Dalla tela di un pittore che spesso non capiamo.

di Giorgia Petrini

E’ la seconda volta in due anni che una strada, una moto e una terribile fatalità tolgono la vita a un giovane, anzi no, giovanissimo, che conosco. Alla memoria del primo, Francesco Adriano Onesti, 28 anni, collaboratore della mia azienda, ho dedicato il mio secondo libro. Al secondo, Alberto Amodeo, 22 anni, salito in cielo due notti fa, tante preghiere, pensieri, ricordi vecchi e nuovi del padre, che da tanti anni conosco, e della madre il cui dolore non posso neanche immaginare, oltre quel breve e debole abbraccio avvenuto poche ore dopo, tra molte lacrime e un gran vuoto pieno di domande, di silenzio, di vana comprensione. Entrambi perugini, entrambi scuri. Due bei ragazzi.
E’ uno strazio che squarcia il cuore di chiunque un evento così. E’ di quei casi in cui, pur avendo tanta fede e sapendoli entrambi in un posto sicuramente migliore di questo e senza un graffio, viene da chiedersi per quale assurdo motivo esiste un Dio che permette alla realtà di essere com’è. E’ un terreno duro e sconnesso quello su cui poggiare pochi passi in questo senso. E la risposta nessuno ce l’ha, nessuno “la sa”. E’ difficile, amaro, inspiegabile, impossibile rispondersi che, come per ogni cosa, anche quello che non capiamo colora il contorno di un disegno, eppure è così. Deve essere così. Perché diversamente non ricorderei quel sorriso pacato, triste e sereno al tempo stesso, di Valentino, il padre di Francesco Adriano, che due anni fa conobbi al funerale del figlio, insieme alla madre e alla sorella, e ai quali da allora rimasi legata nello spesso filo della preghiera e di qualche telefonata. Solo questo sorriso del cuore posso sperare per Susanna e Ugo, avendo fede in un Dio che conosco e in cui confido.

Per chi volesse venire a salutarlo, il funerale di Alberto Amodeo si terrà nella Chiesa di San Domenico in Corso Cavour a Perugia, Sabato 28 Giugno alle 15.30.

Mentre aspettiamo di salutarlo un’ultima volta, ricordiamolo così, in un video che si fece da solo a bordo della “sua vera passione”, come scrive, ci ricorda e ci chiede di fare Ugo, il padre.

Confido nelle vostre tante preghiere.

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