La più grande reliquia della croce di Cristo è tra i monti della Spagna del Nord.

di Giorgia PetrinicantabriaSpero di farcela. Abbiamo visto talmente tante cose bellissime in 4 giorni che ce ne ho messi altri due solo per scegliere cosa raccontarvi senza omettere informazioni che potessero coinvolgere sia i sensi terreni che quelli soprannaturali! Ho scelto con fatica e vado subito al sodo.

Abbiamo fatto un giro nella Spagna del Nord, tra l’Asturia e la Cantabria, a caccia di venti cristiani e radici cattoliche dell’Europa. Si fa in un weekend al netto del viaggio e direi che se fosse una ricetta avrebbe un grado di difficoltà decisamente “facile”.

Comincio dalla realtà sensibile che mi ha positivamente impressionata, per offrirvi anche qualche informazione terrena di contorno, semplice, ma importante per avere coscienza di noi e degli altri, sia come persone che come cittadini del mondo. Nello specifico, mi riferisco a strade, gestione dei rifiuti e parcheggi. Uno spettacolo!

Le strade (siamo atterrati a Santander e abbiamo viaggiato in macchina per il resto del tempo, quindi abbiamo visto sia quelle grandi che quelle piccole, le autostrade, le statali, le stradine di montagna, ecc.) non hanno una virgola fuori posto. Per altro non esistono caselli e non ci sono cantieri aperti che sembrino tali dal 1916 (come da noi), il che rende anche le tratte ad alta percorrenza piacevoli e scorrevoli. Il Mar Cantabrico  aiuta a far viaggiare le merci via nave anziché su gomma, quindi anche incontrare un camion in autostrada è un miraggio. Insomma, se uno guida l’altro fatica a stare sveglio tanta è la sensazione di essere cullati mentre ci si gusta il panorama. Sono segnalate benissimo, non esiste una buca manco a farla apposta col secchiello e la paletta – come in spiaggia – e sono ben illuminate. Se andate a Nord, scegliete decisamente di viaggiare in macchina! Ve lo consiglio, è uno spasso.

La gestione dei rifiuti (che da noi si chiama “monnezza” + 7 arresti proprio oggi) è un’altra cosa impressionante. Ci sono dei “cilindri” piantati in terra (neanche troppo brutti o troppo grossi), sul bordo dei marciapiedi, nei quali vengono gettate le cose dalla gente che passa. La raccolta dei rifiuti urbani avviene con mezzi dedicati, dotati di un potente braccio meccanico, che passano periodicamente ad aspirare tutti i rifiuti che vengono gettati in questi “cassonetti sotterranei”. Non sono mai pieni e tutte le aree urbane sono sempre pulitissime!

I parcheggi, per finire prima di cominciare, testimoniamo che anche gli esseri umani possono fare dei piccoli miracoli. Sono tutti interrati, enormi e sotterranei di 3-4 piani. Sotto terra si parcheggiano le auto e sopra si cammina, si corre, si pattina, si va in bici, si contempla la realtà, ecc. il che consente a tutta la Spagna che abbiamo visto di avere isole pedonali gigantesche, aria decisamente respirabile anche in città, grandi spazi verdi, meno traffico urbano per mancanza di vandalismo automobilistico e parcheggio selvaggio. Una meraviglia.

Detto ciò, per chiudere la parentesi terrena, con qualche suggerimento originale, passando da Gijon (riferimento strategico che vi consiglio per fare base con agilità nel caso di un itinerario cristiano in zona, breve ma efficiente, soprattutto se avete a disposizione poco tempo), vi suggerisco di cenare o pranzare almeno una volta al Tierra Astur e, ovunque se avete fame, di mangiare Pinchos nei bar dei mercati locali quando ci capitate. E’ un’esperienza davvero originale e in tema con le abitudini e le tradizioni del posto!
pincho

Venendo al richiamo soprannaturale, innanzitutto abbiamo perso il conto delle chiese, chiesine e chiesette, che abbiamo scovato in ogni angolo di ogni posto visitato lungo il viaggio (non era così scontato, anche se ci siamo andati apposta). Soprattutto alla fine, andando verso il Monastero di Santo Toribio de Liébana (dove è conservato il più grande pezzo della croce di Cristo), ogni cartina è tempestata da un’infinità di piccole chiesette e cappelline antiche di eremiti.

cappellinamappa_cappelline_montagnaTroppo avrei da raccontarvi, dicevo all’inizio, così ho scelto tre luoghi-storie, tra tutti quelli visitati, che vi invito ad approfondire in ogni modo perché davvero sono un grande segno di Provvidenza e di quanta bellezza divina che non conosciamo ci sia in giro per il mondo!

Vado per tappe. Allacciate le cinture.

* Santuario De Covadonga
Facendo base a Gijon, il secondo giorno, siamo stati al Santuario de Covadonga, qui il sito ufficiale, situato tra le montagne dei Picos de Europa, in Asturia. Giovanni Paolo II ha definito questo luogo come “depositario della prima pietra delle radici cristiane dell’Europa”.

giopaoloIILa prima vittoria dei cristiani sui Mori nel 722, avvenuta per Grazia della Vergine Maria in questo luogo (dove la Madonna apparve a Don Pelayo, nella grotta di Santa Cueva), segna l’inizio della riconquista del territorio da parte dei cristiani, dopo più di 700 anni di guerre perse sull’occupazione musulmana. Tra queste montagne, Don Pelayo vinse contro migliaia di musulmani con un esercito di pochi uomini: la Madonna, apparsa a Pelayo nella grotta di Santa Cueva la notte prima, lo rassicurò, e durante l’ultima battaglia fece franare una montagna sull’esercito musulmano che li sommerse tutti, consentendo alla Spagna, di lì in avanti, di recuperare le proprie radici cristiane e diffonderle in Europa, ripartendo proprio da qui.
Accanto al santuario, è stata eretta una statua in ricordo di Don Pelayo e di questa profezia; nella grotta di Santa Cueva è conservata la sua tomba.
pelayotombadonpelayo

Da allora Covadonga è un santuario mariano caratterizzato da due speciali meraviglie: la grotta di Santa Cueva e la Basilica de Santa María la Real de Covadonga, entrambe da non perdere.

santacuevagrotta

basilicamadonna
* Laboral Ciudad de la Cultura
Il terzo giorno, lasciando Gijon e virando in macchina verso Cahecho, un mini paesino innevato con 4 case, dal quale abbiamo raggiunto il Monastero di Santo Toribio l’ultimo giorno, siamo stati al Laboral Ciudad de la Cultura, la cui storia è davvero incredibile. La chiesa, oggi sconsacrata e adibita a museo, è il più grande complesso architettonico ellittico al mondo. L’architetto che la concepì si fece fotografare all’interno della costruzione, al centro della cupola (dal peso di circa 2.300 tonnellate), con tutta la sua famiglia, per dare prova del fatto che, contro ogni previsione, la cupola avrebbe retto al peso e allo sforzo sostenuto dalle sue gigantesche dimensioni.
laboralcupola
* Monastero di Santo Toribio de Liébana

Al Monastero di Santo Toribio de Liébana, risalente al VIII secolo e inizialmente di ordine benedettino (oggi francescano), dov’è conservato il più grande pezzo della croce di Cristo (Lignum Crucis) esistente al mondo, andrebbe dedicato ben altro che un riassunto di poche righe, ma non voglio approfittare troppo della vostra attenzione, quindi cercherò di ridurre al minimo storico le chiacchiere per andare dritta al punto.

Il frate francescano che, per Grazia divina, ha concesso a pochi eletti (tra i quali noi) di avvicinarsi alla reliquia e di baciarla, raccontandocene la storia senza omettere i dettagli più sconosciuti, ci ha spiegato anche come si è giunti a conservarla così “gelosamente” in questo posto, raccolta nella sua speciale custodia attuale. Quando è giunta al Monastero se ne faceva un “uso comune” (improprio) nel senso che chiunque contribuiva a creare opere sociali o umanitarie sul posto, prestando la propria opera in dono, poteva chiedere in cambio ai frati un pezzetto della croce. Col passare del tempo, i frati hanno compreso che questa pratica avrebbe avuto fine molto presto e che la reliquia sarebbe prima o poi andata perduta, così si è deciso di interrompere questa usanza e di dare alla croce una reale via di sopravvivenza, ospitandola in un luogo dove la si potesse conservare e custodire nei secoli.

Sempre qui, abbiamo scoperto anche la storia di Santo Beato de Liébana, compositore dei Commentari dell’Apocalisse nel 776.

L’ultima chicca che vi suggerisco – per soggiornare a pochi chilometri dal Monastero, rimanendo in tema di contemplazione e spiritualità -, immersa nella natura in cima alle montagne, si chiama
Casa Lamadrid, un posto modesto e incantato nel cuore di quelle 4 case di un mini paesino chiamato Cahecho. Quelle stesse 4 case, in cima ai monti della Spagna del Nord, accanto alle quali si trova la più grande reliquia della croce di Cristo

cahechocasalamadrid

1 commento su “La più grande reliquia della croce di Cristo è tra i monti della Spagna del Nord.”

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