Commento di un monaco cistercense e dottore della Chiesa al vangelo di oggi

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 8,5-11.

In quel tempo, entrato Gesù in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava:
«Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente».
Gesù gli rispose: «Io verrò e lo curerò».
Ma il centurione riprese: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito.
Perché anch’io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Fà questo, ed egli lo fa».
All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: «In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande.
Ora vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,

San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa

6° discorso sull’Avvento

La terra intera sarà riempita della maestà di Dio

Un giorno il Salvatore dovrà tornare per ridare forza al nostro corpo, come dice l’apostolo Paolo: “Aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso” (Fil 3,20-21)… Allora, il Dio Sabaoth, il Signore delle virtù, il Re di gloria verrà dal cielo in persona, a trasformare i nostri corpi per conformarli al suo corpo glorioso. Quale gloria, quale gioia quando il Creatore dell’universo, che si era nascosto sotto umili apparenze, quando era venuto per riscattarci, apparirà in tutta la sua gloria e la sua maestà…, sotto tutti gli sguardi, per glorificare i nostri miseri corpi! Chi allora ricorderà l’umiltà del suo primo avvento, quando lo vedremo scendere nella luce, preceduto dagli angeli che, al suono della tromba, trarranno dalla polvere il nostro corpo, per poi portarlo davanti a Cristo? (1Tes 4,16ss)… Si rallegri dunque la nostra anima, e il nostro corpo riposi nella speranza, nell’attesa di Cristo Salvatore, che lo trasformerà per conformarlo al suo corpo di gloria! “Di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne come terra deserta, arida, senz’acqua!” (Sal 62, 2 Vulg). Il profeta chiamava con le sue preghiere il primo avvento del Salvatore che veniva a riscattarlo. Ma la sua carne chiamava più vivamente ancora l’ultimo avvento in cui essa sarebbe stata glorificata. Allora tutti i nostri desideri saranno esauditi: la terra intera sarà riempita della maestà di Dio. Si degni la misericordia di Dio di condurci a questa gloria, a questa beatitudine, a questa pace che supera ogni intelligenza (Fil 4,7) e nostro Signore Gesù Cristo non permetta che sia delusa la nostra ardente attesa del Salvatore.

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