Fatima: profezia realizzata.

di Redazione

E’ singolare constatare come spesso quando si parla di Fatima si tenda a glissare sul famoso “Segreto”, quasi come se fosse una questione irrilevante o comunque secondaria rispetto ad altri aspetti più prettamente teologici e devozionali (che pure hanno la loro indubbia importanza). Spesso notiamo con rammarico come anche i più attenti studiosi di queste apparizioni tendano a trascurare i tanti nessi tra certi eventi storici del secolo trascorso e le profezie contenute nel “Segreto”, alcune delle quali hanno dimostrato ampiamente – alla luce dei dati storici oggi a nostra disposizione – di essersi realizzate, parola per parola. Proprio nel realizzarsi del Segreto c’è un’ulteriore inconfutabile dimostrazione non solo dell’autenticità di queste apparizioni, ma anche dell’importanza di questo genere di interventi straordinari della Madonna nel mondo. Mettere maggiormente in luce queste “inspiegabili concordanze” costituisce forse la medicina più efficace: 1) contro quella mentalità agnostica e indifferentista tanto diffusa al giorno d’oggi (le opere potenti di Dio rafforzano la fede in Cristo e incoraggiano a perseverare in essa); 2) contro i tentativi di sminuire la figura di Maria e il suo ruolo di Madre della Chiesa e principale avvocata e mediatrice presso Dio, una Verità che oggi – purtroppo – sono in tanti a mettere in discussione, perfino all’interno della Chiesa.

Fatima – per chi avesse qualche dubbio in proposito – ci dimostra in maniera inequivocabile che Dio per salvare il mondo si serve – soprattutto nel nostro tempo – di Sua Madre che a questo fine opera nella Chiesa Cattolica e attraverso la Chiesa Cattolica, a dimostrazione che – in tempo di indifferentismo e relativismo galoppante – questa e solo questa è la Chiesa voluta da Cristo per custodire la pienezza della Verità Rivelata.

Maria Santissima appare per aprirci gli occhi sul “mistero di iniquità” che pervade la nostra epoca; appare per salvarci dal naufragio nel mare tempestoso dei mali apocalittici del nostro tempo.

Bisogna dire che, ancor prima del Segreto, già altre profezie della Madonna si erano realizzate durante le apparizioni del 1917. Già nei dialoghi con i veggenti (durante le apparizioni del 13 luglio e del 13 settembre 1917) la Vergine, per provare la verità della sua presenza a Fatima, promise che nel mese di ottobre di quello stesso anno avrebbe fatto “un miracolo che tutti potranno vedere bene per credere“. Il 13 ottobre effettivamente la Madonna operò il prodigio delle trasformazioni cromatiche e dei movimenti del sole (“miracolo del sole“). Questo prodigio, che fu notato in una zona tanto più vasta del luogo delle apparizioni, non può essere spiegato come un fenomeno di suggestione collettiva, per altro eccezionalmente difficile da prodursi nelle migliaia di persone – dalle 50.000 alle 70.000 – presenti alla Cova da Iria.

Abbiamo parlato in precedenza di “mali apocalittici” del nostro tempo. Difficile non scorgere in questo grande miracolo un chiaro riferimento al libro dell’Apocalisse di Giovanni, riferimento che lo stesso Giovanni Paolo II parve mettere in evidenza durante la cerimonia di beatificazione di Francesco e Giacinta (13 maggio 2000). Il Santo Padre fece riferimento per ben due volte al capitolo 12° dell’Apocalisse, prima citando il versetto 1: “Per disegno divino, è venuta dal Cielo su questa terra, alla ricerca dei piccoli privilegiati dal Padre, «una Donna vestita di sole» (Ap 12,1)”. L’autrice del “miracolo del sole” di Fatima era stata la Madonna, cioè la “Donna vestita di sole” (la Chiesa tradizionalmente vede nella “Donna vestita di sole” dell’Apocalisse la Madre di Dio). Si noti anche che la prima parte di quel versetto dice: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso…“; qui l’analogia con il miracolo di Fatima è davvero straordinaria! Poi il Papa menzionò il versetto 4: “Il messaggio di Fatima è un appello alla conversione, che mette in guardia l’umanità affinché non faccia il gioco del «drago», il quale con la «coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra» (Ap 12,4)” [cfr. Omelia di Giovanni Paolo II nella Messa di beatificazione di Francesco e Giacinta, del 13.5.2000]. E qui il Santo Padre sembra attualizzare al nostro presente l’azione del “drago” dell’Apocalisse (Satana); e questo deve servirci da monito, perché il nostro cedere alle tante lusinghe che Satana propone al mondo di oggi, potrebbe avere tragiche conseguenze per tutti noi, non solo nell’eternità (non dimentichiamo la visione dell’inferno data ai tre veggenti) ma anche su questa terra: quelle stesse tribolazioni e flagelli che San Giovanni descrive con drammatico realismo nelle sue visioni profetiche.

Ma c’è anche un’altra profezia realizzata. La Madonna nell’apparizione del 13 ottobre aveva detto: “La guerra finirà e i soldati torneranno presto alle loro case“, e questo effettivamente accadde dopo breve tempo.

Ormai praticamente tutto il messaggio profetico di Fatima sembra essersi realizzato fin nei minimi particolari, tranne forse per la terza parte del “Segreto” in cui si parla della morte del Santo Padre (vedremo più avanti in che senso questo aspetto non sembrerebbe essersi realizzato completamente) e soprattutto per quanto riguarda l’avvento del “periodo di pace” che la Madonna ha promesso al mondo. Vediamo quindi di capire i risvolti profetici di questo Segreto mettendoli in relazione con i dati storici che oggi abbiamo a disposizione.

La prima parte del “Segreto” di Fatima

La prima parte del segreto è la visione dell’inferno come esito ultimo ed eterno del peccato, una verità che nel XX secolo sarebbe stata progressivamente messa in discussione persino all’interno della Chiesa, da parte di certe correnti teologiche emergenti di stampo modernista.

Nella seconda parte del segreto la Madonna aveva spiegato ai veggenti: “Avete visto l’inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato“. E il 13 agosto aveva detto: “Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori. Badate che molte, molte anime vanno all’inferno, perché non vi è chi si sacrifichi e preghi per loro“.

La seconda parte del “Segreto” di Fatima

“La guerra sta per finire [la Prima Guerra Mondiale; N.d.R.]; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre”: questo appello della Madre di Dio purtroppo rimase inascoltato e quindi un’altra guerra ebbe inizio – proprio come lei aveva preannunciato – durante il Pontificato di Pio XI: la Seconda Guerra Mondiale.

Suor Lucia credette di riconoscere quel “grande segno”, la “luce sconosciuta” di cui si parla nel Segreto, nella straordinaria aurora di colore rosso che illuminò il cielo in tutto l’emisfero settentrionale nella notte fra il 25 e il 26 gennaio del 1938 (dalle 20.45 all’1.15).

La “luce” sembrava provocata da un enorme incendio – come di una foresta che bruciava in lontananza – che illuminò nella notte i cieli della Scandinavia, del Nord Europa, Nord Africa e Nord America. Di fronte alle numerose chiamate di persone allarmate dal fenomeno, le autorità si affrettarono a rassicurare che si trattava di una semplice aurora boreale.

Ma quell’evento così impressionante nella sua inusitata imponenza, era qualcosa di più di un semplice fenomeno naturale, era presagio dei tragici avvenimenti che tutto il continente europeo e il mondo intero si apprestavano a vivere. Il secondo conflitto mondiale ebbe inizio appena due mesi più tardi quando, il 12 marzo 1938, Hitler invase l’Austria. La guerra durò 7 anni e quando finì, nel 1945, circa 50 milioni di persone vi avevano perso la vita. Fra queste, 6 milioni di ebrei e altri 5 milioni di persone erano morte per la fame, le torture o bruciate nei forni crematori nei campi di concentramento nazisti. Se poi si sommano a questi morti anche quelli di Lenin e Stalin nelle varie guerre e persecuzioni politico-religiose in Russia, si possono calcolare circa 100-150 milioni di vittime, solo nella prima metà del XX secolo. A fronte di tali cifre non fa meraviglia che Dio abbia inviato Sua Madre a Fatima per avvertire l’umanità e cercare così di salvarla dai drammatici eventi che stavano per infiammare il mondo.

Ma la Madonna – come vedremo più avanti – era venuta a Fatima soprattutto per salvare il mondo da un altro e più grande male del nostro secolo: l’offensiva planetaria del comunismo.

la Russia…spargerà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati“: gli “errori” che la Russia avrebbe sparso nel mondo non erano altro che il comunismo, che di lì a poco dalla Russia sarebbe dilagato in tutto il mondo causando persecuzioni ai cristiani e insanguinando molte nazioni.

I Bolscevichi (comunisti) presero il potere in Russia il 7 novembre 1917 dopo la cosiddetta “Rivoluzione di Ottobre” iniziata il 25 ottobre 1917 (cioè pochi giorni dopo la fine delle apparizioni di Fatima). Alla fine della Seconda Guerra Mondiale (fra il 1945 e il ‘49) il comunismo si era ormai instaurato in Albania, Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria, Jugoslavia, Ungheria, Germania Orientale, Polonia, mentre Lettonia, Estonia e Lituania erano state direttamente annesse dall’Unione Sovietica nel 1940. Le forze sovietiche avevano occupato tutti questi paesi tranne la Jugoslavia dove Josip Tito riuscì in qualche modo a mantenere il controllo della regione. Le persecuzioni alla Chiesa in questo paese iniziarono non appena Tito andò al potere. Centinaia di membri del clero vennero uccisi o deportati nei campi di lavoro, fra questi anche vescovi cattolici e ortodossi. Vi furono per tanti anni pesanti persecuzioni anche in Cecoslovacchia, Romania, Ungheria, Bulgaria, Polonia e un po’ in tutti i paesi del blocco sovietico.

Le persecuzioni contro i cristiani causarono nei primi decenni del regime comunista più martiri che in tutti i secoli precedenti messi assieme. Solo nella Chiesa Ortodossa russa fra gli anni ‘20 e ‘30, circa 50.000 persone fra preti e monaci morirono martiri per essersi rifiutate di rinnegare la loro fede. Si stima che il numero di membri del clero e di religiosi di tutte le confessioni cristiane martirizzati dai comunisti si aggiri attorno a 140.000.

Solo Lenin, nell’arco di 5 anni pare che abbia fatto uccidere non meno di 1200 sacerdoti e 28 vescovi.

Stalin già nel 1930 aveva chiuso metà delle chiese di Mosca e tutti i monasteri dell’Ucraina. Un gran numero di icone religiose venne fatto bruciare. Venne soppressa la Domenica e gli operai venivano costretti a firmare una dichiarazione di apostasia e di odio contro Dio, senza la quale non ottenevano le tessere con cui venivano assegnati cibo, vestiti e alloggio.

Nel periodo delle purghe staliniane (1934-39) milioni di persone morirono nei gulag sovietici. Si stima che fra il 1935 e il ‘41 più di 19 milioni di persone siano state arrestate da Stalin. Meno della metà di questi venne passata per le armi subito, il resto morì nei gulag della Siberia.

Regimi più o meno comunisti esistono ancora oggi in Cina, Corea del Nord, Laos, Vietnam e a Cuba. La Cina cadde in mano ai comunisti nel 1949, dopo che i precedenti governanti furono mandati in esilio nell’isola di Taiwan. In Cina molti milioni di persone che si erano opposte all’affermarsi del comunismo furono uccise. Il Vietnam del Nord cadde nel 1954; più tardi anche il Sud cadde in mano ai comunisti, dopo che gli Stati Uniti avevano lasciato il paese nel 1975. La Corea del Nord divenne uno stato comunista il 1 maggio 1948 in seguito all’occupazione sovietica. Il 25 giugno 1950, forze comuniste nordcoreane violarono il confine con la Corea del Sud, dando così inizio alla guerra di Corea (1950-1953).

Cuba cadde sotto il dominio comunista quando Fidel Castro assunse il controllo del governo il 1 gennaio 1959. Nel 1961, dopo che Cuba fu ufficialmente dichiarata uno stato socialista, 350 scuole cattoliche vennero nazionalizzate. 136 sacerdoti furono espulsi e la Chiesa da allora è stata sottoposta a severe restrizioni e molte persone hanno cessato la pratica della fede cattolica.

All’inizio del 1960 si stimava che 900 milioni di persone, più di 1/3 della popolazione mondiale, fossero dominate da regimi comunisti.

“il Santo Padre avrà molto da soffrire: sebbene la Madonna non indichi qui a quale Papa specificamente si riferisca, generalmente si tende a ritenere che questo pontefice sia Giovanni Paolo II. Egli è considerato ormai il “Papa di Fatima”, sia per via dell’attentato del 1981 sia per il suo contributo determinante alla caduta del Comunismo e alla dissoluzione dell’Urss. Ma parallelamente, in questa profezia si possono intravedere anche le sofferenze morali di tutti i pontefici che nel secolo scorso si sono dovuti misurare con i tanti attacchi feroci che Satana ha sferrato alla Chiesa, e – possiamo ragionevolmente prevedere – anche le sofferenze dei papi a venire, almeno fino a quando il “periodo di pace” non si sarà compiuto.

Giovanni Paolo II ha compiuto una personale Via Crucis, cominciata da quell’attentato del 13 maggio 1981 (era l’anniversario della prima apparizione della Madonna a Fatima) in cui il turco Mehmet Ali Agca gli sparò in piazza San Pietro. Ali Agca, secondo varie indagini compiute dai magistrati italiani, sarebbe stato ingaggiato dai servizi segreti bulgari per conto dell’Unione Sovietica con il compito di uccidere Giovanni Paolo II; un Papa troppo scomodo e pericoloso, che bisognava fermare ad ogni costo. Troppo imprevedibili (potenzialmente destabilizzanti per il regime comunista) potevano essere gli effetti del suo pontificato, non solo per la sua patria (la Polonia) ma per l’intero blocco sovietico.

Alle 17,17 di quel 13 maggio, mentre Giovanni Paolo II salutava la folla sulla sua jeep bianca, baciando bambini e stringendo mani, il giovane Agca ad una decina di metri da lui, estraeva una pistola e faceva fuoco. Colpito dalle pallottole, Giovanni Paolo II con l’abito pontificale macchiato di sangue, si accasciava sulla vettura che partiva di corsa per raggiungere il più vicino ospedale. I proiettili centrarono il bersaglio, perforando l’addome e ferendo il Pontefice ad una mano, ma non lo uccisero. Wojtyla, qualche tempo più tardi, disse che quel giorno a salvarlo fu l’aiuto celeste della Madonna di Fatima che con la sua mano invisibile aveva deviato la traiettoria del proiettile. In effetti, i medici del Policlinico Gemelli che lo curarono si sono sempre interrogati sull’anomalo tragitto della pallottola: un millimetro più in là e il Papa sarebbe stato colpito mortalmente agli organi vitali.

Al Gemelli il Papa rimase in convalescenza per ben cinque mesi. Il proiettile sparato da Ali Agca, per volere di Wojtyla è stato incastonato nella corona tempestata di pietre preziose della statua della Vergine di Fatima.

Ali Agca in seguito rivelerà in un’intervista un’altra coincidenza impressionante: la suora che arrestò la sua fuga quel 13 maggio si chiamava suor Lucia, proprio come l’unica superstite dei tre pastorelli cui esattamente 64 anni prima era apparsa la Madonna a Fatima.

E’ da notare che sempre nel 1981, esattamente un mese dopo l’attentato al “Papa di Fatima”, sono iniziate le apparizioni di Medjugorje – un paesino della Bosnia Erzegovina, allora ancora sotto il regime comunista jugoslavo. Le apparizioni di Medjugorje vengono oggi considerate dagli esperti in qualche modo come la continuazione di quelle di Fatima. La stessa Vergine in un messaggio del ‘91 ha spiegato che a Medjugorje intendeva compiere quello che aveva iniziato a Fatima.

Ma questo del 1981 non fu l’unico attentato alla vita del Santo Padre. Il 12 maggio 1982 vi fu un altro tentativo di assassinare Giovanni Paolo II, un uomo a Fatima cercò di accoltellarlo, ma venne neutralizzato dalle forze di sicurezza prima che potesse portare a termine il suo piano. Durante una sua visita nelle Filippine, nel corso della giornata mondiale della gioventù del 1995, alcuni terroristi islamici organizzarono un altro attentato al Santo Padre, senza però riuscire nei loro intenti. Uno degli arrestati disse che dietro al gruppo c’erano varie organizzazioni ed un “miliardario saudita” (Al-Qaeda?).

Ma si può dire che tutto il suo pontificato fu un vero calvario di sofferenza per i tanti problemi di salute che il Papa dovette patire fin dai primi anni.

Il 15 luglio 1992 (11 anni dopo il primo ricovero) venne sottoposto ad un intervento chirurgico per l’asportazione di un voluminoso tumore benigno. Nell’occasione Giovanni Paolo II subì anche un intervento alla cistifellea, per la presenza di “alcuni calcoli”. Ma per anni circolò la voce, infondata, di un tumore maligno.

L’11 novembre 1993, durante un’udienza Giovanni Paolo II inciampò e cadde. Ricoverato al Gemelli subì la riduzione di una lussazione alla spalla destra.

Il 29 aprile 1994 fu nuovamente ricoverato; era scivolato in bagno e si era fratturato un femore. Con un intervento chirurgico venne sostituita la testa del femore con una protesi.

L’8 ottobre 1996 venne operato di appendicite.

Nel frattempo si facevano sempre più evidenti i sintomi del Parkinson. I primi accenni della malattia avevano cominciato a manifestarsi già dal 1992 e col passare degli anni divennero rapidamente sempre più gravi e invalidanti: la mano sinistra cominciò a tremare, la muscolatura facciale si irrigidiva ed assumeva la maschera tipica del morbo. Con il passare del tempo apparirono sintomi secondari, come difficoltà nel pronunciare le parole, problemi respiratori ed un atteggiamento esitante.

Con gli anni il Papa aveva avuto anche un significativo calo dell’udito, tanto che, in gran segreto, gli fu applicato un piccolissimo apparecchio prima all’orecchio destro, poi ad entrambi. Ad aggravare gli effetti menomanti del progredire del Parkinson si aggiunsero i dolori per l’intervento al femore e le conseguenze di un’artrosi che dal febbraio 2002 lo colpì al ginocchio destro. Pian piano per il Papa diventava sempre più difficile muoversi e camminare.

Il 1 febbraio 2005 Giovanni Paolo II fu ricoverato d’urgenza per “una laringo-tracheite acuta con episodi di laringospasmo”, esiti di un’influenza che lo aveva colpito qualche giorno prima.

Il 24 febbraio 2005 vi fu un nuovo ricovero, sempre per motivi respiratori. Questa volta gli venne praticata una tracheotomia, un intervento che incise drasticamente sulla capacità del Papa di parlare. Alla fine di marzo vi fu poi l’aggravamento definitivo delle sue condizioni che ebbe per esito il decesso, avvenuto il 2 aprile 2005 alle ore 21.37. Questa vita così densa di tribolazioni e sofferenze, ricorda in qualche misura quella di certi mistici a cui il Signore ha affidato il compito di essere anime vittime per l’umanità.

All’età di 84 anni si spegneva il papa che aveva guidato la Chiesa per oltre 26 anni (uno dei pontificati più lunghi della storia) con mirabile saggezza e santità, vigoroso impegno e ispirato magistero, e che aveva giocato un ruolo chiave nella caduta del comunismo in Europa. Appena pochi giorni prima (il 13 febbraio) era morta anche Suor Lucia, una coincidenza che pare quasi un suggello del (definitivo?) compimento di quel misterioso disegno divino iniziato nel 1917 a Fatima.

Un’altra singolare coincidenza legata a Fatima è che il Papa si spense nel primo sabato del mese, il che ricorda la pia pratica dei “Primi 5 Sabati” chiesta a Suor Lucia dalla Vergine di Fatima il 10 dicembre 1925, quando le apparve nella casa delle Suore Dorotee a Pontevedra, in Spagna.

Ma c’è anche un’altra coincidenza legata al giorno in cui Giovanni Paolo II è morto che, sebbene non collegata direttamente a Fatima, è davvero straordinaria e merita di essere menzionata. Egli rese l’anima a Dio nelle prime ore della festa della Divina Misericordia (dopo i Vespri del sabato), festa e che è stata introdotta da lui stesso nel 2000. Per l’istituzione della festa, che si celebra nella prima domenica dopo la Pasqua, il Santo Padre trasse ispirazione dalle rivelazioni di suor Faustina Kowalska, una mistica polacca a cui egli fin dalla giovinezza fu particolarmente devoto. Tra l’altro fu proprio Papa Wojtyla a promuovere la causa di beatificazione di suor Faustina e sempre lui nell’Anno Santo del 2000 l’ha proclamata santa.

Verrò a chiedere la consacrazione della Russia“: la Madonna mantenne questa promessa il 13 giugno 1929, quando apparve a Suor Lucia nella cappella del suo convento. Così Suor Lucia riferisce le parole di Maria SS.: “La Madonna mi disse: “Il momento è venuto in cui Dio chiede al Santo Padre [a quel tempo era papa Pio XI; si noti che la Madonna nel “Segreto” del 1917 aveva annunciato che proprio durante il pontificato di questo papa ci sarebbe stata una grande guerra, peggiore della Prima Guerra Mondiale, se le sue richieste non fossero state accolte; N.d.R.], in unione con tutti i vescovi del mondo, di consacrare la Russia al mio Cuore Immacolato, promettendo così di salvarla in questo modo. Ci sono così tante anime che sono condannate dalla giustizia di Dio per i peccati commessi contro di me, che sono venuta a chiedere riparazione: fai sacrifici per questa intenzione e prega“.

Ma Pio XI non fece la consacrazione al Cuore Immacolato che la Madonna aveva chiesto. La consacrazione fu fatta invece da Pio XII in due occasioni, nel 1942 e nel 1952, ma non come la Madonna l’aveva richiesta. Anche Papa Wojtyla fece (nel 1982 e nel 1983) due consacrazioni, ritenute però da suor Lucia “invalide”.

Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà“: durante un solenne pellegrinaggio a Fatima, il 13 maggio 1982 per ringraziare la Vergine di avergli salvato la vita esattamente un anno prima, Giovanni Paolo II consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria, con una “speciale menzione” al popolo russo. Il Santo Padre rinnovò questo atto di offerta e consacrazione in altre tre occasioni: il 16 ottobre 1983, il 25 marzo 1984 e infine l’8 dicembre 1985 (lo stesso anno in cui Gorbaciov andò al potere).

Suor Lucia Dos Santos confermò la validità della consacrazione del 1984: “la consacrazione desiderata da Nostra Signora è stata fatta nel 1984, ed è stata accetta al Cielo” (cfr. Incontro di Mons. Tarcisio Bertone con Suor Lucia, “L’Osservatore Romano”, 21.12.2001).

Quel 25 marzo del 1984 Giovanni Paolo II compiva – in comunione con tutti i vescovi del mondo – l’Atto di affidamento a Maria del mondo, pronunciando queste parole: “Ci troviamo uniti con tutti i Pastori della Chiesa, in un particolare vincolo, costituendo un corpo e un collegio, così come per volontà di Cristo gli Apostoli costituivano un corpo e un collegio con Pietro. Nel vincolo di tale unità, pronunziamo le parole del presente Atto, in cui desideriamo racchiudere, ancora una volta, le speranze e le angosce della Chiesa per il mondo contemporaneo” (Atto di affidamento alla Madonna, del 25-3-1984, in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. VII, pp. 774-775).

A questo punto si può dire che il tempo dell’Unione Sovietica era ormai contato: per il regime comunista iniziò quasi subito un rapido declino.

Nel 1984 l’Unione Sovietica era già da tempo in una situazione di grave crisi economica e non era più in grado di sostenere la corsa agli armamenti con gli Stati Uniti. Gli storici dicono che il Cremino mise per la prima volta, in maniera ufficiale, all’ordine del giorno la possibilità di un attacco di sorpresa agli USA, perché l’idea era che attaccando per primi si poteva vincere. Quello fu certamente il momento di maggior pericolo per il mondo.

In un’intervista inedita a Suor Lucia, resa pubblica nella trasmissione di Raidue “Excalibur” il 31 febbraio 2003, tra le tante cose suor Lucia parlò della Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria compiuta da Giovanni Paolo II in unione con tutti i vescovi del mondo, del pericolo costituito dal materialismo edonista che sta invadendo il pianeta, e tornò a parlare del rischio, scongiurato dal crollo dell’impero comunista, “di guerre atomiche come non ce ne erano mai state prima e che potevano distruggere l’umanità”.

Già in precedenza Suor Lucia aveva usato, in una lettera pubblicata all’indomani della caduta del muro di Berlino (cfr. mensile “30 Giorni”, marzo 1990), parole inquietanti: “Quanto accade all’Est è dovuto ad una azione di Dio nel mondo per liberarlo dal pericolo di una guerra atomica che potrebbe distruggerlo”.

In molti si sono chiesti il perché di questi ripetuti, allarmanti accenni a guerre atomiche da parte di suor Lucia, dato che la Madonna, durante le apparizioni di Fatima, non ne ha mai fatto cenno. Forse la risposta sta tra le righe di un’intervista rilasciata ad Excalibur dal vescovo di Fatima, che ipotizzava che suor Lucia potesse aver avuto, oltre alle celebri apparizioni di Fatima, altre rivelazioni da parte della Vergine; rivelazioni di cui, ancora, nessuno è a conoscenza.

La primavera del 1984 segnava l’inizio di un periodo davvero catastrofico per l’Urss. Il 13 maggio 1984 (ancora un anniversario delle apparizioni di Fatima) saltava in aria l’arsenale di Severomorsk sul mare del nord. Con questa esplosione la speranza di vittoria sovietica in un conflitto nucleare – dato per imminente –  veniva vanificata. Senza quell’apparato missilistico che controllava l‘Atlantico, l’Urss non aveva più alcuna speranza di prevalere sugli avversari. Per questo ogni opzione militare fu abbandonata.

La notte del 26 aprile 1986, esplodeva il reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl. Era il più grave disastro ambientale della storia dell’umanità che avrebbe causato in quei mesi e negli anni successivi la morte di migliaia di persone (secondo l’Onu circa 7000). Venne rilasciata nell’atmosfera una quantità di radiazioni superiore a quella di tutti gli esperimenti nucleari messi assieme mai condotti nel mondo. Quello stesso anno, in ottobre, un sommergibile russo affondò nell’Atlantico, trascinando con sé due reattori nucleari e 32 testate nucleari.

Tre anni dopo, il 7 aprile 1989, 42 marinai sovietici morirono nel naufragio di un sottomarino nucleare nel Mar di Norvegia dopo lo scatenarsi di un terribile incendio causato da un’esplosione. A bordo del sommergibile c’erano due siluri muniti di cariche nucleari.

Intanto in Romania, il 22 dicembre 1989, il dittatore comunista Nicolae Ceausescu e sua moglie, dopo essere stati contestati dalla folla durante un incontro a Bucarest, fuggivano precipitosamente in elicottero. Saranno arrestati il 25 dicembre (giorno di Natale!), sottoposti a processo sommario e poi messi a morte. La velocità con cui si svilupparono gli eventi nel Paese alla fine del dicembre 1989 fu a dir poco sorprendente, tanto che tutti gli osservatori politici, sia in occidente che in oriente, ne rimasero sgomenti.

Dopo il 1984 anche il clima politico in Russia cambiò radicalmente. L’11 marzo 1985 (ad un anno dalla consacrazione al Cuore Immacolato fatta da Giovanni Paolo II), Mikhail Gorbaciov veniva eletto Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista. La sua politica di riforme avvierà numerosi processi di cambiamento che grazie alla Glasnost (“apertura”), alla Perestroika(“ristrutturazione”) e all’Uskorenie (“accelerazione” dello sviluppo economico), porteranno alla fine della Guerra Fredda, arrestando la corsa agli armamenti ed eliminando il rischio di un conflitto nucleare. L’11 ottobre 1986, infatti, Gorbaciov ed il presidente statunitense Ronald Reagan si incontravano a Reykjavik (in Islanda) per discutere la riduzione degli arsenali nucleari installati in Europa. Tutto ciò condurrà, nel 1987 alla firma del trattato di non proliferazione nucleare.

Fallita la politica di riforma di Mikhail Gorbaciov e crollati i regimi satellite europei, nel 1991 un tentativo fallito di golpe mandò in pensione il vecchio establishment sovietico.

L’Unione Sovietica cessava di esistere l’8 dicembre 1991 (festa dell’Immacolata Concezione!), quando i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia ne annunciavano formalmente la dissoluzione. In seguito alla dissoluzione dell’URSS nascerà la Comunità di stati indipendenti (CSI).

Il 25 dicembre 1991 – giorno di Natale in Occidente – Mikhail Gorbaciov rassegnava le dimissioni da presidente dell’URSS. La bandiera rossa che per molti decenni aveva svettato sul Kremlino venne ammainata definitivamente e sostituita dalla bandiera nazionale russa. Il comunismo sovietico era stato sconfitto!

Si noti che esattamente quattro mesi prima, il 25 agosto 1991, in un messaggio dato ai veggenti di Medjugorje la Madonna aveva detto: “vi invito, cari figli, a pregare e digiunare ancora più fortemente. Vi invito alla rinuncia durante nove giorni, affinché con il vostro aiuto sia realizzato tutto quello che voglio realizzare attraverso i segreti che ho iniziato a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione“.

La storia aveva dimostrato che la Madonna aveva mantenuto la promessa fatta nel 1917: alla fine con la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato era riuscita, senza il minimo spargimento di sangue, ad ottenere la liberazione della Russia (assieme agli altri Stati dell’Urss) dal giogo comunista che l’aveva tirannicamente oppressa per ben 70 anni.

In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede“: la Repubblica massonica che aveva governato il Portogallo dal 1910 cadde in maniera repentina (inspiegabilmente) nel 1926. Il Paese iberico, dapprima anticlericale e massonico, divenne sempre più devoto alla Vergine e il 13 maggio 1931 i Vescovi portoghesi consacrarono al Cuore Immacolato la loro Nazione, rinnovando poi la consacrazione nel 1938 e nel 1946. Grazie al Cuore Immacolato di Maria, il Portogallo fu miracolosamente preservato dall’instaurazione di un regime comunista o comunque alleato ai comunisti, come invece accadde alla vicina Spagna, e venne risparmiato dalla Seconda Guerra Mondiale. Ad oggi il Portogallo rimane una delle nazioni dove la Fede cattolica è più sentita.

Dopo la sconfitta della Massoneria, il Portogallo recuperò una buona stabilità economica e politica e vi fu un periodo di vera e propria rinascita del cattolicesimo: a milioni si convertirono e vi fu in questo Paese uno straordinario rifiorire delle vocazioni sacerdotali e di istituti religiosi. Il Portogallo mantenne la Fede, proprio come la Madonna aveva promesso a Fatima.

Ma da questa profezia possiamo trarre anche un’altra considerazione: se la Madonna fa speciale menzione del fatto che in Portogallo “si conserverà il dogma della fede” questo vuol dire implicitamente che tale dogma in altre parti del mondo sarebbe stato rifiutato. E in effetti questo è quanto è accaduto progressivamente in tutto il corso del XX secolo; un secolo che ha visto l’affermarsi prepotente di una cultura relativista che nega l’esistenza di verità assolute e si oppone ad ogni Verità di Fede che la Chiesa propone a credere. Questa tendenza è stata denunciata in numerosissime occasioni dalla Chiesa.

Anche Papa Benedetto XVI ha stigmatizzato questa mentalità ormai dominante. Lunedì 18 aprile 2005 (quando era ancora cardinale), presiedendo la Messa per l’elezione del successore di Giovanni Paolo II, diceva: “Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero… La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde – gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via”. In questa situazione “avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare «qua e là da qualsiasi vento di dottrina», appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni”.

Ratzinger in quell’occasione parlò di una “dittatura del relativismo”, “che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie”.

La terza parte del “Segreto” di Fatima

Il cosiddetto “Terzo Segreto”, che papa Wojtyla ha voluto che venisse rivelato nel 2000, secondo l’interpretazione ufficiale della Santa Sede riguardava le persecuzioni del XX secolo alla Chiesa e al Santo Padre. Il Cardinale Ratzinger nel suo commento teologico al messaggio di Fatima, a questo proposito scriveva che nel “Segreto” la via della Chiesa viene descritta come “una Via Crucis, come un cammino in un tempo di violenza, di distruzioni e di persecuzioni. Si può trovare raffigurata in questa immagine la storia di un intero secolo […] nella visione noi possiamo riconoscere il secolo trascorso come secolo dei martiri, come secolo delle sofferenze e delle persecuzioni della Chiesa, come il secolo delle guerre mondiali e di molte guerre locali, che ne hanno riempito tutta la seconda metà ed hanno fatto sperimentare nuove forme di crudeltà. Nello «specchio» di questa visione vediamo passare i testimoni della fede di decenni”.

In questa terza parte del Segreto si parla in particolare di un “Vescovo vestito di Bianco” che Suor Lucia ritenne essere il Santo Padre. In questa figura di vescovo vestito di bianco, Ratzinger vi vede tutti i papi che hanno occupato il Soglio di Pietro nel corso del XX secolo, fino a Giovanni Paolo II che rischiò di morire nell’attentato del 1981: “Nel suo faticoso salire sulla montagna possiamo senza dubbio trovare richiamati insieme diversi Papi, che cominciando da Pio X fino all’attuale Papa hanno condiviso le sofferenze di questo secolo e si sono sforzati di procedere in mezzo ad esse sulla via che porta alla croce. Nella visione anche il Papa viene ucciso sulla strada dei martiri. Non doveva il Santo Padre, quando dopo l’attentato del 13 maggio 1981 si fece portare il testo della terza parte del Segreto, riconoscervi il suo proprio destino?”.

Ma se è vero che il “Terzo Segreto” riguarda i martiri cristiani e i pontefici del XX secolo, non possiamo tuttavia escludere che l’arco temporale che esso abbraccia non sia limitato solo al secolo scorso. Fu lo stesso Ratzinger, ormai Papa Benedetto XVI, a sostenere la possibilità che esso abbracci anche il presente e il futuro, quando proprio a Fatima affermò: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa”, nel segreto “oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in prima istanza riferire a Papa Giovanni Paolo II, sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano” (Fatima, 11 maggio 2010).

Non dobbiamo per altro dimenticare che dalle rivelazioni di diversi mistici del passato e del presente appare chiaro che prima dell’Era di Pace (che come abbiamo visto è stata profetizzata anche a Fatima [“…sarà concesso al mondo un periodo di pace“] e che – è evidente – non si è ancora realizzata) dovrebbero esserci altre e ben più gravi persecuzioni alla Chiesa, e in alcune di queste rivelazioni si afferma persino che ci sarà in futuro un papa che, in esilio, verrà assassinato. Considerando queste rivelazioni emerge quindi la possibilità che la terza parte del “Segreto” non si sia ancora compiuta in maniera definitiva e completa: la morte del “Vescovo vestito di Bianco” potrebbe anche riguardare un futuro pontefice e alcune delle persecuzioni a “Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni” vedute da Suor Lucia nella sua visione potrebbero essere ancora di là da venire.

In ogni caso Fatima – come abbiamo visto – ci insegna che abbiamo nella Madre del Signore il più potente degli intercessori, per cui il futuro non deve crearci preoccupazioni. Abbiamo visto come la Madonna, subito dopo la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato, sia intervenuta prontamente ed efficacemente per liberare quella nazione dal giogo del comunismo. Facendo tesoro delle lezioni della storia, ora siamo ben consapevoli di quanto sia importante non disattendere gli appelli e gli ammonimenti che Maria Santissima ci invia; e quella di Fatima è una lezione che andrebbe applicata anche alle tante apparizioni mariane del nostro presente, fatto salvo il dovere di un prudente discernimento personale dei singoli casi, anche alla luce del Magistero della Chiesa (tenendo debitamente conto di eventuali pronunciamenti dei vescovi o della Santa Sede). Bisogna sempre accogliere con gratitudine e filiale abbandono gli inviti della Madonna e mettere in pratica con sollecitudine i consigli e le indicazioni che ci da’, per non incorrere in errori le cui conseguenze questa volta potrebbero essere davvero tragiche per tutta l’umanità. Fede e preghiera sono gli unici veri rimedi all’indolenza dei nostri dubbi e dei nostri timori verso gli appelli di Maria e l’unica difesa alle innumerevoli insidie sataniche del nostro tempo. Ratzinger – sempre nel commento al messaggio di Fatima – a questo proposito scrive: “Che qui una «mano materna» abbia deviato la pallottola mortale [diretta a Giovanni Paolo II; N.d.R.], mostra solo ancora una volta che non esiste un destino immutabile, che fede e preghiera sono potenze, che possono influire nella storia e che alla fine la preghiera è più forte dei proiettili, la fede più potente delle divisioni”.

A cura di Profezie per il Terzo Millennio.

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