Cosa "suona" davvero nel "futuro della rete"

Utilizzo la Fan Page del gruppo facebook del mio libro per fare qualche ragionamento sui dati nei primi 4 mesi di vita, che diano un senso all’uso del web 2.0 e delle nuove dinamiche della rete anche come strumento di promozione e diffusione.Prima osservazione:
il gruppo è cresciuto attraverso amici diretti, amici di amici, passa parola ed effetti noti a tutti noi come virali. Trattandosi di una autrice sconosciuta (che sarei io), un libro che tutti (o quasi) reputavano invendibile e un editore lontano (per estrazione e tradizione) dal marketing virale, direi che 466 iscrizioni non sono affatto poche, senza contare “impedimenti o limitazioni” come il digital divide (che nel nostro Paese taglia fuori ancora oggi il 50% della popolazione). Questo numero, in rapporto ad un periodo di 4 mesi, significa una media di circa 115 persone al mese.

Morale: benchè io abbia una vita sociale perennemente attiva per il 90% del mio tempo, se dovessi riportare questa considerazione nel mondo analogico, dovrei dire di aver parlato del mio libro, ogni giorno per 4 mesi consecutivi, a circa 4 persone al giorno. Non solo, avrei dovuto “tenerle a mente” e nel frattempo contattarle di continuo per comunicare loro eventi, presentazioni del libro, incontri, seminari, ecc. Se estendo poi la considerazione corrente all’area geografica ricoperta dai fans di questa pagina, significa che per incontrare queste 4 persone al giorno avrei dovuto prendere… diversi aerei e parecchi treni…

Seconda osservazione:
gli uomini “fanno a pezzi” le donne su una partita di percentuali che al momento si gioca su un 71-29, cioè le donne non arrivano neanche al 30%! Qui ci sono un po’ di considerazioni da fare, per alcune delle quali io sono sempre molto brava a farmi voler male dalle “femministe” più accanite! 1) sono ancora indubbiamente poche le donne che fanno un forte uso della rete, fosse anche solo per diletto; 2) paradossalmente sono ancora meno se si pensa che in Italia il numero in valore assoluto di donne è ancora oggi superiore al numero in valore assoluto degli uomini; 3) io sono una donna e innegabilmente, stando alla mia esperienza, devo riconoscere che purtroppo sono sempre molto rari i casi in cui una donna sia sicura di sè al punto tale da “fare il tifo” per un’altra donna: quelle che conosco io si prenderebbero quasi tutte per i capelli pur di non fare squadra tra di loro :-), cosa che da una vita non mi spiego e che credo limiti enormemente il nostro, per contro, grande potenziale di poter essere davvero pioniere di una leadership al femminile che avrebbe proprio poco da invidiare agli uomini in molti casi.
Morale: una sola, care ragazze, via dai fornelli e stretta al timone! Servono meno veline e più amazzoni guerriere!

Terza osservazione:
sulle percentuali relative all’anagrafica degli utenti rimango sorpresa sotto parecchi aspetti. I giovanissimi (quelli che siamo ormai abituati a chiamare nativi digitali, che peraltro dovrebbero rappresentare il “target ideale” del mio libro o sciuramente quelli per i quali l’ho scritto) fino a 25 anni sfiorano il 4% appena del totale (sono sicura che spopolino per contro sui gruppi di Candy Candy e Lady Oscar); la “fascia di mezzo” fino ai 35 anni arriva a poco più del 30% (sempre con gli uomini al doppio delle donne); la vera anagrafica forte sul totale è costituita da un 37% compreso tra i 35 e i 44 anni; poco meno del 30% è nel range tra i 45 e gli over 55.

Maschile Femminile
71% 29%
Tra i 13 e i 17 anni 0% 0%
Tra i 18 e i 24 anni 3% 1%
Tra i 25 e i 34 anni 22% 10%
Tra i 35 e i 44 anni 27% 10%
Tra i 45 e i 54 anni 15% 5%
Dai 55 in poi 6% 1%

Morale: c’è da chiedersi cosa piace e cosa no al “nativo digitale”. Come si comporta in rete? Torniamo parzialmente al post su chi pianta carote sul video di un pc? Tra i 25 e i 44 anni si aggira il 70% del totale degli utenti fans di questa pagina. Tra il primo e l’ultimo ci sono vent’anni di differenza, esperienze diverse, un mondo stravolto da mille evoluzioni, un atteggiamento mutato nelle logiche e nei modelli, una vita di records già scritti. Evidentemente hanno delle cose in comune e per certi versi potenzialmente “condividono alcuni interessi”, con la differenza che il/la 25enne probabilmente studia ancora (o manifesta da precario) mentre il/la 45enne (spero per lui/lei) lavora già da un pezzo. Nella fascia più adulta ci sono quelli che “combattono per il futuro della rete”, come me, ma il futuro della rete dovrebbe finire nelle mani di quelli che sono nella fascia “meno adulta”, ovvero degli “iscrittissimi” a Candy Candy e a Lady Oscar, che non sanno nulla della candidatura di Internet a Premio Nobel per la Pace?

In effetti è riduttivo trarre “deduzioni” così grandi da un elemento così piccolo. Anche per questo motivo oggi ho attivato un Adv su facebook a pagamento con un range di diffusione pari a circa 30.000 visualizzazioni al giorno per i prossimi 4 mesi.
Stiamo a vedere che succede… secondo me, poco di diverso o sostanziale.

1 commento su “Cosa "suona" davvero nel "futuro della rete"”

  1. Quindi direi la campagna funziona a seconda del target. Se si vuole fare una campagna B2B i social networks in Italia non servono, considerato che chi prende le decisioni è quasi sempre over 50

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