Scritto sul corpo

Estratti da “Scritto sul corpo” di Jeanette Winterson:

“Quello che si rischia è misura di ciò che si vale.”

“Perchè la perdita è la misura dell’amore?”

“Tenevo la sua mano consapevole di questo atto, ma avvertendo ugualmente che poteva nascere una nuova intimità, quella forma di riconoscimento dell’altro che è più profonda della coscienza, riposta nel corpo più che tenuta nella mente.”
“Con gli occhi chiusi cominciai un viaggio lungo la sua spina dorsale, la strada acciottolata che mi condusse ad una fenditura e a una vallata umida e poi ad un pozzo nel quale annegare. Ci sono altri luoghi al mondo oltre a quelli che si scoprono sul corpo di un amante?
“Inarca il suo corpo come un gatto che si stira. Ha l’odore del mare. Ha l’odore di quelle pozze d’acqua fra le rocce nella mia infanzia. C’è dentro una stella marina. Mi acquatto per assaporare il sale, faccio scorrere le dita intorno al bordo. Si apre e si chiude come un anemone marino. Ogni giorno si riempie con nuove ondate di desiderio.”
“Quando dico ‘ti sarò fedele’ sto delimitando un territorio tranquillo, fuori dalla portata dei desideri altrui. Nessuno può dettar legge all’amore; non gli si possono dare ordini e non lo si può rimettere in riga con le lusinghe. L’amore appartiene a se stesso, sordo alle suppliche e irremovibile di fronte alla violenza. L’amore non è negoziabile. E’ la sola cosa più forte del desiderio e l’unica vera ragione per resistere alle tentazioni.”

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