Essere Gianna è la mia missione.

Gianna Jessen
Sul sito di Gianna Jessen una frase di madre Teresa ricorda: “God is using Gianna to remind the world that each human being is precious to Him”.
Tappa unica, 4 Dicembre 2012 alle 21.00 a Roma, Gran Madre di Dio a Ponte Milvio. In poche ore la notizia, ovviamente trascurata dalla maggior parte dei media e da chi è intento ad occuparsi d’altro, fa un rapido giro di coscienze via web e la chiesa, mezzora prima… è già stracolma. E’ martedì, piove, tutti sarebbero stati a casa volentieri e magari chi ha scelto di starci, senza conoscere questa piccola e impressionante donna di 35 anni e senza poter scegliere quindi di non venire, avrà anche pensato: “Tanto che mi perdo? Di martedì, piove e inizia a fare freddo…”. In effetti, purtroppo, non sa che si perde. Non sa che qualche centinaio di persone, di tutti i generi e di tutte le età, è arrivata quando non c’era ormai più posto per nessuno e ha scelto di gelarsi le natiche seduta in terra in una chiesa, stretta nella calca come a un concerto degli U2, pur di vedere e sentire dal vivo la storia vera di Gianna Jessen, attivista pro life sopravvissuta per miracolo ad un aborto salino. La poco celebre Chiesa che nessuno racconta, fatta di sacerdoti eccezionali e di strutture dedite a tempo pieno che (gratuitamente) anche di queste occasioni fanno Vangelo, ci dona una serata unica e indimenticabile attraverso una esperienza tanto umile, piccola, sconosciuta e invisibile quanto forte, grande, penetrante e innegabile.
Questa donna è una forza della natura, un chiaro strumento della volontà di Dio e un mezzo certo di evangelizzazione. “Essere Gianna, come sono, è la mia missione” dice ad un certo punto “Vivere questa mia vita come una grazia continua, piena di doni e di miracoli, è ciò che mi è stato assegnato di fare”. Non è opinabile. Non è una testimonianza alla quale si può scegliere di non credere. Non lo è perché una bambina che al sesto mese di gravidanza sopravvive ad un aborto salino in una clinica abortista, che nasce viva dopo 18 ore, che pesa solo 9 etti e che a causa della mancanza di ossigeno è vittima dalla nascita di una paralisi cerebrale e muscolare, eppure impara a camminare con un tutore a 3 anni e senza tutore a 20, tanto da correre due maratone poco dopo… non è opera dell’uomo, ma è opera di Dio. Una donna giovane e zoppa che ti viene incontro sorridendo e che si sostiene ad un leggio per parlarti senza cadere, in grado di provare con la propria vita ciò che l’essere umano non è in grado di fare con la sola volontà, non è opinabile. E’ vera. E’ messa lì da qualcuno perché tu la possa guardare, ascoltare, vivere, vedere e raccontare. E’ uno strumento del Padre che, con questa funzione, la utilizza in mezzo a noi.
 
Ci si è battuti per anni in favore dell’aborto. Da noi in molti casi se ne è fatto, e se ne fa ancora, un baluardo, una necessità, una forma di libertà da tollerare, da rispettare, da sostenere perfino con aiuti, mezzi e strutture. Esistono nel mondo migliaia di cliniche abortiste dove fare questo è pratica, norma, legge.
 
Gianna Jessen è esempio lampante e tangibile di ciò che non è alla nostra portata, di ciò che non ci spetta di decidere (soprattutto se in ballo c’è la vita o la morte), di ciò che ci resta irrimediabilmente davanti per ricordarci i nostri limiti e la nostra incapacità di saperli confinare alle nostre reali missioni e vocazioni. Abbiamo fatto troppo spesso un cattivo uso della storia, della parola e della conoscenza per metterla a disposizione di un dominio umano illimitato che fatica a dominare se stesso e che tende a pensare alla libertà come ad una “condizione sconfinata”, anziché come, appunto, al dominio di sé. Stiamo cercando di costruire un mondo dove tutto sia possibile in base alla nostra volontà con quelle 4 cose che sappiamo e che abbiamo scoperto attorno a noi (sempre perché qualcuno ce le ha messe), convinti che tutto sia per questo un nostro diritto…
 
Poterci continuamente ripensare ed essere invitati a cercare la Verità dalla chiesa che non conoscete è il grido di questo tempo. Fatelo vostro. Cercate e troverete. 
 

1 commento su “Essere Gianna è la mia missione.”

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