Il commento di Santa Teresa D’Avila al vangelo di oggi

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 7,21.24-27.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande».

Santa Teresa d’Avila (1515-1582), carmelitana, dottore della Chiesa

Il Cammino della perfezione, cap. 32, 5-9

“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, … ma colui che fa la volontà del Padre mio”

Sembra facilissimo dire che si offre la propria volontà al potere di un altro. Ma quando si viene al dunque, si capisce che non c’è niente di tanto difficile che conformarvisi come conviene… Il Signore sa ciò che ognuno può sopportare; e quando incontra un’anima forte, non si ferma fino a che abbia compiuto in lei la sua volontà.    Voglio spiegarvi o ricordarvi cos’è la sua volontà. Non temete che voglia darvi ricchezze, piaceri, onori, né tutti gli altri beni della terra. Vi ama troppo e stima troppo il tempo presente che gli offrite: ecco perché vuole ricompensarvi degnamente e vi dà il suo Regno, anche fin da questa vita. Volete sapere come si comporta verso coloro che gli fanno sinceramente questa richiesta: “Sia fatta la tua volontà”?… Guardate ciò che il Padre ha dato a suo Figlio che amava al di sopra di tutto, da ciò conoscerete qual è la sua volontà. Sì, tali sono i doni che ci fa in questo mondo. Sono della misura del suo amore per noi. Ne dà più a coloro che ama di più, e meno a coloro che ama meno. Si regola anche secondo il coraggio che scopre in ognuno di noi e l’amore che abbiamo per lui. Vede che siamo capaci di soffrire molto per lui quando lo si ama molto, ma di soffrire poco quando lo si ama poco. Sono persuasa che la misura della forza di sopportare una grande croce o una piccola, è la misura del nostro amore. Ecco perché se avete questo amore, sarete vigilanti, parlando a un sì gran Signore, in modo che le vostre parole non siano complimenti… Se non abbandoniamo completamente la nostra volontà al Signore, affinché lui stesso si prenda cura dei nostri interessi, non ci lascerà mai bere alla sua fontana d’acqua viva.

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