Preferisco il Paradiso.

Notte insonne, piedi gonfi, caviglie a pezzi e ginocchia cigolanti come una porta di legno vecchia. Partenza effettiva da Chiesa Nuova (C.so Vittorio Emanuele a Roma), dopo la messa delle 19.00 e una ricca e energica introduzione di Padre Maurizio Botta,  alle… 21.20 circa. Non sai se ce la farai a fare 25 Km a piedi, quasi senza sosta e con una settimana di lavoro sulle spalle, ma te ne freghi. Anche se è Venerdì e ti sei alzato molto presto, o hai dormito poco, prima preghi e assisti a una messa meravigliosa, e poi inizi a camminare. Cammini e preghi. Mentre cammini ti succedono delle cose, fai delle esperienze, incappi in luoghi con i quali hai a che vedere da anni, perché vivi nei paraggi, ma dei quali sai molto poco, in fondo. Il tempo passa. Tra le splendide catechesi notturne sui vizi e le virtù dell’infaticabile Padre Maurizio, che tiene un passo spinto fino al 25esimo chilometro – che raggiungerai solo all’alba della mattina dopo -, e la stanchezza che avanza sempre di più, saranno le Orazioni che pronuncerai a ricordarti in ogni momento che la fede è il più bel dono che hai ricevuto nella vita. Se a un certo punto, poi, Dio ti regala anche la grazia di poterla condividere con la persona che ami, potresti morire anche così, camminando nella notte, insieme ad altri 200 sconosciuti… eppure tuoi fratelli, figli dello stesso Padre.
Che incredibile esperienza abbiamo fatto questa notte nel pellegrinaggio notturno delle Sette Chiese a Roma. Come fai a raccontare queste cose a chi, quasi sollevando appena una domanda di cortesia, domani ti chiederà: “Ma, in sintesi, di che si tratta?”. Non si fanno sintesi di questa roba qui, niente saldi, nessuno sconto. Il profumo di Cristo lo devi sentire tu. La fede è un’esperienza che si vive e si fa in ogni cosa, in ogni momento, in ogni attimo del cammin di nostra vita. Se la potessimo raccontare in sintesi, o tanto facilmente, significherebbe che non è poi tanto eccezionale. Non c’è modo di parlar di Dio in quattro parole. Lo devi conoscere e incontrare. Puoi farlo anche così, accogliendo a braccia aperte la grazia del servizio di tanti sacerdoti che aspettano anche te, sempre pronti a tenderti la mano per condurti altrove.

Quando arrivi a casa dopo una notte così, passata a camminare, ascoltare, imparare, condividere, amare e pregare, dieci ore consecutive, guidando la macchina con un occhio aperto e uno chiuso, e abbindolato da quel “senso di pace” che solo pochi anni fa ha radicalmente cambiato la tua vita, sei letteralmente tramortito in ogni singolo poro della tua esistenza. Sul sedile del passeggero c’è seduto lo Spirito Santo e ogni secondo in più trascorso in questo mondo abbassa la soglia della paura e di ciò che ne sarà di te. Ti è sempre più chiaro. Sempre meglio capisci dove sei diretto e all’improvviso è come se fosse sempre giorno. “Preferisco il Paradiso” diceva sempre San Filippo Neri. Mi concedesse Dio di vederlo per un attimo anche solo da lontano, andrei ovunque nel mondo camminando…

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