Archivi categoria: LetterariaMente: Attorno a libri e versi

I cento sensi segreti

Estratti da “I cento sensi segreti” di Amy Tan:

Ed. Universale Economica Feltrinelli

Pagina 17“Era una distorta forma di logica alla rovescia: se le speranze non si avverano mai, allora augurati che succeda quello che non desideri.”

Pagina 38“(…) quando sposi una ragazza della Montagna del Cardo, prendi tre vacche per moglie: una che procrea, una che ara, una che porta in giro tua madre. Era così che si insegnava ad una ragazza Hakka. Non si lamentava mai, anche se una roccia precipitava giù dal fianco della montagna e le schiacciava un occhio.”

Pagina 42
“(…) Disse che non ne poteva più della Grande Pace. Quando c’è grande sofferenza, disse, tutti lottano nello stesso modo. Ma quando c’è la pace nessuno vuole essere nello stesso modo. I ricchi non condividono più le loro ricchezze. I meno ricchi provano invidia e rubano. “

Pagina 62“(…) La religione insegna che la fede si prende cura della speranza. Tutte le mie speranze sono svanite, allora a che mi serve più la fede?”

Pagina 66
“(…) Mi ricordai che l’uomo che era tornato dalla Montagna del Cardo aveva detto: “Troppa felicità trabocca sempre in lacrime di dolore.”

Pagina 67
“(…) Il dolce amore non dura, ed è troppo difficile da trovare. Ma l’amore marcio! Ce n’era in abbondanza da riempire quel vuoto. Così lei ci si abituò e questo è quello che ebbe appena lui tornò.”

Pagina 93
“L’amore è ingannevole” lesse con voce tremante. “Non è mai superficiale o quotidiano. Non ti ci puoi mai abituare. Devi camminare con lui, poi lasciare che cammini con te. Non puoi mai fermarti. Ti muove come la marea. Ti porta fuori nel mare, poi ti riporta sulla spiaggia. Il tormentoso dolore di oggi è il principio di un certo cammino verso i cieli. Puoi scappare da lui, ma non puoi mai dire no. Nessuno è escluso.” Simon ripiegò la lettera. “Io ci credo ancora” disse.

Pagina 94
“(…) Alzò lo sguardo verso di me. “Comunque, questo è il motivo per cui ho dovuto dirti tutto, così d’ora in avanti posso essere aperto con te. E così capirai che ho anche questi altri sentimenti, a parte quelli che provo per te, e se non sono sempre lì… be’, tu sai perché.”

Pagina 106
“(…) sono arrivata a credere che il cuore ha una volontà propria, non importa che cosa desideri, non importa quante volte strappi le radici delle tue peggiori paure. Come l’edera, queste ritornano strisciando, afferrando le cavità del tuo cuore, dissanguando le certezze del tuo animo, fino a scivolare lungo le vene e fuori dai pori. Per un’infinità di notti, mi sono svegliata nel buio febbricitante, con la mente che turbinava, spaventata dalla verità.”

Pagina 107
“Come sempre, avrei guardato l’orologio, mi sarei alzata e avrei girato i rubinetti della doccia. Avrei regolato la temperatura e quindi svegliato la mia mente con l’acqua che spruzzava forte sulla pelle. Allora sarei stata contenta di ritornare a quello che era reale e quotidiano, confinato ai sensi normali di cui mi potevo fidare.”

Pagina 110“Delle nostre speranze, dei nostri sogni, dei nostri desideri segreti, non potevamo parlarne. Erano troppo vaghi, troppo spaventosi, troppo importanti. E così rimanevano dentro di noi, crescendo come un cancro, in un corpo che alla fine si sarebbe autodistrutto.”

Pagina 121
“(…) Ma per fingere che tutto andasse bene nel mondo, prima dovevo sapere che cosa andava male.”

Pagina 123“Improvvisamente tutto nella nostra vita sembrava prevedibile, eppure senza senso. Era come mettere al posto giusto tutti i pezzi di un puzzle solo per scoprire che il risultato finale era la riproduzione di un’arte sdolcinata, un grande sforzo che portava a una banale delusione. Certo, per alcuni aspetti eravamo compatibili: sessualmente, intellettualmente, professionalmente. Ma non eravamo speciali, non come persone che veramente appartengono l’una all’altra. Eravamo compagni, non anime gemelle, due persone separate cui capitava di condividere un menu e una vita. Il nostro insieme non era più grande della somma delle nostre parti. Il nostro amore non era predestinato. Era il risultato di un tragico incidente e dello stupido scherzo di uno spirito. Questo era il motivo per cui lui non provava una grande passione per me. Questo era il motivo per cui un lampadario dozzinale andava bene nella nostra vita.”

Pagina 201
“Siamo nati con cuori candidi, pronti a essere impressi da qualunque imitazione dell’amore?”

Pagina 202
“Ricordo i frammenti di conversazione che abbiamo avuto su questo argomento: i sensi sono collegati agli istinti primitivi, quelli che gli esseri umani avevano prima che il loro cervello sviluppasse il linguaggio e le funzioni superiori: l’abilità di parlare in modo ambiguo, di scusarsi, di mentire. Gelo alla spina dorsale e profumi di muschio, pelle d’oca e guance che arrossiscono – questo è il vocabolario dei cento sensi segreti. Credo.”

Pagina 231/232
“La macchina fotografica è un tipo di occhio diverso, un occhio che vede un milione di particelle d’argento sul nero, non i vecchi ricordi del cuore di una persona.”

Pagina 233
“Sii pratica, mi dico. Se le rane mangiano gli insetti e le anatre mangiano le rane e il riso cresce robusto due volte l’anno, perchè interrogare il mondo in cui vivono?”

Pagina 262

“(…) Come un segnale che non sapevamo più parlare tra di noi, e che per proteggere il nostro territorio personale, stavamo perdendo il terreno comune.”

Pagina 263“Ero solita pensare queste cose mentre mi spogliava, prendendomela perchè considerava la nudità uguale all’intimità. Lasciavo che mi accarezzasse dove mi conosceva meglio, che era il mio corpo e non il mio cuore.”
“Ora che il nostro matrimonio è finito, so che cos’è l’amore. E’ un trucco giocato al cervello, le ghiandole dell’adrenalina che liberano endorfine. Inonda le cellule che trasmettono preoccupazione e buon senso, le affoga in una gioia biochimica. Puoi conoscere tutte queste cose sull’amore, l’amore resta tuttavia irresistibile, ingannevole come le braccia fluttuanti di un lungo sonno.”

Pagina 307“Sorrise e fui grata di sapere che una persona innamorata può credere a qualunque cosa fintanto che dà speranza.”

Pagina 328/329“Due anni sono un tempo sufficiente, lo so, per stratificare i ricordi di quello che è stato con quello che avrebbe potuto essere. E questo è giusto, perchè ora credo che la verità non stia nella logica, ma nella speranza, sia passata che futura. Credo che la speranza possa sorprenderti. Può sopravvivere alle circostanze avverse, a tutte le contraddizioni e indubbiamente a ogni spiegazione razionale degli scettici che si basano sulla prova dei fatti.”

Pagina 329/330“Penso che Kwan volesse dimostrarmi che il mondo non è un posto ma l’immensità dell’anima. E che l’anima non è nient’altro che amore, senza limiti, senza fine, che è tutto quello che ci muove verso ciò cheè vero. Una volta pensavo che l’amore non fosse altro che felicità immensa. Ora so che è anche preoccupazione e dolore, speranza e fede.”

“Se le persone che amiamo muoiono, sono perdute solo per i nostri sensi ordinari. Se ricordiamo, possiamo ritrovarli in ogni momento con i nostri cento sensi segreti.”

Oceano Mare

Estratti da “Oceano Mare” di Alessandro Baricco:
Ed. Universale Economica Feltrinelli

Pagina 13
“Il buio sospende tutto. Non c’è nulla che possa, nel buio, diventare vero.”

Pagina 16
“- Edel, c’è un modo di fare degli uomini che non facciano del male?”

Pagina 17
“- E gli uomini?”
Edel sorrise.
“- Se proprio ci devono essere degli uomini, che almeno volino, e lontano.”

Pagine 22/23
“Nella solitudine di questo luogo appartato dal mondo, mi accompagna la certezza che non vorrete, nella lontananza, smarrire il ricordo di colui che Vi ama e che sempre rimarrà il Vostro.”
“Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. (…) Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle
– Ti aspettavo.
Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni – i giorni, gli istanti – che quell’uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell’uomo
– Tu sei matto.
E per sempre lo amerà.”

Pagina 28
“Padre Pluche dice che io in realtà dovevo essere una farfalla notturna, ma poi c’è stato un errore, e così sono arrivata qui, ma non è esattamente qui che dovevo posarmi, e così adesso tutto è un po’ difficile, è normale che tutto mi faccia male, devo avere molta pazienza e aspettare, è una cosa complicata, si capisce, trasformare una farfalla in una donna…”

Pagina 29
“(…) una ragazzina troppo fragile per vivere, troppo viva per morire (…)”

Pagina 37/38
“Ann Deverià la guardò – ma d’uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte – sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta – qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi e l’immagine – uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l’unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare – vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere – sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire – vedere – sentire – perchè sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo tutto – ricevere – senza domande, perfino senza meraviglia – ricevere – solo – ricevere – negli occhi – il mondo.”

Pagina 47
“Poteva succedere qualsiasi cosa, in quell’istante. Davvero ci sono momenti in cui l’onnipresente e logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci di una libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell’infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere. “

Pagine 73/74
“Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così… Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E’ lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare.”

“Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. E’ tempo. Tempo che passa. E basta.”

Pagina 84
“Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta. Si è anche felici, di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d’improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l’hai più addosso, ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell’altro sei tu. Tac. Alle volte basta un niente. “
“- Madame Deverià… io come farò a riconoscerla, quella donna, la mia, quando la incontrerò? (…)
– Ma in tutti questi anni non ve lo siete mai domandato?
– No. Sapevo che l’avrei riconosciuta, tutto qui. Ma adesso ho paura. Ho paura che non sarò capace di capire. E lei passerà. E io la perderò.”

Pagina 91
“- Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando.

Silenzio.
– Che sia troppo tardi, madame.”

Pagina 107

“Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c’è da rimanere secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro.”

Pagina 110
“(…) E vidi, finalmente, il volto di uno sconfitto. Ora so che anche in bilico sulla morte, le facce degli uomini rimangono menzogne.”

Pagine 112/113

“Io non so. Se avessi una vita davanti a me – io che sto per morire – la passerei a raccontare questa storia, senza smettere mai, mille volte, per capire cosa vuol dire che la verità si concede solo all’orrore, e che per raggiungerla abbiamo dovuto passare da questo inferno, per vederla abbiamo dovuto distruggerci l’un l’altro, per averla abbiamo dovuto diventare belve feroci, per stanarla abbiamo dovuto spezzarci di dolore. E per essere veri abbiamo dovuto morire. Perchè? Perchè le cose diventano vere solo nella morsa della disperazione? Chi ha rigirato il mondo in questo modo, che la verità deve stare nel lato oscuro, e l’incoffessabile palude di un’umanità reietta è l’unica schifosa terra in cui cresce ciò che, solo, non è menzogna? E alla fine: che verità è mai questa, che puzza di cadavere, e cresce nel sangue, si nutre di dolore, e vive dove l’uomo si umilia, e trionfa dove l’uomo marcisce? E’ la verità di chi? E’ una verità per noi? Là sulla riva, in quegli inverni, io immaginavo una verità che era quiete, era grembo, era sollievo, e clemenza, e dolcezza. Era una verità fatta per noi. Che noi aspettava, e su di noi si sarebbe chinata, come una madre ritrovata. Ma qui, nel ventre del mare, ho visto la verità fare il suo nido, meticolosa e perfetta: e quel che ho visto è un uccello rapace, magnifico in volo, e feroce. Io non so. Non era questo che sognavo, d’inverno, quando sognavo questo.”

Pagina 114
“Questo, mi ha insegnato il ventre del mare. Che chi ha visto la verità rimarrà per sempre inconsolabile. E davvero salvato è solo colui che non è mai stato in pericolo.”
“Anche se ritrovassimo mai una qualche terra, noi non saremo mai più salvi. E quel che abbiamo visto rimarrà nei nostri occhi, quel che abbiamo fatto rimarrà nelle nostre mani, quel che abbiamo sentito rimarrà nella nostra anima. E per sempre, noi che abbiamo conosciuto le cose vere, per sempre, noi figli dell’orrore, per sempre, noi reduci dal ventre del mare, per sempre, noi saggi e sapienti, per sempre – saremo inconsolabili.”

Pagina 129
“(…) perchè nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi (…)”

Pagina 148
“(…) Un sogno è roba che funziona. Se volete un consiglio, quello è un sistema buono. Per salvare qualcuno, nel caso. Un sogno.”

Pagina 153/154
“(…) Ti ho amato perchè il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce a immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. (…)”

Pagina 154
“E’ un modo di perdere tutto, per tutto trovare.”

“Se riesci a capire tutto questo, mi crederai quando ti dico che mi è impossibile pensare al futuro. Il futuro è un’idea che si è staccata da me. Non è importante. Non significa più nulla. Non ho più occhi per vederlo. Ne parli così spesso, nelle tue lettere. Io faccio fatica a ricordarmi cosa vuol dire. Futuro. Il mio, è già tutto qui, e adesso. Il mio sarà la quiete di un tempo immobile, che collezionerà istanti da posare uno sull’altro, come se fossero uno solo. Da qui alla mia morte, ci sarà quell’istante, e basta.”

Pagina 155
“(…) Lui dice che scrivere a qualcuno è l’unico modo di aspettarlo senza farsi del male. E io ti ho scritto. Tutto quello che ho dentro di me l’ho messo in questa lettera. Lui dice, l’uomo col nome buffo, che tu capirai. Dice che la leggerai, poi uscirai sulla spiaggia e camminando sulla riva del mare ripenserai a tutto, e capirai. Durerà un’ora o un giorno, non importa. Ma alla fine tornerai alla locanda. Lui dice che salirai le scale, aprirai la mia porta e senza dirmi nulla mi prenderai fra le braccia e mi bacerai.”

“Niente potrà rubarmi il ricordo di quando, con tutta me stessa, ero la tua Ann.”

Pagina 175
“(…) Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede. Mica per altro che vivere è un mestiere gramo. Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita, se capite cosa voglio dire. Gratitudine.”

Pagina 200
“Ascoltalo, Savigny. E’ il rumore del mare. Questo rumore e quel peso sulle tue braccia, possano inseguirti per tutta la vita che ti resta.”

Lezioni spirituali per giovani samurai


Estratti da “Lezioni spirituali per giovani samurai” di Yukio Mishima:

Sull’arte:
“I periodi di pace e di tedio danno origine, in un certo senso, ad un’arte più matura, ma così sorge una contraddizione poiché quell’arte non possiede il fascino sufficiente per attrarre gli animi incapaci di tollerare le inquietudini di una simile vita.”

La politica:
“Come si deduce dalla definizione di “rivoluzione nichilista” riferita al nazismo, esiste la tendenza a proiettare nel mondo dell’azione concreta aspirazioni che andrebbero rivolte all’arte, comunque incapace di soddisfarle, e che nello stesso tempo riverbera le sue inquietudini esistenziali sulle angoscie sociali; si tende allora a saggiare la vita producendo artificialmente uno scontro con la morte, a testimoniare tali esigenze con un’azione di lotta. Una simile artificiosa condotta politica non si limita al nazismo tedesco, ma si è diffusa in ogni parte del mondo. Essa è, come ho già affermato più volte, la trasformazione politica dell’arte, la metamorfosi artistica della politica.”

L’etichetta:
“L’animo umano conserva sempre una parte ignota anche all’amico più intimo e più a lungo frequentato.”
Sul mantenere la parola data:
“Ciò che mi sta a cuore non è la questione dell’interesse personale, ma della lealtà. Il tempo, in sé, è privo di ogni significato, una promessa può essere qualcosa di vago, fino all’istante in cui entra in gioco il concetto di lealtà.”
“Sacrificare la vita per qualcosa di estraneo ad un interesse materiale potrà sembrare dissennato, ma una delle mie idee fondamentali è che l’essenza del promettere non sia da ricercare nello spirito dell’odierna società contrattuale, bensì nella lealtà degli esseri umani. Nella vita di ogni uomo il tempo non ritorna.”
“Il piacere è infatti simile all’ombra di un uccello che, se non viene afferrato, volerà lontano da noi e non tornerà mai più.”

Sul piacere:
“E’ proprio la cieca passione, incurante di tutto, il più alto privilegio della giovinezza nei confronti del sesso: una passione che gli adulti giudicano bella perchè hanno ormai dimenticato la sofferenza che ad essa è unita.”

Sul pudore:
“La nostra è un’epoca in cui, basandosi sulla libertà di parola, ciascuno si sente autorizzato a sostenere a gran voce le proprie opinioni immature o insulse, dimenticando ogni doveroso riserbo. La gente esprime ormai senza più alcun ritegno le proprie idee, persino sulla politica.”

L’impegno:
“Il genio è frutto dell’impegno, dice il proverbio, ma anche il talento deve essere levigato come una gemma, altrimenti rischia di rimanere misconosciuto. Sembrerebbe questa una saggia sentenza conforme ad una società finalizzata al successo. L’uomo si impegna senza tregua nella competizione con gli altri per dimostrare la propria forza ed il proprio ardimento, per vincere.”

“Ma il tormento maggiore non è lavorare. La tortura più dolorosa ed innaturale è quella subita da chi, pur avendo talento, è costretto a non usarlo o a usarlo in misura inferiore a quanto potrebbe. L’essere umano ha una natura bizzarra: si sente vitale soltanto quando può esprimere al massimo le proprie possibilità.”
“In generale, dunque, i tempi imposti dalla società esigono che le persone in grado di correre procedano con lentezza e che, viceversa, chi ha difficoltà ad avanzare velocemente sia costretto a correre.”

L’associazione degli scudi:
“Nel mio animo si celava già da tempo la convinzione che, come ritenevano i samurai, giustificare se stessi sia un atto di viltà.”

Introduzione alla filosofia dell’azione:

– che cos’è l’azione
“Questo è un obiettivo estraneo alla natura delle spade giapponesi: quando un’arma viene usata per uno scopo diverso da quello per cui è stata forgiata, perde istintivamente la sua forza.”
“Non potendo esistere un’azione senza uno scopo, coloro che vivono senza tendere ad alcun obiettivo, schiavi delle circostanze, detestano e temono la parola azione. Quando un pensiero, o una teoria, incomincia a strutturarsi intorno ad un obiettivo, esso finisce naturalmente per concludersi in un’azione.”
“L’azione è rapida, mentre il lavoro intellettuale e artistico impone tempi estremamente lunghi. Anche la vita esige una lunga pazienza, mentre la morte può consumarsi in un istante; a quale delle due gli esseri umani attribuiscono la maggiore importanza?”

– l’azione militare
“Quando decidiamo di agire, desideriamo che il nostro corpo accresca la sua energia. Ci tempriamo, potenziamo le nostre forze. Ma il corpo umano ha dei limiti. Suppliamo ad essi con l’intelligenza. Riusciamo gradualmente ad elevare la qualità e l’efficacia delle nostre azioni, a divenire più potenti. Ma più potere acquisiamo, più ci separiamo dalla nostra forza fisica. E infine siamo ridotti a generali da tavolino, che guidano le operazioni belliche da uno schermo televisivo.”
“Quanto agli obesi, esausti capi, la loro disumana tecnica serve soltanto a favorire, per contrasto, la sacralizzazione e la venerazione dei giovani eroi morti.”

– la psicologia dell’azione
“L’azione è solitamente compiuta con una rapidità che non concede spazio al pensiero. L’attività mentale è possibile soltanto prima e dopo l’azione. Tuttavia è connaturato all’uomo pensare al futuro e meditare sul passato, essendo stimolato dalla fantasia, tormentoso talento estraneo agli animali.”
“L’ignoto affascina: è questo il concetto principale su cui si basa la psicologia dell’azione, nello stesso modo in cui la paura dell’ignoto è il fondamento dell’angoscia suscitata dall’azione.”

– i modelli dell’azione
“L’azione può essere, a grandi linee, offensiva o difensiva. Come nell’agonismo a squadre esiste lo schieramento d’attacco e quello di difesa, così nell’azione bellica, almeno secondo l’antica strategia, esistono l’assalto alla postazione nemica e la difesa della propria. In genere assalire è facile, difendersi è arduo.”

– l’effetto dell’azione
“Se la forza individuale di chi guida si disperde, svanisce anche l’energia della massa. La storia delle lotte di guerriglia ci insegna che esse, pur esigendo una strenua volontà individuale, hanno l’assoluta necessità di un vasto sostegno delle masse. E nella guerriglia l’individuo, oltre a non curarsi della propria vita, non deve neppure lasciarsi vincere dal sentimentalismo verso i compagni, deve essere spietato verso il nemico e non avere scrupoli ad usare anche i mezzi più vili.”
“Penso che l’essenza di un’azione pura consista nel raggiungere lo scopo dopo aver sfiorato l’abisso dello scacco, e che proprio questo rappresenti il carattere antipolitico dei movimenti che ispirano alla giustizia, la loro autentica separazione dalla politica.”
“L’azione pura, i movimenti che ispirano alla giustizia, devono dunque fondarsi su principi radicalmente opposti a quelli della politica.”

– l’azione e l’attesa del momento propizio
“A differenza della vita quotidiana, l’azione possiede un obiettivo definito, perseguito da una volontà che tenta di eliminare il più possibile gli elementi imposti dal destino, e si prepara alla lunga attesa dell’occasione propizia.”
“Prolunghiamo l’attesa per mettere a segno il nostro unico colpo vittorioso.”
“Attendere l’occasione propizia equivale a concentrare il tempo, a dirigerlo verso un istante decisivo.”
“Bisogna lasciar maturare l’occasione, condensare al limite estremo volontà e azione per quell’attimo in cui metteremo in gioco tutto ciò che possediamo. Il termine azione diviene così sinonimo di pazienza.”
“Il tempo della lunga attesa dell’occasione propizia non concorda con le parole. Chi attende il momento opportuno per agire concentrandosi unicamente nelle parole e nei pensieri fallisce immancabilmente. Questa verità può essere illustrata da un paragone con lo zazen, un esercizio spirituale durante il quale si deve rimanere seduti per ore di fronte ad una parete: proprio nella repressione radicale di ogni azione, di ogni movimento, si scopre la capacità di esercitare una pressione su una molla spirituale che giunge alla verità essenziale della vita umana. Come l’azione, così anche l’attesa del momento propizio differisce dalla parola. E’ soltanto un tempo denso e uniforme, il più atroce della vita umana.”
“Mentre agiamo riusciamo ad essere coraggiosi, durante un’attesa passiva è invece difficile non lasciarsi invadere dall’insicurezza. Eppure il coraggio essenziale, quello più necessario all’azione, è proprio nella capacità di rimanere in agguato nelle tenebre della morte e dell’inquietudine. Siamo liberi di considerare tenebrosa o luminosa una determinata epoca, ma se riflettiamo sul vero coraggio, intuiamo spontaneamente quale debba essere il nostro modo di agire.”

– progettare l’azione
“Se l’azione sia o non sia realmente progettabile, è un grande dilemma. Molti ignorano cosa faranno tra un’ora, altri affidano al destino il loro comportamento futuro. E costoro sono in genere considerati uomini d’azione. Tuttavia le azioni importanti ed efficaci esigono piani meticolosi. Naturalemente nell’azione interferiscono presenze estranee. E’ possibile coinvolgere dei complici nel nostro progetto, e gli avversari tenteranno sempre di farlo fallire. “
“Il significato spirituale del brandire la spada al momento dell’attacco, tipico degli ufficiali giapponesi, era di testimoniare che soltanto l’irrazionale forza dello spirito può superare i limiti dei calcoli logici e dei piani di battaglia. L’essenza dell’azione è infrangere con energie irrazionali il limite a cui è approdata la razionalità. Ed in questa impresa agisce costantemente il misterioso elemento della casualità.”
“L’azione comporta sempre questa casualità. Nell’istante decisivo si determina immancabilmente un elemento di casualità assolutamente misterioso, che trascende l’intelligenza umana.”
“I progetti, come la mente umana, presentano dei punti di debolezza. La sfida ad essi è il punto di congiunzione tra l’azione ed il piano, ed è anche ciò che più affascina.”
– la bellezza dell’azione
“Anche quando è impegnato in un’azione collettiva, l’individuo affronta una situazione di assoluta solitudine, e deve trovare soltanto in se stesso la forza per superare l’angoscia e il terrore: la bellezza dell’azione che si rivela in quell’istante è ineluttabilmente legata alla solitudine. E’ dunque evidente che la bellezza dell’azione consiste in solitudine, tensione, tragicità, in una pura decisione individuale, in cui nessun altro essere umano può entrare. L’azione non può creare bellezza quando è turbata da un intervento estraneo, dall’irresponsabilità, da evasivi compromessi.”
“Se è vero che la bellezza è ineluttabilmente legata all’impossibilità di una ripetizione, essa somiglia a un fuoco d’artificio. Ma esiste qualcosa, in questa nostra fragile vita, che più di un fuoco d’artificio possegga l’eternità dell’istante?”

– l’azione e il gruppo
“Castro, Guevara e Mao Zhe-dong erano individui. E’ necessario avere coscienza che tutte le rivoluzioni sono suscitate e divampate dalla fiamma che sprigiona nell’animo di un unico essere umano.”

– azione e distanza
“E’ una regola ferrea della strategia: chi si limita a difendersi è destinato ad essere sconfitto.”
“La disfatta è ineluttabile quando si reagisce subito con l’attacco.”
“Nell’azione il tempo rappresenta dunque un sottile e delicato elemento; ma se esso viene privilegiato in modo eccessivo, si affievolisce l’energia necessaria per attaccare, si perde la forza che può ridurre le distanze spaziali.”
“Alterare la situazione esistente crea senza dubbio le condizioni più propizie per agire, ed è uno dei significati fondamentali dell’azione. Essa non ha alcuna efficacia se non si accompagna ad una determinata situazione, e qualora tale situazione non esista, si deve assolutamente crearla, e questo significa concentrare tutte le forze nella riduzione delle distanze temporali e spaziali, anche a costo di rischiare la disfatta.”
“Anche per problemi di minor gravità noi agiamo, nella nostra vita quotidiana, conformandoci a regole sulla distanza simili a quelle del kendo. Prima di ridurre le distanze è indispensabile calcolare le forze dell’avversario, altrimenti nulla, nelle relazioni umane, potrebbe concludersi positivamente. L’azione si prefigge quale obiettivo l’annientamento totale dell’avversario; quando si assesta un colpo bisogna dunque avere di fronte un antagonista.”
“Chi è in una posizione difensiva può dunque usare la tattica di mostrare un punto debole per indurre l’avversario a ridurre le distanze, ad attaccare, per poi schivarne i colpi: ciò servirà ad alimentare nell’antagonista la sfiducia in se stesso, che può sfociare in un disfattismo, in un nichilismo simile ad un pantano.”
“Entrare nello spazio dell’avversario è un sistema per disorientarlo; d’altronde chi è in una posizione difensiva non si deve limitare a proteggere il proprio spazio, ma deve agire in modo da distruggere quello dell’avversario.”
– la conclusione dell’azione
“Espressa con parole l’azione dilegua come fumo, senza lasciare tracce, e ogni tentativo di costruire un discorso logico su di essa appare assurdo e ridicolo agli occhi di un uomo d’azione. Un simile uomo non si muove secondo un sistema logico.”
“I giovani sono costretti ad osservare con disgusto il vergognoso spettacolo del modello di eroe, che essi avevano imparato a conoscere dai fumetti, implacabilmente sconfitto e lasciato a marcire dalla società alla quale dovranno un giorno appartenere. E urlando il loro rifiuto globale ad una simile società, tentano disperatamente di difendere la loro piccola divinità.”

Jo Library 2006

Letti nel 2006 dal più recente:

“Ossa nel deserto” di Sergio Gonzales Rodriguez
Tostissimo reportage, fin troppo dettagliato, della cruda realtà della vita delle donne in una delle aree geografiche del Messico abbandonata da Dio. Un esempio terribile di come la corruzione, la mafia, la violenza e le disparità sociali, note in tutto il resto del mondo, riescano sempre e comunque ad averla vinta, anche quando c’è chi decide, come Sergio Rodriguez, di rendere pubblica una questione sporca, pur sapendo che tra la gente che potrebbe contribuire a migliorare il corso della vicenda nessuno sarà mai disposto a farlo: per i troppi interessi in gioco, per mancanza di armi, per corruzione, per implicazione diretta… per altri cento “buoni motivi” che fanno si che sia meglio continuare a riesumare cadaveri di donne sconosciute ogni giorno, piuttosto che rischiare di vedere sepolto il proprio.
E’ un libro duro, che richiede uno stomaco addestrato, e non facile da leggere (io l’ho letto in più riprese e poco alla volta), ma è anche una piccola finestra aperta su uno di quei mondi di cui non si parla mai, perchè non si può o non si deve

“Repent and sin no more!” – Andy Warhol – Catalogo della mostra
Io l’ho comprato alla mostra di Roma, al Chiostro del Bramante, ma è in vendita in tutte le librerie. Uno sguardo toccante ad uno Warhol quasi profeta, tanto amato e tanto odiato, riletto in chiave umana e cristiana: interessante, ben scritto, accurato e dettagliato, anche fotograficamente; forse un po’ troppo …nostalgico nella forma e nell’insieme, ma ne vale decisamente la pena, indipendentemente dal fatto che siate o meno dei fans di Andy.

“L’Anatomista” di Federico Andahazi
Divertentissimo: ricco di metafore impronunciabili per il periodo storico in cui è ambientato, in pieno 1500. A tratti, alla storia bizzarra di un anatomista che scopre il bello delle donne quasi per caso, si avvicina una piccola vena di preziosa malinconia nell’incapacità del protagonista di risolvere a pieno il mistero che per tutto il tempo gli costa una vita di persecuzioni…

* “Scritto sul corpo” di Jeanette Winterson

Decisamente uno dei libri più belli e più intensi che abbia letto di recente: appassionato e perfino “struggente” in alcuni tratti. Vero e sentito: vissuto in piena armonia con le costanti emotive che pervadono l’essere umano quando, di sé, scopre cose che non avrebbe mai immaginato di sentire… Bellissimo.
Qui sono troppo di parte per esprimere un commento che non sia frutto del mio spasmodico amore secolare per Saramago. Posso dire però che la “Cecità” di questo capolavoro contribuisce a farci tenere gli occhi aperti sul mondo, su di noi, sulle nostre azioni e sulle dinamiche di cui ci circondiamo quotidianamente, dando un impulso nuovo ad un mondo di non vedenti ai quali in realtà… la vista non manca affatto. Incantevole.
Una fiaba vera in un racconto classico immortale. Una metafora moderna e attuale. Un breve racconto per chi, nella perenne attesa di un momento successivo, scopre solo troppo tardi di aver atteso troppo
“Pura vita” di Andrea De Carlo
Esattamente quello che mi aspettavo di trovare in un testo di Andrea De Carlo. In sostanza, non male senza nessun entusiasmo però, ma appunto… me lo aspettavo: avrei potuto evitare di leggerlo, sapendo benissimo cosa c’era scritto e come. Vi direi che ve lo potete risparmiare.

* “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini
Meraviglioso, al punto da dover trattenere le lacrime…
Ogni tanto ci vuole qualche pausa LetterariaMente e questo è un discreto sollazzo passeggero: divertente e raffinato, forse solo non pienamente compiuto. Diciamo… carino.
Ursula Hegi è una recente scoperta di cui sono fiera. La visione di Emma Blau è un romanzo intriso di sentimenti e vicissitudini toccanti: sembra di starci dentro.
Lo confesso: è un regalo di mia madre. Bello: un libro per tutti, grandi e piccoli. Per i grandi è una bella metafora della vita e per i piccoli è una bella favola.
“Human Punk” di John King
Ho fatto una fatica micidiale a leggere questo libro. Un altro autore acclamato, per altro proprio per questo libro sull’Era Punk e sui disagi delle giovani generazioni allo sbaraglio. Che dire? Dopo averlo letto, io direi che lo si può usare per accendere il fuoco, ma se avete bisogno di qualcosa di ripetitivo, noioso e contorto… intanto compratelo… poi farete in tempo a farne buon uso.
Bello e ben scritto, con un finale a sorpresa ben pensato. Una via di mezzo tra un giallo raffinato e un romanzo sentimentale. Mi è piaciuto e lo rileggerei.
“Su altri piani” di Ursula Le Guin
Ecco, Ursula Le Guin e John King potrebbero convogliare a nozze secondo me. E’ vero che le letture Fantasy non sono il mio forte, ma “Momo” è un capolavoro. Questo libro, invece, è un… disastro.
* “Gordon” di Edith Templeton
Magico: bravissima scrittrice lei, bellissima la storia e spledida l’ambientazione e il periodo storico nel quale calare una storia emotivamente troppo intensa. E’ un libro che rileggerei centinaia di volte…
Xinran è una cronista ideale e una narratrice attenta, eppure nel descrivere l’incredibile e inevitabile destino di queste donne riesce ad essere quasi …delicata. C’è ben poco di delicato in questo testo amaro, ma la cosa che più scuote è sapere che il tempo passa troppo spesso inutilmente

Scritto sul corpo

Estratti da “Scritto sul corpo” di Jeanette Winterson:

“Quello che si rischia è misura di ciò che si vale.”

“Perchè la perdita è la misura dell’amore?”

“Tenevo la sua mano consapevole di questo atto, ma avvertendo ugualmente che poteva nascere una nuova intimità, quella forma di riconoscimento dell’altro che è più profonda della coscienza, riposta nel corpo più che tenuta nella mente.”
“Con gli occhi chiusi cominciai un viaggio lungo la sua spina dorsale, la strada acciottolata che mi condusse ad una fenditura e a una vallata umida e poi ad un pozzo nel quale annegare. Ci sono altri luoghi al mondo oltre a quelli che si scoprono sul corpo di un amante?
“Inarca il suo corpo come un gatto che si stira. Ha l’odore del mare. Ha l’odore di quelle pozze d’acqua fra le rocce nella mia infanzia. C’è dentro una stella marina. Mi acquatto per assaporare il sale, faccio scorrere le dita intorno al bordo. Si apre e si chiude come un anemone marino. Ogni giorno si riempie con nuove ondate di desiderio.”
“Quando dico ‘ti sarò fedele’ sto delimitando un territorio tranquillo, fuori dalla portata dei desideri altrui. Nessuno può dettar legge all’amore; non gli si possono dare ordini e non lo si può rimettere in riga con le lusinghe. L’amore appartiene a se stesso, sordo alle suppliche e irremovibile di fronte alla violenza. L’amore non è negoziabile. E’ la sola cosa più forte del desiderio e l’unica vera ragione per resistere alle tentazioni.”