Tutti gli articoli di Giorgia Petrini

Scrivo da quando ho imparato. Ho sempre fatto l'imprenditrice, da quando sono nata. Ho vinto un sacco di premi (tutti inutili) e ho abbandonato da tempo tutti i poteri forti. Sono mamma di Samuele e moglie di suo padre Marco. Ho scritto per il Sole24Ore e oggi scrivo su www.lascuolanonesiste.blog, sul mio blog personale, poco aggiornato, su Notizie ProVita, su La Nuova Bussola Quotidiana e ...dove è utile. Ho scritto tre libri "L'Italia che innova", "Il Dio che Non Sono" e "La Scuola Non Esiste", sull'educazione parentale, in vendita da dicembre 2018 online e in tutte le librerie (su ordinazione).

Italia mia, io oggi sono incazzata.

Strano che non sia Geronte il nome proprio di persona più diffuso in Italia. Oggi NON sono ottimista, NON sono il consueto portento di positività, NON rappresento me stessa e NON mi piace dover trovare il tempo per scrivere di cose che molti di noi, da anni, quotidianamente cercano di combattere sostenendo, alimentando e di fatto facendo il contrario per il bene di tutti, per la nostra e la vostra vocazione, per questo Paese che tanto amiamo, per il futuro dei figli degli altri, per un’economia imballata che rantola cercando a gran voce onore, merito e giustizia, per un Credo che sputa sul bieco e misero interesse personale, sulla ricerca del potere o di una superiorità che ormai addirittura ostenta di superar se stessa. Oggi io sono incazzata.
Lo posso scrivere? Si, penso di si. Sono incazzata (profondamente incazzata) con chi a 70 anni ti chiama “giovane” (a 40) per farti credere che ti spetta ancora quella gavetta che lui/lei non ha mai fatto: del resto, quando tu eri per forza di cose impegnato a lucidare bicchieri in un bar, lui negoziava tangenti in poltrona. Sono incazzata (profondamente incazzata) con chi, alla stessa età, ha ancora il coraggio di copiare da te facendo finta di aver capito cosa sta facendo o di cosa sta parlando quando non ne ha la più pallida idea perchè usa a malapena perfino l’apricancello di casa sua quando gli si scarica la pila. Sono incazzata (profondamente incazzata) con chi, sempre a 70 anni, sventola la bandiera delle giovani generazioni senza rendersi conto che le giovani generazioni sono altrove, sono spesso ben più avanti di lui e soprattutto non ti hanno mai chiesto di essere aiutate. Sono incazzata (profondamente incazzata) con il 70enne medio, stereotipo quasi standard ormai di questa nazione, che guardandoti negli occhi esordisce dicendoti che lui sta pianificando  il futuro di questo Paese. Lui? A 70 anni? Il futuro di chi? Ma che ne sa del futuro di un Paese chi si rifiuta di alimentare il merito, l’intelligenza, la cultura, la passione, la ricerca applicata, l’autoimprenditorialità, il cuore che va messo nelle cose, il talento naturale (mediamente fuori format imposti) o la sana competizione? Mi domando: CHE NE SA?. Sono incazzata (profondamente incazzata) con chi in questa Italia, giovani inclusi, tanti, troppi, getta la spugna, non si impegna più perchè “tanto va tutto male”, non lotta, il più delle volte non prova neanche a difendersi credendo ancora nel baluardo di un sindacalismo, altrettanto anziano, obsoleto e dalle bandiere stinte, offerto (non senza un caro prezzo) da voci e volti mai sudati, mai affannati dallo sforzo del proprio spirito, dalla ricerca di un manifesto vero, autentico. Sono incazzata (profondamente incazzata) con tutti gli analfabeti, ignoranti e meschini che, solo in questo Paese (come il notaio) si possono permettere di monopolizzare i mezzi di comunicazione di massa (santo Pasolini!) facendo credere ai propri cittadini che è il meglio di quello che abbiamo… e magari il problema vero fosse un presidente del consiglio o l’altro! Magari! Sarebbe quasi quasi facilmente risolvibile. Sono incazzata (profondamente incazzata) con tutti gli imprenditori italiani miseramente affamati del quattrino evaso che cambia la vita, che ti concede le belle donne da far navigare in barca per alimentare l’industria del gossip, o la Maserati d’importazione da sfoderare a 130km orari in centro storico. Sono incazzata (profondamente incazzata) con il calcio mercato, le partite truccate, i milioni di euro con i quali dobbiamo “sfamare” dei… tiratori di pallone (?), spesso analfabeti pure loro, che al costo di un fumogeno comprano il grido di intere tribune di tifo che non conoscono altro che …il pallone. Sono incazzata (profondamente incazzata) con le maxi pensioni dei deputati, ma anche con chi rivolta i cassonetti a Napoli chiedendo “pulizia!”; con le donne che fanno dell’obbligatorietà nei consigli direttivi una nota di merito (che io credevo essere asessuato) e valore e con un Presidente di Confindustria che addirittura si ritiene soddisfatto di questo importante traguardo; con chi ricorpre mille incarichi dirigenziali ovunque senza neanche ricordarseli tutti e senza impegnarsi mai in nessuno di questi ruoli; con chi fa finta di non capire la domanda per non darti una risposta; con chi brucia TUTTE le risorse finanziarie di un Paese, in qualunque ambito industriale o governativo che sia, per la semplicissima incapacità di saperle impiegare in modo produttivo e utile alla comunità; con chi non si domanda mai se non sia il caso di dare un peso alla coscienza. Sono incazzata (profondamente incazzata) con quello che siamo. Lo sono perchè non ce lo possiamo più permettere e perchè non è indice e veste storica della nostra identità. L’Italia è un Paese essenzialmente conservatore da sempre. Il mio animo inquieto non pretende una rivoluzione, un golpe o una guerra civile, seppur chi mi conosce ormai ironizza su una Giovanna D’Arco …de noartri. La nostra massima espressione di rivolta in questo senso è oggi Grillo… e anni fa forse… Cicciolina? Perfino Colombo l’America l’ha scoperta per caso! Possibile che solo mafia e camorra ci abbiano metaforicamente insegnato a capire cosa significa “avere polso”? Ma che Paese è questo? Che fine hanno fatto la politica nobile, il bene comune, la solidarietà, la famiglia? Oggi i giovani “vogliono garanzie” per fare un figlio o per sposarsi? E poi però sono spesso a favore delle adozioni tra omosessuali, un paradosso vero… Ma come facevano i nostri nonni con 5, 6, 7 figli, un orto da coltivare e, nel dopo guerra, nessuna garanzia per tutta la vita, a tirare avanti famiglie così numerose? Un figlio è sempre un rischio, per definizione. E’ il rischio più alto che si possa decidere di correre per mille motivi. Quali garanzie potrebbero mai tutelarne l’intenzione?
Sono incazzata (profondamente incazzata) con chi, a tutti i livelli e a qual si voglia titolo, oggi specula su questo momento storico in compagnia della propia mala fede e dei  propri personalissimi appagamenti nella tentata conquista di un potere vile, arido e attempato. Vale per gli anziani tanto quanto per i giovani. Sappiano i primi tornare a regalare esperienza, passione, storia e saggezza e imparino i secondi a ritrovare umiltà, dedizione, pazienza e voglia di farcela. Se non accendiamo finalmente il pulsante di un passaggio generazionale vero, i giovani non avranno un futuro tanto quanto gli anziani non avranno più niente di nuovo da raccontare. E’ già così. Di questo passo possiamo solo peggiorare. Alcuni stormi di uccelli forti e solidali voleranno via comunque, troveranno una strada e faranno grandi cose, a prescindere da quello che questo Paese farà o non farà per loro, ma quelli che resteranno ancorati a quello che sono, perchè meglio di così non potranno fare, avranno bisogno di un nido che non può essere la culla delle incapacità di una intera nazione a tutti i livelli che diventa sempre più in fretta multilingua, multirazziale e granello infinitesimale di una globalità “contro la quale” non v’è rimedio. Rassegnatevi con gioia, apertura e libertà a questo: il mondo è cambiato. E’ già “OLTRE” la propaganda di un Bersani qualunque… Se vogliamo tornare a vivere dobbiamo partire un passo avanti all’oltre e ricomiciare da quello che per anni avete negato anche a voi stessi nel tantativo di circoscrivere il potere al governo di pochi e a pochi dei loro figli. Sono incazzata (profondamente incazzata) perchè una nazione non può essere una proprietà privata di chi la governa o di chi ne guida le redini industriali ed economiche seguendo logiche opportuniste, classiste e malsane. Chi conta davvero è chi è fuori dal recinto, non dentro. E’ finita per tutti l’era dei proclami. Non siamo più noi a doverci svegliare. Io oggi sono incazzata, ma  mi passerà. C’è invece chi non è mai stato in grado di provare una sola emozione vera nella vita. Ed è questo che affligge veramente un Paese, un popolo e la sua più grande identità.

Briciole di pane duro

Ad un certo punto della tua vita accade che ti fermi, ti volti e alzando quanto basta l’angolo destro delle tue labbra pensi per un attimo mentre cammini tra la gente che qualunque cosa sia accaduta fino a quel momento sulla tua strada sia stata una benedizione che in quel preciso momento potevi anche non capire pienamente, a parte Dinasty che pure “un suo senso” lo aveva, suo e basta, preludio di un più ampio significato che avremmo negli anni a seguire attribuito al radicamento profondo delle dinastie su tutti gli interessi civili e sociali del mondo, intrecciati a “questioni di letto” di gossip da estetista. Continua a leggere Briciole di pane duro

Io non ho più paura

E dire che “Non abbiate paura” si direbbe quasi una frase come tante, un detto facile, una cosa per tutti… il Bricofer dell’uomo ganzo, quello che “io so io e ve sistemo a tutti, perchè io non ho paura“. L’original brand del colpo perfetto, la frase che funziona, quella del Papa buono che parla a tutti. Si. Peccato che quasi nessuno abbia il coraggio pubblico o la responsabilità sociale, in un mondo ormai strafatto di materia prima, consumismo e interessi personali, di voler dire chiaramente che quel “Non abbiate paura” aveva un seguito, forse più importante del primario e apparentemente banale gesto di incoraggiamento: “Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo” (questa è la frase intera tratta dall’omelia pronunciata da Giovanni Paolo II il 22 ottobre 1978 in occasione dell’inizio del suo pontificato).
Mi rendo conto: “Non abbiate paura” (e basta) per il grande pubblico funziona meglio. Acchiappa pure quelli che… “è il Papa buono di tutti vah, pure se io sono ateo o ci credo poco“. Non si capisce bene quale delle due tra “ateo” e “ci credo poco” sia la peggior opinione soggettiva priva di senso in entrambi i casi o per quale strano motivo il povero Papa Benedetto XVI debba o dovrà essere destinato ad essere ricordato il non buono o magari, peggio ancora, il cattivo.
Strano modo che scelgo dall’ultimo post di febbraio ad oggi per farvi i miei auguri di buona Pasqua, no? E’ vero, lo so, che pizza eh! :-) Chi l’avrebbe mai detto? La Petrini che scrive di “misticismo”, di “robe sopraffine”? Ma che è diventata fondamentalista? Oibò! Dove sono finiti tutti quei bei ragionamenti sull’innovazione, la velocità, il progresso, il cambiamento, la razionalità, la matematica, la logica, l’intelligenza, eccetera, eccetera, eccetera…? Che ci azzeccano i papi, la fede o Cristo con… il popolo della rete, con la tecnologia, con i giovani o con il futuro del mondo?
E io domando a tutti voi: “Ma davvero siamo sempre stati così presuntuosi e super dotati da credere che ogni nostro terreno ragionamento non sia frutto del disegno superiore di chi ha fatto (anche) dell’innovazione, della velocità, del progresso, del cambiamento, della razionalità, della matematica, della logica, dell’intelligenza, eccetera, eccetera, eccetera, solo tanti bei doni per noi, sperando che imparassimo con il tempo a farne il giusto uso con gli opportuni strumenti?” o “Ma perchè pensare che le due siano tra di loro in contraddizione invece di intuirne e poi capire che la vera natura di tutto questo è altrove?”. E’ tosto ammettere di essere come tante briciole di pane davanti a quella che per molti è solo una ipotesi bislacca per deboli di volontà – lo so perchè anche per me un tempo (neanche troppo lontano) era quasi così – ma oggi io credo che convertirsi sia un gesto di coraggio, sia Il Dono per eccellenza, sia l’unico modo che abbiamo e che ci resta per capire davvero che la nostra dimensione mentale, spirituale e umana sarà infinita solo se compresa in un disegno supremo del quale noi siamo soltanto una “mediocre” e piccolissima rappresentazione passeggera. A nessuno mancheranno i ripensamenti, i dubbi, le paure o le domande, ma del resto come si può vivere essendo certi di tutto, certamente consapevoli, pienamente sicuri di sè, sempre e solo razionali o pragmatici o soprattutto in grado di sentirsi onnipotenti? Non avere paura aprendo le porte a Cristo vuol dire per me non dubitare, non temere ciò che vedi perchè in realtà ciò che non vedi è il suo “infinito contenitore”, qualcosa di ben più grande della tua volontà, della tua superbia, delle tue certezze, delle cose che non ti spieghi da una vita (ma che invece hanno un senso), dei tuoi progetti per il futuro sui quali qualcun altro ha già tirato le somme che tu oggi non programmerai (perchè non sei artefice di un bel niente), della tua razionalità che altro non è se non il primo modo con cui l’essere umano cerca soltanto di inibire le sue paure, della tua vita stessa che da 1 a 10 conta solo 3 (e le 7 cose che ti mancano non te le puoi nemmeno immaginare, non si possono spiegare), dell’universo intero, compreso quello che ancora andiamo cercando e che solo Dio sa se mai lo troveremo…
Questo è il punto. Dove la vogliamo mettere allora la rete, l’innovazione, il progresso, l’evoluzione della specie, le grandi scoperte sulle staminali, l’energia nucleare, o tutte quelle cose che ci fanno sentire tanto razionalisti, tanto fisici, tanto pragmatici o tanto Autonomi rispetto al continuo bisogno che molti presunti atei hanno di dover dimostrare al mondo di non avere “la necessità” di adorare Dio? Non li capisco più, ma mentre li rispetto mi chiedo se abbia un senso. Ha un senso secondo voi gridare a gran voce in un coro unilaterale “Santo subito” per un Papa che ha cambiato la storia del mondo se non si crede in Dio o se quel che piace è l’uomo Giovanni Paolo II e non il santo? Ha un senso credere di poter dimostrare, come molti fanno, che Dio non esiste perchè se esistesse lui non esisterebbero la fame, la guerra o la malattia? Ha un senso pensare alla Chiesa tutta solo come ad “una casta”, al forno crematorio della pedofilia e della ricchezza? Ha un senso imballare una città come Roma per una intera settimana per beatificare un Papa che sta attirando qui per la seconda volta milioni e milioni di persone da tutto il mondo? Ma davvero pensiamo che tutto questo possa essere ridotto al misero frutto di una “casta ben organizzata”? Ma davvero crediamo che “ci basti” l’uomo e non il santo? Ma vi siete mai chiesti chi sarà davvero presente al vostro funerale o chi davvero vi piangerà? Per non parlare di quanto tempo i fiori sulle vostre tombe resteranno secchi prima che qualcuno venga a cambiarli…
Fermatevi. Riflettete. Usate questa Pasqua per vivere nelle antiche tradizioni che il nostro tanto amato Facebook ci aiuta troppo spesso a dimenticare e pensateci. Abbiate cura degli affetti veri e delle persone care e provate ad intraprendere una strada che col tempo vi conduca alla conversione.
E’ il mio regalo di Pasqua a tutti voi. Qualcuno lo ha fatto a me, quasi contro la mia volontà terrena di rinunciare ad essere agnostica, ed è il più bel regalo che io abbia mai ricevuto. “Rassegnatevi” a non aver più paura. Dio è la più bella scoperta che si possa fare nella vita.

Buona Pasqua a tutti voi.

Social Media Week, Cambiare il Mondo "Changing The Future" Panel

A pochi passi dalla fine di una giornata estenuante che, dopo questo round, terminerà con il The End Panel allo Shari Vari, alle 18.00 va in onda il penultimo panel. Paolo Baronci, Silvio Gentile, Irene Pivetti, Stefano Cigarini e Carlo Stacchiola sul sofà dell’innovazione attuale e futuribile. Parliamo di digitale, web e new media, ma anche di rinnovabili e futuro dell’energia in relazione ad una significativa riduzione di tanti sprechi e tanto smisurato dispendio di risorse che, anche attraverso la rete e le nuove tecnologie, troverebbe miglior futuro nella riqualificazione ambientale e nell’ottimizzazione della logistica analogica. Continua a leggere Social Media Week, Cambiare il Mondo "Changing The Future" Panel

Social Media Week, Cambiare il Mondo "Made Possible" Panel

Altro giro altra corsa. Al panel Dematerial World del 10 Febbraio si è accodato il più seguito di tutta la giornata, gente in piedi, posti esauriti, attenzione e dibattito di altissima vivacità per una intensa ora e mezza di argomenti sostenuti a pieno ritmo dai relatori: Cambiare il Mondo “Made Possible”. Aperto e continuo il dibattito tra chi sostiene che l’Italia sta cambiando e chi invece sostiene ancora il contrario. Continua a leggere Social Media Week, Cambiare il Mondo "Made Possible" Panel

Finalmente online lo Spot ufficiale del mio libro! :)

Ci si stava lavorando da un po’. Finalmente posso ringraziare pubblicamente di questo bellissimo risultato le tante persone che mi hanno aiutata a raggiungerlo. Proiettato in anteprima il 10 Febbraio 2011 allo Shari Vari a Roma, in occasione della Social Media Week Rome, il video integrale è da oggi disponibile in rete. Sperando che vi piaccia e che possa essere uno spunto di come il caso, la fede e la fortuna a volte abbiano bisogno di essere aiutate e assecondate, vi auguro una buona visione e un buon weekend ai primissimi preludi di una bella primavera agli esordi…

Social Media Week – Dematerial World Panel

Poste Italiane, in pieno start up del progetto di dematerializzazione dei bollettini postali, una innovazione Paese che riguarda circa 600 milioni di pezzi l’anno ha preso parte ieri al panel “Dematerial World” che ho ideato e condotto nell’ambito della Social Media Week, in occasione dell’Italia che innova edizione 2011.
Paolo Gherardini (giovane PM del progetto per Poste Italiane), Ernesto Peci (PM Almaviva, mandataria della RTI, costituita da Almaviva, Ibm, Datamax e Gpa) e Mario Alessandro Imperato, Chief di Gpa ci hanno posto l’input per allargare il concetto di innovazione, digitale, mondo che cambia e rete, anche ai grandi progetti industriali che riguardano, spesso a nostra insaputa, la nostra vita quotidiana.
Special guest dalla Francia, Thierry Saunier, Sr. Manager Professional Services di KOFAX France (multinazionale specializzata nell’ambito del riconoscimento icr e partner del progetto) che ha concluso il panel con alcune ricche riflessioni sul futuro “del dato” e dell’informazione generica associata al contenuto di un documento, in un mondo che, attraverso i nuovi media, sarà sempre più veloce ma anche diversamente accessibile.

Siore e siori venghino il 10 Febbraio 2011!

Ci siamo. Siore e siori venghino! :-)

Grazie in anticipo a Poste Italiane e ad Almaviva per aver accettato di raccontare con GPA la comune esperienza di un grande progetto di innovazione ad un evento che altri avrebbero potuto definire… “stravagante”. Continua a leggere Siore e siori venghino il 10 Febbraio 2011!

Noi vogliamo Cambiare il Mondo e tu?

Ci siamo. Dopo un’edizione milanese con numeri da capogiro, la Social Media Week sbarca anche nella Città Eterna dal 7 al 11 Febbraio 2011. Capitani del più grande “veliero digitale” del momento Marco Montemagno (aka il Monty) e Marco Antonio Masieri. Continua a leggere Noi vogliamo Cambiare il Mondo e tu?