli dell’azione
“L’azione può essere, a grandi linee, offensiva o difensiva. Come nell’agonismo a squadre esiste lo schieramento d’attacco e quello di difesa, così nell’azione bellica, almeno secondo l’antica strategia, esistono l’assalto alla postazione nemica e la difesa della propria. In genere assalire è facile, difendersi è arduo.”

– l’effetto dell’azione
“Se la forza individuale di chi guida si disperde, svanisce anche l’energia della massa. La storia delle lotte di guerriglia ci insegna che esse, pur esigendo una strenua volontà individuale, hanno l’assoluta necessità di un vasto sostegno delle masse. E nella guerriglia l’individuo, oltre a non curarsi della propria vita, non deve neppure lasciarsi vincere dal sentimentalismo verso i compagni, deve essere spietato verso il nemico e non avere scrupoli ad usare anche i mezzi più vili.”
“Penso che l’essenza di un’azione pura consista nel raggiungere lo scopo dopo aver sfiorato l’abisso dello scacco, e che proprio questo rappresenti il carattere antipolitico dei movimenti che ispirano alla giustizia, la loro autentica separazione dalla politica.”
“L’azione pura, i movimenti che ispirano alla giustizia, devono dunque fondarsi su principi radicalmente opposti a quelli della politica.”

– l’azione e l’attesa del momento propizio
“A differenza della vita quotidiana, l’azione possiede un obiettivo definito, perseguito da una volontà che tenta di eliminare il più possibile gli elementi imposti dal destino, e si prepara alla lunga attesa dell’occasione propizia.”
“Prolunghiamo l’attesa per mettere a segno il nostro unico colpo vittorioso.”
“Attendere l’occasione propizia equivale a concentrare il tempo, a dirigerlo verso un istante decisivo.”
“Bisogna lasciar maturare l’occasione, condensare al limite estremo volontà e azione per quell’attimo in cui metteremo in gioco tutto ciò che possediamo. Il termine azione diviene così sinonimo di pazienza.”
“Il tempo della lunga attesa dell’occasione propizia non concorda con le parole. Chi attende il momento opportuno per agire concentrandosi unicamente nelle parole e nei pensieri fallisce immancabilmente. Questa verità può essere illustrata da un paragone con lo zazen, un esercizio spirituale durante il quale si deve rimanere seduti per ore di fronte ad una parete: proprio nella repressione radicale di ogni azione, di ogni movimento, si scopre la capacità di esercitare una pressione su una molla spirituale che giunge alla verità essenziale della vita umana. Come l’azione, così anche l’attesa del momento propizio differisce dalla parola. E’ soltanto un tempo denso e uniforme, il più atroce della vita umana.”
“Mentre agiamo riusciamo ad essere coraggiosi, durante un’attesa passiva è invece difficile non lasciarsi invadere dall’insicurezza. Eppure il coraggio essenziale, quello più necessario all’azione, è proprio nella capacità di rimanere in agguato nelle tenebre della morte e dell’inquietudine. Siamo liberi di considerare tenebrosa o luminosa una determinata epoca, ma se riflettiamo sul vero coraggio, intuiamo spontaneamente quale debba essere il nostro modo di agire.”

– progettare l’azione
“Se l’azione sia o non sia realmente progettabile, è un grande dilemma. Molti ignorano cosa faranno tra un’ora, altri affidano al destino il loro comportamento futuro. E costoro sono in genere considerati uomini d’azione. Tuttavia le azioni importanti ed efficaci esigono piani meticolosi. Naturalemente nell’azione interferiscono presenze estranee. E’ possibile coinvolgere dei complici nel nostro progetto, e gli avversari tenteranno sempre di farlo fallire. “
“Il significato spirituale del brandire la spada al momento dell’attacco, tipico degli ufficiali giapponesi, era di testimoniare che soltanto l’irrazionale forza dello spirito può superare i limiti dei calcoli logici e dei piani di battaglia. L’essenza dell’azione è infrangere con energie irrazionali il limite a cui è approdata la razionalità. Ed in questa impresa agisce costantemente il misterioso elemento della casualità.”
“L’azione comporta sempre questa casualità. Nell’istante decisivo si determina immancabilmente un elemento di casualità assolutamente misterioso, che trascende l’intelligenza umana.”
“I progetti, come la mente umana, presentano dei punti di debolezza. La sfida ad essi è il punto di congiunzione tra l’azione ed il piano, ed è anche ciò che più affascina.”
– la bellezza dell’azione
“Anche quando è impegnato in un’azione collettiva, l’individuo affronta una situazione di assoluta solitudine, e deve trovare soltanto in se stesso la forza per superare l’angoscia e il terrore: la bellezza dell’azione che si rivela in quell’istante è ineluttabilmente legata alla solitudine. E’ dunque evidente che la bellezza dell’azione consiste in solitudine, tensione, tragicità, in una pura decisione individuale, in cui nessun altro essere umano può entrare. L’azione non può creare bellezza quando è turbata da un intervento estraneo, dall’irresponsabilità, da evasivi compromessi.”
“Se è vero che la bellezza è ineluttabilmente legata all’impossibilità di una ripetizione, essa somiglia a un fuoco d’artificio. Ma esiste qualcosa, in questa nostra fragile vita, che più di un fuoco d’artificio possegga l’eternità dell’istante?”

– l’azione e il gruppo
“Castro, Guevara e Mao Zhe-dong erano individui. E’ necessario avere coscienza che tutte le rivoluzioni sono suscitate e divampate dalla fiamma che sprigiona nell’animo di un unico essere umano.”

– azione e distanza
“E’ una regola ferrea della strategia: chi si limita a difendersi è destinato ad essere sconfitto.”
“La disfatta è ineluttabile quando si reagisce subito con l’attacco.”
“Nell’azione il tempo rappresenta dunque un sottile e delicato elemento; ma se esso viene privilegiato in modo eccessivo, si affievolisce l’energia necessaria per attaccare, si perde la forza che può ridurre le distanze spaziali.”
“Alterare la situazione esistente crea senza dubbio le condizioni più propizie per agire, ed è uno dei significati fondamentali dell’azione. Essa non ha alcuna efficacia se non si accompagna ad una determinata situazione, e qualora tale situazione non esista, si deve assolutamente crearla, e questo significa concentrare tutte le forze nella riduzione delle distanze temporali e spaziali, anche a costo di rischiare la disfatta.”
“Anche per problemi di minor gravità noi agiamo, nella nostra vita quotidiana, conformandoci a regole sulla distanza simili a quelle del kendo. Prima di ridurre le distanze è indispensabile calcolare le forze dell’avversario, altrimenti nulla, nelle relazioni umane, potrebbe concludersi positivamente. L’azione si prefigge quale obiettivo l’annientamento totale dell’avversario; quando si assesta un colpo bisogna dunque avere di fronte un antagonista.”
“Chi è in una posizione difensiva può dunque usare la tattica di mostrare un punto debole per indurre l’avversario a ridurre le distanze, ad attaccare, per poi schivarne i colpi: ciò servirà ad alimentare nell’antagonista la sfiducia in se stesso, che può sfociare in un disfattismo, in un nichilismo simile ad un pantano.”
“Entrare nello spazio dell’avversario è un sistema per disorientarlo; d’altronde chi è in una posizione difensiva non si deve limitare a proteggere il proprio spazio, ma deve agire in modo da distruggere quello dell’avversario.”
– la conclusione dell’azione
“Espressa con parole l’azione dilegua come fumo, senza lasciare tracce, e ogni tentativo di costruire un discorso logico su di essa appare assurdo e ridicolo agli occhi di un uomo d’azione. Un simile uomo non si muove secondo un sistema logico.”
“I giovani sono costretti ad osservare con disgusto il vergognoso spettacolo del modello di eroe, che essi avevano imparato a conoscere dai fumetti, implacabilmente sconfitto e lasciato a marcire dalla società alla quale dovranno un giorno appartenere. E urlando il loro rifiuto globale ad una simile società, tentano disperatamente di difendere la loro piccola divinità.”

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