Senza tacchi, senza trucco e senza smalto.

di Giorgia Petrini

Domani sera, 20 Maggio 2014 alle 21.15, senza tacchi, senza trucco e senza smalto, sarò ospite della parrocchia San Josemaria Escrivà, che peraltro ultimamente frequento spesso.

Non intervengo in prima persona su nulla da quasi due anni ormai (stabilendo un record non di poco conto nella gara al trofeo per “donne silenziose”) e comunque, prima di allora, l’ho fatto in altri ambiti, in altri contesti e su altri argomenti (soldi, aziende, politica, associazionismo, innovazione, tecnologia e roba del genere). Intere popolazioni ed eletti popoli, di sospinta intelligenza e abilissime virtù, si domandano ormai da anni “Ma che fine avrà fatto la Petrini?”. So perfino di una petizione da migliaia di firme per una puntata di “Chi l’ha visto” interamente dedicata alla mia persona, ma senza tacchi, senza trucco e senza smalto non mi riconoscerebbe mai nessuno, quindi godo del fatto che, nonostante pacifiche sommosse popolari da centinaia di migliaia di persone disperate, non mi troveranno mai…

In realtà, in questi ultimi tre anni soprattutto, come chi sta leggendo il mio secondo libro in parte sa, ho avuto da “occuparmi delle cose del Padre mio”, cosa che ancora adesso soddisfa pienamente la maggior parte del mio tempo e che preferisco largamente allo “sgomiticcio” da palcoscenico, avendo ormai dribblato abilmente anche l’ansia da scomparsa, scoprendo con una certa semplicità, e con luminosa gioia, di aver ricevuto anche il dono del silenzio oltre a quello della parola. Condizione rara che però ti permette di scoprire anche che tra il silenzio e la parola c’è il pensiero.

Per non andare a mani vuote, come quando si portano il dolce o i fiori a casa di un’amica che ti invita a cena, visto il tema con il quale ci si confronterà, ho provato a costruire una trama sintetica d’avanguardia che parta dalla natura e dal creato, con punte di palese disincanto per chi crede ancora che scienza (ovvero anche natura) e fede non abbiano un tubo a che spartire, per arrivare al controverso tema della donna, alla sua “naturale vocazione” e alla sua primaria responsabilità nel mondo contemporaneo (meglio la gonna o i pantaloni?). E, soprattutto, dove ci troviamo oggi? Cosa siamo?

Scriveva l’ormai Santo Giovanni Paolo II, nel 1988, quattro anni dopo la pubblicazione di “Like a Virgin”, nel periodo di maggiore affermazione di un’altra Madonna:

Le presenti riflessioni, ormai concluse, sono orientate a riconoscere all’interno del «dono di Dio» ciò che egli, creatore e redentore, affida alla donna, ad ogni donna. Nello Spirito di Cristo, infatti, essa può scoprire l’intero significato della sua femminilità e disporsi in tal modo al «dono sincero di sé» agli altri, e così «ritrovare» se stessa. (Mulieris Dignitatem).

Non lo so se alla fine si parlerà esattamente di questo in questo modo, o in un altro, ma avremo uno spunto certo che dalla Sapienza libra verso di noi partendo dalla realtà, della quale la donna è certamente indiscussa Regina nel più ampio disegno della Creazione:

Sapienza 7,17-21
17 Egli mi ha concesso la conoscenza infallibile delle cose,

per comprender la struttura del mondo
e la forza degli elementi,
18 il principio, la fine e il mezzo dei tempi,
l’alternarsi dei solstizi e il susseguirsi delle stagioni,
19 il ciclo degli anni e la posizione degli astri,
20 la natura degli animali e l’istinto delle fiere,
i poteri degli spiriti e i ragionamenti degli uomini,
la varietà delle piante e le proprietà delle radici.
21 Tutto ciò che è nascosto e ciò che è palese io lo so,
poiché mi ha istruito la sapienza,
artefice di tutte le cose.

Non credo di aver perso la parola in questi anni, ma come mi ha ricordato il vangelo stamattina, visto che sono nuova di questi lidi sconfinati, spero con silente ardore che:

il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.” (Giovanni 14, 26).

Giusto perché possano non essere “solo parole mie”.

Ingresso libero fino all’esaurimento (dei posti).

2 pensieri riguardo “Senza tacchi, senza trucco e senza smalto.”

  1. Carissima Giorgia, questa sera Ti ricorderò nella preghiera, perché sulla Tua iniziativa il Padre effonda lo Spirito Santo (Papa Francesco nelle udienze del mercoledì dal 9 aprile ha iniziato un ciclo di catechesi sui doni dello Spirito Santo da riascoltare).
    Come Gesù esortava i Suoi discepoli a chiedere “Cercate prima di tutto il Regno dei Cieli e tutto il resto vi verrà dato in sovrappiù” Ti suggerisco di iniziare la serata con una breve invocazione. Sicuro che “lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento stesso quello che dovrete dire” Lc 12,12, Ti abbraccio e Ti auguro una serata di grazia.
    Ciao,
    Antonio

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