L’oro di Luxuria: Gender “tinto” di omofobia.

di Giorgia Petrini

Apprendo stamani, da uno scioccante pezzo di Andrea Zambrano, apparso su La Nuova Bussola Quotidiana, che mentre in molte scuole genitori e insegnanti si sbattono in coraggiose raccolte di firme, per la mancanza di fondi da dedicare all’acquisto di matite e carta igienica, in altre si trovano tempo, soldi e persone, in grado di permettere all’Arcigay (nonostante il ripetuto disaccordo di molti genitori a che si tenesse questo incontro) di distribuire volantini come questo a ragazzi di seconda liceo, che ai tempi di mia nonna avevano altre priorità: tipo imparare a scrivere meglio, conoscere la storia, o sviluppare il senso critico (tutto), per esempio.

Il pezzo è ben scritto e vi invito a leggerlo tutto. Io mi limito a qualche scarsa considerazione sul tema, sperando di sollevare qualche dubbio tra i tanti genitori che su questi temi “ancora non sanno che pensare”, come mi sento rispondere spesso, o preferiscono “non prendere una posizione”.

Adesso, facciamo il caso che vostra figlia, o vostro figlio (nel caso specifico ben più interessato dal taglio dato all’opuscolo in questione), torni a casa con un volantino come questo. Mettiamo che vi racconti che la signora Luxuria ha presieduto un incontro sul tema “Transessualità e Gender”, miracolosamente tradotto sul suo sito e via media – per non so quale analogia, visto che sono parole con significati totalmente diversi tra di loro – con il sottotitolo di “bullismo omofobico”. Mettiamo che i vostri figli, opuscolo alla mano, vi facciano un sacco di domande o, peggio, vi diano un sacco di risposte, spiegandovi cosa hanno capito – o credono di aver capito -, a 14 anni, da un incontro come questo, evidentemente “fondamentale” al punto da consentire al Liceo Muratori di Modena di schierare addirittura il proprio sito con i colori LGBT (che poco hanno a che vedere, in linea di istituto scolastico, con l’identità accademica di un liceo classico). Mettiamo, come sempre più spesso accade, che non sappiano chi sia il Presidente della Repubblica, ma che abbiano fretta di ammalarsi di sifilide e gonorrea (come spiega il volantino), al punto da dover essere informati, a questa età, non tanto su cosa sia un embrione, per esempio, quanto su come indossare il preservativo per evitare contagi nel caso (a 14 anni, fossero anche 15, lo ricordo) intendano praticare rapporti anali. Mettiamo anche che adesso, visto che – a scuola, una voce istituzionalmente riconosciuta – hanno “capito”, con conclamata certezza delle fonti, come si fa (e il sottotitolo dell’incontro, attenti, era “bullismo omofobico” in teoria e non “rapporti omosessuali sicuri”), avrebbero anche voglia di sperimentare all’atto pratico, per dare un diverso senso alla paghetta settimanale…

E mi fermo qui, se no oggi mi si rompe la tastiera.

liceomuratorisito

Per intenderci, questo opuscolo sa poco di “lotta all’omofobia” e molto di “pensiero unico”. Per non parlare del tempismo (l’età dei ragazzi), gli educatori (vagamente di parte, assunti a senso unico) e del luogo scelto (una scuola statale, si chiama – non pubblica). Qui si spiega a ragazzi adolescenti, ovvero minorenni con diritto all’istruzione di base, come fare sesso “sicuro” (e variegato) senza correre rischi. Punto. A spiegarlo, poi, nero su bianco, non è un incaricato del ministero della sanità, per esempio, un medico, una dottoressa, no. E’ l’Arcigay, autorevole fonte millenaria, atta – come prima funzione di merito e pertinenza – a una certificata attività nell’ambito dell’educazione giovanile (?) generalista (e soprattutto classica, o di base). Non ha nulla a che vedere col bullismo, né con l’omofobia. Oggi, sempre più spesso, questi ragazzi non sanno che abortire al primo giorno dal concepimento significa uccidere un essere umano, però “sanno” che “per non avere problemi” possono usare lubrificanti a base di acqua o sex toys muniti di preservativo. Soprattutto, sempre più spesso, come in questo caso, lo sanno (per vie “di sistema”, tipo la scuola) all’insaputa dei genitori, o senza il consenso degli stessi, e quasi sempre a giochi fatti. Come dire? Tra le tabelline e il sesso ci passa giusto un sottile strato di rossetto. Questa oggi è “la nuova dittatura della libertà”.

Vedete, qui non si tratta di essere “intolleranti verso il nostro prossimo” o di giudicare le scelte altrui, ci mancherebbe. Diversamente, però, fatico a capire come mai non valga anche il contrario, in questo caso esatto, per esempio. E non basta più dare un esempio diverso a casa propria, come invece tanti credono, che rimane pur sempre una pacifica arma di libertà. Si tratta di capire con lungimirante senso della nostra più profonda origine, storia e umanità, nata naturalmente nel segno della diversità, quello che il Papa ha detto nel suo discorso dell’11 Aprile 2014 al BICE:

“In positivo, occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva.
Ciò comporta al tempo stesso sostenere il diritto dei genitori all’educazione morale e religiosa dei propri figli. E a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del “pensiero unico”. Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: “A volte, non si sa se con questi progetti – riferendosi a progetti concreti di educazione – si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione”.

Il sito di Luxuria recita uno slogan certamente “adatto ai minori”: “E’ tutto oro quel che luccica se abbiamo il cuore di un bambino”. Suona quasi come il passo del vangelo in cui Gesù ci raccomanda di avere il cuore di un bambino se vogliamo entrare nel Regno dei Cieli (Matteo 18, 3).

Essere omofobi, nel caso serva dirlo meglio, non ha nulla a che vedere con una rieducazione di massa – subdola e forzata – votata “all’identità di genere” da parte delle lobby LGBT. Questo si chiama imporre il pensiero unico della falsa uguaglianza alla bellezza della differenza e a ciò che tanti genitori, invece, sanno comunicare pienamente ai propri figli attraverso l’esempio, dando loro modo di imparare a praticare nella vita di ogni giorno, stando nella realtà, la solidarietà, l’amore, la comunione, la sofferenza o l’amicizia.

L’intento è quello di minare la famiglia approfittando, sempre più spesso, della sua maggiore debolezza e delle sue più moderne criticità, complice un relativismo – sempre più diffuso anche in ambiente cattolico – che compie grandi passi.

A scrivere è una penna innocua che ama il mondo, la gente e la vita. Mai contro nessuno, ma sempre a favore della verità, senza paura. E al momento senza figli da non mandare a scuola in giornate come questa.

Buona Pasqua. E attenti alle sorprese.

6 pensieri su “L’oro di Luxuria: Gender “tinto” di omofobia.”

  1. Giorgia è evidente che nella tua mente vivi in un altro secolo, non rendendoti conto che gli adolescenti di oggi sono molto più propensi alla sperimentazione sessuale di quanto non lo siano mai stati nella storia. Se questo è bene o male (cattolicamente parlando) poco importa alla fine della salvaguardia della salute dei minori. Raccontare ad un 15enne cosa dice il Papa di certo non ti aiuterà ad evitare che certe fantasie si esprimano nella sua mente e nelle sue attitudini. Per cui ben vengano certi volantini che, al contrario di come la vedi tu, non spingono verso il sesso anale, quanto piuttosto mettono in guardia sui pericoli di tali pratiche sessuali.

    Pensare inoltre che la vista di un volantino come quello possa spingere i giovani verso una sorta di pensiero unico omosessuale è inoltre assolutamente ridicolo. Il pensiero unico se esiste è appunto quello cattolico: il Papa e i suoi discorsetti di marketing ecclesiastico vengono riprodotti quotidianamente due volte al giorno, tutti i giorni, da ogni telegiornale italiano. Perché non rilevi questo martellamento mediatico?

    E’ ora che cresci anche tu, e capisci che su certi argomenti non c’è dubbio che tuo figlio di 14 anni potrebbe darti delle ottime risposte, risposte che gli adulti cresciuti in parrocchia non potranno mai capire, perché non si sono mai chiesti davvero “chi sono”, troppo impegnati a vivere nella paura del peccato e dello stigma sociale.

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    1. Ugo, prendo atto del fatto che “spiegare” gli orecchioni a un figlio (anche di altri e non tuo) chiedendo di fare lezione a un elefante per te vada bene così. Prendo dunque atto del fatto che se tutti sono maestri nessuno è maestro. Supero me stessa riconsiderando perfino l’idea che tutti, come in pratica dici, abbiano il diritto/dovere, nonché la pertinenza/capacità di spiegare ai nostri figli ciò che vogliono, a qualunque età e nonostante l’opinione contraria di tanti genitori, e che il luogo, il modo, il contesto, il perché o la cattedra siano dettagli del tutto irrilevanti. Infine, ti comunico che nel comune di 10.000 abitanti in cui vivo, con una sola scuola pubblica, genitori e insegnanti non hanno fatto entrare un sacerdote che andava a dare una benedizione di Pasqua e che la religione, al liceo, è una materia facoltativa (al contrario delle “nuove sperimentazioni” volute dall’Europa e non più dallo Stato). In ultimo, per quanto mi riguarda, sono cresciuta ovunque tranne che in parrocchia e, se non avessi incontrato la chiesa cattolica a 35 anni, dopo una vita quasi interamente spesa nel ciarpame, probabilmente oggi, come dici tu, non saprei chi sono e non sarei qui.

      Ti ringrazio per aver dato, con il tuo commento, un riscontro di senso e pertinenza a questo post. Segno che se è chiaro da dove si parte (in cosa si crede all’origine di ogni nostra riflessione), è chiara anche la meta e la via da fare per raggiungerla. Basta avere le idee chiare.

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    2. Questo è un paese particolare :)
      80 anni di insegnamento della religione cattolica obbligatorio nelle scuole, crocifisso appeso in aule e uffici pubblici (in molti ministeri si dice addirittura messa).
      Il tutto a seguito di un concordato del ’48 e di una successiva revisione del 1984, no referendum ovviamente.
      L’opuscolo che citi, oltre a non aver avuto costi per l’istituto scolastico e ad essere distribuito dopo l’approvazione del consiglio d’istituto (il “disappunto di molti genitori” come dici tu, è legato comunque alla minoranza degli stessi), parla di sifilide, epatiti, condilomi ecc.., che incidono molto sulla vita degli adoloescenti..e non solo.
      Dov’è il problema?
      Mi dispiace giorgia, ma spiegare gli orecchioni chiedendo di fare lezione ad un elefante è esattamente quello fa la chiesa in questi casi.
      Sicuramente astenersi dai rapporti sessuali allontana il rischio di malattie sessualmente trasmissibili, ma penso che nascondere la testa sotto la sabbia, negando a mio figlio la conoscenza delle stesse, sia più che ridicolo, criminale.
      Voglio dire, preferisco lasciarlo uscire di casa con la consapevolezza di cosa sia il sesso, quanto possano nuocere rapporti non protetti e, soprattutto, con un preservativo (che è tutto il contrario di “ora esci e fai sesso)

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