GMG De Noantri: Giovani, Molto Giovani.

di Giorgia Petrini

GMGQuando avevo l’età giusta non avevo la fede. Adesso che “ho la fede” non ho più l’età. Ho scoperto quest’anno la gioia, il senso e la pienezza di significato della GMG partecipando ininterrottamente a quella organizzata “in casa” da Don Fabio Rosini (detta “De Noantri”), nostro pastore, con Marco e con i nostri “compagni di viaggio” e di fede. Con un programma no-stop, lunghe notti comprese, in contemporanea con gli avvenimenti di Rio, abbiamo accompagnato il nostro Papa in questa settimana di speranza e gioia, preghiera e condivisione, accanto ai giovani di tutto il mondo. Abbiamo visto accadere cose impensabili, inspiegabili e bellissime. Si chiamano miracoli, esistono “ancora” e sono alla portata di tutti, anche di chi non crede, anche di chi non vuole vedere e anche di chi non ne vuole sapere. Accadono lo stesso, grazie a Dio. Sono quelle cose che a raccontarle a noi stessi il giorno dopo non ci si crede neanche noi. Abbiamo capito da un po’ che non è mai troppo tardi per credere, per amare e convertirsi, ma abbiamo visto cosa Gesù ha fatto con chi per la prima volta lo ha incontrato in questi giorni, lì davanti a noi, sotto i nostri occhi. Abbiamo capito un po’ di più di cosa fa con noi (che a volte diamo per scontato di essere pronti ormai a tutto), ancora oggi, mentre glielo vedevamo fare con gli altri.
E’ davvero sorprendente! Non come le sorprese normali, quelle mediamente te le aspetti. Gesù è una “macchina da guerra” della sorpresa quotidiana. E’ una roba indicibile! A un certo punto è talmente evidente che diventa perfino imbarazzante pensare di non essersene accorti prima. Che settimana da sballo! Quasi come ballare con i vescovi di Rio! :-)

vescovi
Terrò nel cuore tanti momenti di questa esperienza strepitosa, corredata da una messa al giorno, fatta “a casa mia” senza muovere un passo, nella mia città, con l’immeritata grazia dei tanti doni ricevuti. Terrò nel cuore ciò che il Signore ci ha mostrato, ciò che abbiamo toccato, ciò che ci ha arricchiti, insaporendo ancora di più e sempre le nostre vite. Terrò nel cuore anche molte delle risposte che questo Papa sta dando alla sua Chiesa (e non solo) nella solida speranza che questo mondo, con la grazia di Dio, diventi presto un posto migliore per tutti del quale, in fondo o in superficie, andare fieri in ogni istante. La nostra coscienza, in Spirito e Verità, è sul piatto d’argento con cui Dio ci offre un’altra vita in ogni istante, in attesa di vedersi aprire quella porta che la renderà finalmente libera di credere alla verità.

***

HO SELEZIONATO A SEGUIRE ALCUNE DICHIARAZIONI RILASCIATE OGGI DA PAPA FRANCESCO TORNANDO DA RIO. Sono quelle che più mi hanno colpita, per motivi di attualità, di necessità, di esperienza diretta o vicina a questi specifici temi.

papa
Perché chiede sempre «Prega per me».

«”Prega per me”, sempre l’ho chiesto. Quando ero prete lo chiedevo di meno, non così tanto. Ho cominciato a chiederlo di più da vescovo. Mi sento con tanti limiti e con tanti problemi, sono anche peccatore. Questa richiesta è qualcosa che mi viene da dentro. Anche alla Madonna chiedo che Lei preghi per me. È un’abitudine che mi viene dal cuore, sento che devo chiedere».

Perché in Brasile non si è pronunciato su aborto e nozze gay.
«La Chiesa si è già espressa su questi argomenti, la Chiesa ha già una posizione chiara. E durante il viaggio in Brasile era necessario parlare positivamente».

Le donne nella Chiesa. 
«Una Chiesa senza le donne è come il collegio apostolico senza Maria. Il ruolo delle donne è l’icona della Vergine, della Madonna. E la Madonna è più importante degli apostoli. La Chiesa è femminile perché è sposa e madre. Si deve andare più avanti, non si può capire una Chiesa senza le donne attive in essa. Faccio in esempio che non c’entra con la Chiesa: per me la donna del Paraguay è una donna gloriosa. Dopo la guerra (il riferimento è alla sanguinosa guerra del Paraguay contro il Brasile avvenuta tra il 1864 e il 1870, ndr) c’era rimasto un uomo per ogni otto donne. E hanno fatto la scelta di avere figli, salvare la patria, la cultura, la fede. Nella Chiesa si deve pensare alla donna in questa prospettiva. Non abbiamo ancora fatto una teologia della donna. Bisogna farlo. Per quanto riguarda l’ordinazione delle donne, la Chiesa ha parlato e ha detto no. Giovanni Paolo II si è pronunciato con una formulazione definitiva, quella porta è chiusa. Ma ricordiamo che Maria è più importante degli apostoli vescovi, e così la donna nella Chiesa è più importante dei vescovi e dei preti».

Sui sacramenti ai divorziati risposati. 
«È un tema che torna sempre. Credo che questo sia il tempo della misericordia, questo cambio d’epoca in cui ci sono tanti problemi anche nella Chiesa, anche per le testimonianze non buone di alcuni preti. Il clericalismo ha lasciato tanti feriti e bisogna andare a curare questi feriti con la misericordia. La Chiesa è mamma, e nella Chiesa si deve trovare misericordia per tutti. E i feriti non solo bisogna aspettarli, ma bisogna andarli a trovare. Credo sia il tempo della misericordia, come aveva intuito Giovanni Paolo II che ha istituito la festa della Divina Misericordia. I divorziati possono fare la comunione, sono i divorziati in seconda unione che non possono. Bisogna guardare al tema nella totalità della pastorale matrimoniale. Apro una parentesi: gli ortodossi ad esempio seguono la teologia dell’economia e permettono una seconda unione. Quando si riunirà il gruppo degli otto cardinali, nei primi tre giorni di ottobre, tratteremo come andare avanti nella pastorale matrimoniale. Siamo in un cammino per una pastorale matrimoniale più profonda. Il mio predecessore a Buenos Aires, il cardinale Quarracino diceva sempre: “Per me la metà dei matrimoni sono nulli, perché si sposano senza sapere che è per sempre, perché lo fanno per convenienza sociale, etc…”. Anche il tema della nullità si deve studiare».

Giovanni XXIII e Wojtyla santi. 
«Giovanni XXIII è un po’ la figura del prete di campagna, che ama ognuno dei suoi fedeli e questo l’ha fatto anche come vescovo e come nunzio: pensate ai tanti certificati di battesimo falsi che ha fatto per salvare gli ebrei quando era in Turchia. Aveva un grande senso dell’umorismo. Da nunzio c’era chi in Vaticano non gli voleva molto bene e quando veniva a Roma lo facevano aspettare a lungo. Non si è mai lamentato, recitava il rosario, pregava il breviario. Era un mite. Venti giorni prima che Giovanni XXIII morisse, monsignor Agostino Casaroli era andato da lui per spiegargli  com’era andata una sua missione in un Paese dell’Est, la Cecoslovacchia o l’Ungheria, non ricordo bene. E prima che se ne andasse, il Papa gli ha chiesto: “Lei continua ad andare a trovare i giovani carcerati?”. Casaroli rispose di sì. “Non li abbandoni mai!”. E questo lo diceva a un diplomatico che era andato a riferirgli la sua missione. Giovanni XXIII è un grande, è stato un grande. Poi ha indetto il Concilio. Pio XII pensava di farlo, ma le circostanze non erano mature. Giovanni non ha pensato alle circostanze ma ha seguito lo Spirito Santo. Giovanni Paolo II è stato un grande missionario della Chiesa. Andava, sentiva questo fuoco, è stato un San Paolo. Per questo per me è grande. Canonizzarli insieme è un messaggio alla Chiesa: sono bravi, sono bravi… Per quanto riguarda la data della canonizzazione, si pensava all’8 dicembre, ma i poveri che non possono prendere l’aereo, dalla Polonia vengono in bus e a dicembre le strade sono ghiacciate. Allora si deve ripensare la data. O la festa di Cristo Re di quest’anno, ma è un po’ difficile perché è troppo presto dato che il concistoro per le canonizzazioni è fissato per il 30 settembre, oppure la Domenica della Divina Misericordia del prossimo anno».

La lobby gay 
«Si scrive tanto della lobby gay. Io finora non ho trovato in Vaticano chi ha scritto “gay” sulla carta d’identità. Bisogna distinguere tra l’essere gay, avere questa tendenza, e fare lobby. Le lobby, tutte le lobby, non sono buone. Se una persona è gay e cerca il Signore con buona volontà, chi sono io per giudicarlo? Il Catechismo della Chiesa cattolica insegna che le persone gay non si devono discriminare, ma si devono accogliere. Il problema non è avere questa tendenza, il problema è fare lobby e questo vale per questo come per le lobby d’affari, le lobby politiche, le lobby massoniche».

folla
Clicca QUI per andare su Famiglia Cristiana – da cui ho preso anche queste – e leggere la raccolta completa.

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