Se di fioretto si tratta, non dire falsa testimonianza sarebbe già qualcosa.

di Giorgia Petrini

Per avere (spero) un tatto migliore di quello che questo “signore” ha utilizzato nel suo monologo contro Valentina Vezzali, non ne menziono la fonte.
E’ chiaro che un tale abbrutimento sociale ormai è specchio di parecchi problemi del nostro tempo, del nostro degrado, della nostra inciviltà e della nostra rabbia che si scaglia sempre più spesso a caso contro chiunque, per ogni motivo e in qualunque direzione, alimentata spesso da fonti perfino anonime, quando non completamente prive di fondamento o del tutto menzognere. Non conosco personalmente Valentina Vezzali e non ho un’idea chiara di chi sia o se mi stia o meno simpatica, ma so per certo che è una persona; una donna, per l’esattezza. E oggi (parentesi), ricordo a tutti che le donne sono quella “specie protetta” che, indipendentemente dal merito o dalle qualità, ha il diritto – non solo in questo Stato – di mandare sul lastrico un marito dopo averlo abbandonato, ma magari anche di tradire “le aspettative dei figli” per fare carriera a 50 anni. Si parla sempre tanto di femminicidio e di alimenti, come se gli uomini fossero dei mufloni dalla latente e perenne ira interdetta, ma non si parla mai del contrario. Va beh, andiamo avanti, non è questo il punto.

Non conosco personalmente Valentiva Vezzali, dicevo, ma ho appreso dal suo blog (fonte certa), proprio qualche giorno fa, che è in maternità, motivo per cui sono sorte tante polemiche in stile, compresa questa: una catena di Sant’Antonio che su Facebook la definisce “una furbetta” (…per non dire poi quello che accade nei commenti degli utenti quando qualcuno mette in circolo istigazioni del genere).

Non vado molto oltre e vi lascio alla lettura di cotanto e tale senno, esprimendo tra me e me solo qualche riflessione breve:

1) ce l’abbiamo con tutti, a prescindere dal fatto che lo meritino o meno;
2) ci sentiamo sempre migliori delle persone che abbiamo nel bersaglio o sotto mano;
3) maledetta invidia (peccato del demonio per eccellenza);
4) scommetto che questo qui segue il calcio, ma Totti …”se li merita” sicuro (ovvero non abbiamo capito cos’è il merito e soprattutto cos’è la fame o un’errata distribuzione della ricchezza);
5) beata ignoranza che ci vorrebbe di tutto sapienti senza fare nessuna fatica per garantire al meglio il nostro sapere;
6) gli altri hanno avuto sempre c_ _o, noi siamo sfortunati, disprezzati, malmenati, ergo rognosi;
7) lasciamo stare l’educazione, il buon gusto o il coraggio (nessuna di queste cose mi pare sia qui presente).

Me ne vengono in mente molte altre, ma non voglio togliere spazio al vero poeta di questo post, quindi vi saluto. A risentirci presto!

Ah, scusate, nel caso non leggiate il post della Vezzali, lo ripeto, è in maternità. E’ femmina, succede (grazie a Dio).

* * *

Cari amici,
la signora che vedete in foto insieme al condannato mister Bean si chiama Valentina Vezzali, campionessa mondiale di scherma… ma da circa 3 mesi è diventata Parlamentare Italiana.
La Parlamentare, Valentina Vezzali, oltre ad aver raggiunto dei risultati record nella disciplina olimpionica dello scherma, ha raggiunto in poco più di 3 mesi un altro record mondiale.
Quale?
E’ riuscita a bucare finora 1041 votazioni su 1043 effettuate dalla Camera dei Deputati. Mica male vero? Se la gioca con il rivale della foto!!! Solo due volte ha partecipato al voto, una ha marcato visita come “assente” e per il resto (1040) figura “in missione”.
In missione dove?
La Parlamentare, Valentina Vezzali, guadagna 259,696 euro all’anno, 21.641 euro al mese, 721 euro al giorno… senza tener conto dei benefits o privilegi che usufruisce giornalmente: telefonia mobile (cellulari), lavaggio biancheria, trasporti aerei, pedaggi autostradali, assicurazioni sulla vita ed infortunio, ristorazione, accertamenti diagnostici, trasporti ferroviari, spese postali, tessera del cinema, palestre e piscine.
Ma la nostra Parlamentare non ci sta, rilasciando una dichiarazione alla Stampa Nazionale, in cui afferma quanto segue: “fare il Parlamentare non significa presentarsi tutti i giorni a Montecitorio, lo si può fare anche stando altrove”.
Gentile, Parlamentare, ma cosa sta dicendo, ma soprattutto cosa significa “lo si può fare anche stando altrove”? Il lavoro di Parlamentare va svolto in Parlamento e non altrove.
Altrimenti si può essere medici stando altrove, anziché in ospedale
Altrimenti si può essere professori stando altrove, anziché in in aula.
Altrimenti si può essere operai stando altrove, anziché in fabbrica.
Altrimenti si può essere impiegati stando altrove, anziché in ufficio.
Purtroppo per lei non é così, anzi, avrebbe dovuto dare l’esempio all’intera Nazione che oggi rappresenta, anziché prendere questo lavoro come un hobby, perché un hobby non é…
Fare il Parlamentare non significa “far quel cazzo che si vuole”, bensì usare le proprie funzioni per il bene dell’intera Nazione.
Prima di concludere le ricordo che “niente provoca più danno in uno Stato del fatto che i furbi passino per saggi”.

silvio-berlusconi-valentina-vezzali

1 commento su “Se di fioretto si tratta, non dire falsa testimonianza sarebbe già qualcosa.”

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