Riotta che ti passa…! :-)

Sono giorni strani questi per la Giorgia che (in buona fede, a fin di bene e a “proprie spese”) rema nei torrenti contro corrente e che, a suo rischio e pericolo, accende il fuoco nei fienili. E’ un momento in cui quella Giorgia rimetterebbe tutto in discussione nel tentativo di capire cosa ha capito e cosa no, da dove viene e dove va, in cosa crede e per cosa combatte. E’ un momento questo (storico, politico, culturale, finanziario e sociale) in cui un giovane molla (altro che “L’Italia che innova” di Giorgia Petrini). Uno che ha fatto uno sbaglio di troppo si scoraggia, spesso sbotta. Uno che non ha più “fede” in nessuna delle cose nelle quali ha sempre creduto (pure fosse la sua indiscussa onnipotenza al di sopra di sè e di tutti) è un granello di polvere perso nel traino inconfutabile del vento avverso. E’ uno di quei momenti in cui anche “chi ce l’ha fatta” e ancora ce la fa e insiste e non molla e si attacca al sudore e alle fatiche di tutta una vita, che ormai dopo tanti anni è come la carta da parati (che quando la strappi resta li fino alla colla), si sveglia, guarda fuori, sospira ancora fiero, ma stanco e sconsolato, e pensa: “…Oggi no. Oggi questo giorno non è buono.”

Esci senza aspettarti niente di nuovo, in preda ad una Domenica che sta per tingere di grigio una nuova settimana (quella che un tempo molta più gente, giovani e anziani, mamme e bambini, sapevano colorare) e chiedi a quel caffè che sorseggi la mattina in piazza di darti …almeno una risposta. Non ne vuoi tante, te ne basta una, “quella giusta”. Un segno, un pensiero, una parola, che non ti facciano sembrare solo un visionario, un pellegrino, un disadattato, che alla domanda “Perchè lo fai?”  non trova una risposta credibile in un mondo che “non fa niente per niente”. “Perchè ci credo” diresti tu guardando il cielo e pensando di doverti sentire in dovere di fare qualcosa che nessuno ti ha chiesto e che nessuno probabilmente in questa vita ti riconoscerà (se questo è il motivo per cui scegli di farla), a maggior ragione in un Paese che per quelli come te non ha fatto niente mai, a prescindere da tutto e tutti, con le crisi o senza, con i soldi o meno, con la sfiga o con i colpi di fortuna…
Gianni Riotta, Direttore del Sole 24 ORE
Oggi ringrazio Gianni Riotta, Direttore del Sole 24 ORE che, a mia insaputa e con mio immenso stupore, senza sapere chi io sia nella mia quotidianità, nel suo editoriale della Domenica (parlando del prossimo libro di Bill Emmott) parla anche “di me” e del mio babbo (che metaforicamente vuol dire di molti di noi…) sotto ad un titolo che segna la prima pagina dell’inserto del Sole di oggi: “Da Nord a Sud: forza, buona Italia”. Non so se racconti (a detta dei più) cose belle o meno, ma sicuramente le racconta vere e fiere, corpose, piene e dal vigore genuino. Leggo un virus (buono) che dilaga tra gli esempi di chi ha ancora voglia di tirare fuori questo Paese dal marasma, come da sempre io lotto convinta per l’imprenditore che sa dare e da al suo Paese e che per contro “prende sempre meno”, quello che non naviga nell’oro, non guida Porsches e non ha conti a San Marino, ma ogni giorno ha un euro spiccio, una parola buona, un aiuto, un sostegno, un omaggio o un sorriso per qualcuno, senza che nessuno se ne accorga. I pochi ma buoni, i soliti ignoti, ma veri e fieri, gentili e cortesi, appassionati della vita e di tutto quello che, solo grazie ad un disegno superiore, a volte arriva e a volte no. E noi piccoli e buffi esseri umani ci dobbiamo stare…
Mentre leggo mi torna il sorriso, quasi trovo “il segno che cercavo”, poi finalmente lo capisco perchè è lì davanti a me: è tra le righe di una Italia che, seppure stanca, ferita, usurata e fiacca, rema e rema e rema e rema e rema ancora… Lo fa perchè ci crede e perchè è quello che sa fare. Lo fa perchè è la “buona Italia”, quella che non vedo l’ora di leggere nel libro di Bill che proprio grazie ad “un giovane”, incalzato dal mio babbo gajardo :-) ho avuto il piacere e l’onore di incontrare
…Piego il giornale, lo poggio sul sedile della macchina e mentre parto penso: “Oggi si. Oggi, questo giorno, è un giorno buono.”

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