Uomini veri per donne senza paura? Sarebbe ora…

Per la seconda volta, in occasione della presentazione del suo secondo libro, “Sposala e muori per lei”, ieri sera sono andata a sentire Costanza Miriano a Roma, alla Gran Madre di Dio di Ponte Milvio. Già autrice di “Sposati e sii sottomessa”, arrivato ormai a 30.000 copie, Costanza conferma la sua chiara natura di donna senza paura, con consueto garbo, estrema dolcezza e sospesa femminilità. All’evento di presentazione, con chiesa stracolma (anche grazie alla presenza del biblista Don Fabio Rosini – direttore dell’Ufficio per il Servizio delle Vocazioni della diocesi di Roma – che accompagna Costanza in un cammino narrativo, teologico e filosofico sui temi più appassionanti del matrimonio, dell’amore e della genitorialità), si respira un’aria ilare, gioiosa, frizzante e leggera – perfettamente in tono con lo stile di Costanza.
Tra i temi mossi con più ardore e pertinenza, sotto allo sguardo attento di ciò che da sempre il Vangelo nella nostra storia insegna, mi sono sembrate particolarmente appassionanti e lucide le indicazioni di Costanza spese attorno al ruolo fondamentale e decisivo dell’uomo di oggi, nella sua virilità e paternità. Ho gustato con gioia e condivisione anche la naturale abilità della Miriano nell’essere chiaro esempio di una “sana femminilità” che nei suoi ruoli di donna e nella sua donata natura di madre e di moglie riconosce il grande potere sociale di essere con amore, felicità e devozione… diversa.
Nessuno sconto tra maschi e femmine, nessuna evidente ricerca della parità, nessun senso di incoerenza nel folle tentativo di rendere intercambiabili l’uomo e la donna, nessuna incertezza sulla funzione esistenziale di madri e padri o sulla Grazia del matrimonio cristiano: c’è una bella differenza tra un impegno vero (che promette fedeltà e vita eterna), scelto e portato avanti con coraggio e una mezza via, come la convivenza, che lascia sempre un piede di entrambi fuori dalla porta, senza nessuna promessa, senza debiti, né crediti. Chi ama una donna la sposa e chi sposa il proprio uomo “si sottomette naturalmente a lui”. Saper conciliare senza sforzo la natura umana, cristiana e vera di uomo o di donna con la realtà delle scelte vissute con priorità nella propria vita, è un dono impagabile che muta profondamente l’esistenza, che promette in grazia di Dio serenità, condivisione e amore. Il centro del matrimonio cristiano è nel sacramento al quale è necessario rispondere con vocazione, con fede, con passione e impegno perpetuo. Ad una domanda dal pubblico che chiede lume sulle differenze tra convivenza e matrimonio, Costanza risponde: “Da sposata, non mi chiedo neanche se funziona: parto dal presupposto che certamente funziona“.
Bello, e come sempre illuminante, anche il passaggio di Don Fabio Rosini sulla condizione materna delle donne rispetto al mondo del lavoro che ancora oggi disegna presupposti per approccio, tempo e stile, fondamentalmente maschili e alla contrapposizione innaturale della logica del potere, del profitto e del denaro rispetto a quella della procreazione, della famiglia e della capacità di donarsi per effetto dell’amore gratuito o per donare la propria vita agli altri, senza attese, senza moderazione, senza paura.
Un uomo che muore per la propria sposa è un uomo in grado di “porre il giusto limite” ai confini della propria famiglia, è espressione di autorevolezza e di paternità, come oggi è sempre più raro incontrare, anche per effetto della paura, per una pretesa innaturale e pericolosa parità, o per la tendenza al precauzionismo affettivo. E’ questo “il senso” degli uomini veri raccontati da Costanza.
Ci sarebbe da dire di più e meglio, ma un invito che certamente mi sento di fare a tutti è quello di leggere sicuramente entrambi i libri della Miriano e di tenere aperte tutte le porte del dubbio. In fondo, l’amore è ciò di cui tutti parliamo, scriviamo, cantiamo, pretendiamo, speriamo e cerchiamo, per tutta la vita. Tu no? Eh, eh, eh… bugiardo… ;-) Sei sicuramente un maschio scettico.

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