IV Edizione del JavaDay a Roma

1600 persone al JavaDay del 30 Gennaio 2010 a Roma, alla facoltà di ingegneria informatica dell’Università di Roma 3: tantissimi ragazzi provenienti dal Sud e talk molto interessanti in tutte le aule a tutte le ore.

Qui la mia intervista >>

Abbiamo approfittato del contesto, della grande affluenza di giovani e del tipo di estrazione, per fare qualche domanda “a sorpresa” sul mio libro. La premessa attesa era che più della metà di queste persone (vicinissime all’ambiente della tecnologica, al software o comunque ai giovani) conoscesse almeno la maggior parte dei giovani leaders testimonial del mio libro: imprenditori e manager di grande successo in Italia e nel mondo, alla guida di aziende di grande prestigio o in comparti di management di grandissimo pregio, con storie di vita umana e professionale e percorsi personali di grande ammirazione, a mio parere di grande esempio… eppure, sgomento degli sgomenti, così non è stato. Del resto me lo aspettavo anche, perchè il libro nasce proprio dal fatto di voler offrire alla nostra comunità, nel senso più esteso del termine, dei role models di natura diversa rispetto a quelli che oggi ci vengono malamente proposti dai media, dalla società, dal mondo politico, dalle imprese, dalle associazioni di categoria o dai format generalisti. Il concetto di base è che i veri grandi leaders (anche giovani) del nostro Paese, che dovrebbero essere spinti, ammirati e presi ad esempio da una comunità giovane e in profonda crisi di identità, che fatica per forza di cose a riconoscersi nei panni di un Briatore, non godono di quel “riconoscimento popolare” che li renderebbe davvero emblemi di una Italia forte che sa fare le cose, che fatica, che produce, che si batte e che lotta ogni giorno affinchè in questo Paese sia ancora possibile ripartire.

C’è da dire che indubbiamente, dopo aver analizzato decine di profili e incontrato decine di leaders nostrani “con delle belle storie”, tutti collocati in aziende leaders della nostra economia, io ho volutamente scelto i 10 che sono nel libro proprio per l’enorme deisderio di voler dimostrare al nostro Paese come, troppo spesso per non dire sempre, si sia lontani dal vero merito e dalla vera leadership che in Italia dovrebbe essere rappresentata proprio da esempi e modelli “ignoti ai più”.I nomi che sentite in questo video che, a questo punto, a molti di voi diranno ben poco, sono grandi contenitori di merito, di capacità, di eccellenza, di successo, di leadership innata e di grandi innovazioni. E’ gente che vive di luce propria e che negli anni ha saputo cambiare il mondo in qualche modo: sono grandi esempi di successo, grinta, tenacia, volontà, caparbietà e risultati che io non ho fatto altro che portare all’interno della società civile con un mezzo antico come un libro
Qui li trovate raccolti in alcuni video degli incontri che ho fatto con loro mentre scrivevo il libro: http://www.litaliacheinnova.it/protagonisti.html Non li ho resi Grandi perchè lo erano già e le loro storie ne danno più di una prova evidente. Sto solo cercando di dire all’Italia che questi sono gli esempi ai quali dovremmo ambire, i modelli che dovremmo avere a scuola, le teste che dovrebbero far parlare e le voci che tutti noi avremmo il diritto di ascoltare.
Sono certa che un’Italia rappresentata da questi giovani leaders (famosi in tutti il mondo nei loro contesti produttivi) sarebbe una Termini Imerese piena di grande occupazione e di grandi innovazioni.
Ciò detto, una sottile sfumatura (che proprio grazie ad uno di loro voglio invitarvi ad ascoltare) li rende ancora più grandi: in questo video noi parliamo di loro come degli eroi nazionali, e di fatto lo sono, eppure nessuno li conosce. Uno soltanto risponde di “si” ed è quasi “spaventato”.
Il fatto che nessuno li conosca (che non ne nega il grande prestigio a livello mondiale e il prezioso pregio che ognuno di loro possiede) è un grande indice di tutto ciò che questo Paese si ostina ancora a “nascondere”: il meglio di quello che invece sarebbe davvero in grado di dimostrare.

Ecco a voi il risultato di una giornata che non dimenticheremo facilmente, soprattutto grazie alla fantasia di Umberto Mucci e William Liani! :-)

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