Commento di Sant’Agostino al vangelo di oggi

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 10,21-24.

In quel tempo, Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto.
Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».
E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete.
Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l’udirono».

*

Sant’Agostino (354-430), vescovo d’Ippona (Nord Africa) e dottore della Chiesa

Esposizione sul Salmo 118 ; 20

«Molti profeti e re hanno voluto vedere le cose che voi vedete»

“Mi consumo nell’attesa della tua salvezza” (Sal 119,81). Beata debolezza, che mostra il desiderio di un bene non ancora raggiunto, ma bramato con passione.  Chi è, poi, che parla così, se non, fin dalle origini dell’umanità, fino alla fine dei secoli, “la stirpe eletta, il sacerdozio regale, il popolo santo che il Signore s’è conquistato” (1Pt 2, 9) e ogni uomo che, vissuto nel passato o adesso o nel futuro viva nel desiderio di Cristo. Ne è testimone il santo vecchio Simeone, quando, tenendo in mano il Dio bambino, esclama: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza” (Lc 2, 29-30). Aveva ottenuto da Dio la promessa che non sarebbe morto senza aver prima visto l’Unto del Signore; ed è da supporsi che il medesimo desiderio, come quel vecchio, così l’abbiano avuto tutti i santi dei tempi precedenti. Lo conferma nostro Signore, quando parlando con i discepoli disse: “Molti profeti e re hanno voluto vedere le cose che voi vedete e non l’hanno vedute, udire ciò che voi udite e non l’hanno udito”. In effetti, è proprio la loro voce che dobbiamo riconoscere in questo passo che suona: “Mi consumo nell’attesa della tua salvezza”. Non s’appagò allora questo desiderio dei santi, né è pago attualmente nel corpo di Cristo che è la Chiesa, finché non si giunga alla fine dei tempi quando verrà il “Desiderato da tutte le genti”, secondo la promessa del Profeta (Ag 2,8)… Il desiderio di cui parliamo nasce dall’amore per “la manifestazione di Cristo” (1Tm 6,14), della quale dice l’Apostolo Paolo: “Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria” (Col 3,4). Ciò significa che nei tempi della Chiesa, prima che la Vergine partorisse, ci furono santi che desiderarono la venuta del Cristo incarnato, mentre nei nostri tempi, ci sono santi che desiderano la sua manifestazione. Questo desiderio della Chiesa, dagli inizi del mondo sino alla fine, è senza interruzione.

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