Globalizzazione + concorrenza = emersione del talento

Oggi prendo atto del National Broadband Plan, Connecting America (che lascia davvero senza parole) il cui tanto splendido quanto “banale” slogan recita “Investing in America’s Future” dedicato alle riforme di un governo che mette in piano 7 temi “facili facili”: Economic Opportunity, Education, Health Care, Energy & Environment, Government Performance, Civic Engagement e Public Safety. Non c’è scritto da nessuna parte, ma di mio aggiungerei: “Come fottere il resto del mondo per altri 20 anni, puntando sul futuro!”.
Lascio da parte il clima elettorale che ci rende a nostro modo “celebri” in tutto il mondo, pur consapevole del fatto che la politica non può e non deve esimersi dall’entrare nel merito di certe considerazioni, e sbilancio lo sguardo altrove, quanto meno per motivare lo sforzo, il più delle volte inascoltato, di rilancio che alcuni di noi cercano di fare per il futuro di un Paese che amano.

Al plusvalore di questa “scoperta di oggi”, in un momento di pausa, affianco alcuni dati di dettaglio relativi “al tema high-tech” in Silicon Valley e ne traggo alcune riflessioni per noi e per il nostro Bel Paese, pur avendo ben presente che passeranno anni e si susseguiranno governi prima che l’Italia possa avere (se mai la avrà) la sua Global Valley. Per il bene di questa Nazione:

1) inviterei la nostra classe dirigente (nessuno escluso e senza entrare nel merito o demerito di nessuna “parte politica”) a capire meglio, presto e bene dove porre la propria attenzione nell’era della globalizzazione (a meno che l’intenzione non sia quella di arretrare di altri 5 o 6 anni almeno);
2) la pianterei di pensare che laddove la concorrenza è più forte si debba necessariamente “cambiare settore”; in un Paese realmente competitivo e meritocratico (quale l’Italia ad oggi NON è, se non in rarissimi casi, comparti o settori), la concorrenza (leale e in qualunque ambito) stimola la sana competizione e la sana competizione contribuisce a sua volta a rendere merito al talento e alle eccellenze, attraverso quella che qualcuno prima di me definì “la selezione naturale della specie”;
3) inizierei a ragionare su numeri, dati e statistiche comportamentali, sociali, economiche e culturali reali di valenza globale per capire cosa prendere e cosa lasciare, su cosa investire e da cosa recuperare risorse;
4) cercherei di mettere in atto un “osservatorio fattivo” che si confronti con il mercato, con la compagine sociale, con il passaggio generazionale, con i nostri punti di forza e debolezza, con il mondo accademico e con le imprese, e che faccia molta attenzione a NON alimentare tutto ciò che ad oggi si finge visibilmente tale a tutti pur non essendo nulla di tutto ciò;
5) se non fossi in grado di fare nessuno dei primi 4 punti, cercherei di copiare i migliori al mondo.

Al di là del grande “rumore internauta” grazie al quale la percepiamo in più direzioni protagonista di un terreno a noi ben noto, questo è il modo in cui Silicon Valley si racconta in tutto il mondo, largamente frutto dei 4 punti di cui sopra dicevamo, Patria adottiva di intere generazioni dei nostri migliori italiani all’estero e, ancora oggi, rifugio di grande successo di quegli I T A L I A N I, molto spesso giovani e giovanissimi, che ne arricchiscono merito e talento attraverso le nostre migliori eccellenze.
Nessuno credo pretenda che l’Italia diventi l’America o parte di essa (e anche in questo caso ogni Paese ha i propri pregi e i propri difetti). Tutti invece per contro dovremmo pretendere (ovvero lottare per ottenerlo) che non si sprechino opportunità, risorse, doti, talenti e futuro della nostra comunità, se desideriamo il bene comune e una “ricchezza sociale” che possa finalmente far riemergere fiducia, ottimismo, interesse e speranza.
That’s it. Sarebbe così facile con poca (ma giusta) volontà

Economy
According to a 2008- study by AeA in 2006 Silicon Valley was the third largest (cybercity) high-tech center in the United States, behind the New York metropolitan area and Washington metropolitan area, with 225,300 high-tech jobs. The Bay Area as a whole however, of which Silicon Valley is a part, would rank first with 386,000 high-tech jobs. Silicon Valley has the highest concentration of high-tech workers of any metropolitan area, with 285.9 out of every 1,000 private-sector workers. Silicon Valley has the highest average high-tech salary at $144,800.
The region is the biggest high-tech manufacturing center in the United States. The unemployment rate of the region was 9.4% in January 2009, up from 7.8% in the previous month.

Notable companies
Thousands of high technology companies are headquartered in Silicon Valley; among those, the following are in the Fortune 1000:

Adobe Systems
Advanced Micro Devices (AMD)
Apple Inc.
eBay
Google
Hewlett-Packard
Intel
Intuit
Nvidia
Oracle
VMware
Yahoo!Adobe Systems
Advanced Micro Devices (AMD)
Agilent Technologies
Apple Inc.
Applied Materials
Business Objects
Cisco Systems
eBay
Google
Hewlett-Packard
Intel
Intuit
Juniper Networks
LSI Logic
National Semiconductor
NetApp
Nvidia
Oracle Corporation
SanDisk
Sanmina-SCI
Sun Microsystems (acquired by Oracle Corporation)
Symantec
Yahoo!

Additional notable companies headquartered (or with a significant presence) in Silicon Valley include (some defunct or subsumed):
3Com (headquartered in Marlborough, Massachusetts)
Actel
Actuate Corporation
Adaptec
Aeria Games and Entertainment
Amdahl
Antibody Solutions
Aricent
Asus
Atari
Atmel
Broadcom
BEA Systems (acquired by Oracle Corporation)
Cypress Semiconductor
Electronic Arts
EMC Corporation (headquartered in Hopkinton, Massachusetts)
Facebook
Fairchild Semiconductor
Force10
Foundry Networks
Fujitsu (headquartered in Tokyo, Japan)
Hitachi Global Storage Technologies
IBM Almaden Research Center
Logitech
Maxtor
McAfee
Memorex (acquired by Imation and moved to Cerritos, California)
Micron Technology (headquartered in Boise, Idaho)
Microsoft (headquartered in Redmond, Washington)
Mozilla Corporation
Nokia (headquartered in Espoo, Finland)
Netflix
Netscape (acquired by AOL)
NeXT Computer, Inc. (acquired by Apple)
Opera Software (headquartered in Oslo, Norway)
OPPO
Palm, Inc.
PalmSource, Inc. (acquired by ACCESS)
PayPal (now part of eBay)
Philips Lumileds Lighting Company
PlayPhone
Rambus
RSA (acquired by EMC)
Redback Networks (acquired by Ericsson)
SAP AG (headquartered in Walldorf, Germany)
Siemens (headquartered in Berlin and Munich, Germany)
Silicon Graphics (now defunct)
Silicon Image
Solectron (acquired by Flextronics)
Sony
SRI International
SunPower
Tesla Motors
TWiT
Tellme Networks (acquired by Microsoft)
TiVo
VA Software (Slashdot)
WebEx (acquired by Cisco Systems)
Western Digital
VeriSign
Veritas Software (acquired by Symantec)
VMware (acquired by EMC)
Xilinx
YouTube (acquired by Google)
Zoran Corporation

Fonte: Wiki

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