Confucianesimo alle porte: secondo me, è Vero.

di Giorgia Petrini

Secondo me, invece, c’è un problema serio tra i cattolici, o presunti tali, oggi più che mai. Chiara Corbella, per la quale domani alle 17.00 Don Fabio Rosini celebrerà una Santa Messa (al Divino Amore) a un anno dalla sua salita in cielo, diceva che il Signore mette La Verità in ognuno di noi e che non è possibile fraintenderla. Aveva ragione. La libertà concorre alla nostra possibilità, sempre per Grazia di Dio (che più che misericordioso, secondo me, è infinitamente paziente), di scegliere di fare diversamente, ma la nostra libertà non afferma mai Altre Verità. Semplicemente, favorisce presupposti personali (più o meno diffusi), idee frutto di un’educazione “relativa”, di un ambiente di appartenenza, di una ideologia, di un’abitudine, a volte perfino di falsi desideri o mode passeggere. In realtà persegue semplicemente delle piccole-grandi “menzogne” che noi ci raccontiamo come vogliamo, sulla base di un nostro presunto, ipotetico, soggettivo codice etico di riferimento (non universale, in quanto soggettivo, appunto: alla base di un chiaro fallimento della globalizzazione dal punto di vista umano e sociale). Lui ci indica La Via e noi scegliamo un’Altra Direzione.

Tempo salva Verità da Invidia
Tempo salva Verità da Invidia e Falsità, di François Lemoyne (1737).

E’ evidente che per capirci dobbiamo essere d’accordo sul significato della parola “Verità”.
A detta di Wikipedia, con il termine Verità (in latino veritas, in greco αλήϑεια) si indicano una varietà di significati, che esprimono un senso di accordo con la realtà, e sono in genere collegati con il concetto di onestà, buona fede e sincerità. Da sempre il problema è la definizione e l’identificazione della verità, come questione soggettiva, relativa, oggettiva, o assoluta. La posizione di molti, cattolici inclusi, è del tipo: “La vita è mia e me la gestisco io” (verità soggettiva-relativa) oppure “L’utero è mio e ne faccio ciò che voglio” (idem), tanto quanto i matrimoni gay o la selezione naturale della specie con molti moderni mezzi al centro dell’eugenetica contemporanea. Conosco stimabili signore cattoliche che hanno votato Ignazio Marino a Roma “perché vogliono essere libere di decidere quando morire” (peraltro non si capisce cosa c’entri l’eutanasia con una carica da Sindaco), come conosco donne, altrettanto cattoliche certificate, che sono d’accordo con l’aborto e con i matrimoni gay. Cosa ancor più grave, secondo me, è che queste stesse persone – uomini e donne – sono spesso unite nel sacro vincolo del matrimonio (credono in Dio, ma non nella Chiesa Cattolica) e hanno dei figli ai quali stanno lasciando intendere o perfino insegnando volutamente che tutto è uguale, tutto è bene, tutto è bello, tutto è Amore e fa famiglia. Il problema serio tra i cattolici cui ho fatto riferimento all’inizio di questo post si chiama confusione. Forse ha a che vedere con Confucio, più che con Gesù Cristo. Lo conosco bene perché mi riguardava perfettamente fino a circa quattro anni fa, non su tutte, ma su molte di queste cose, finché non ho ricevuto la Grazia della Fede (che non si chiama Federica) e uno Spirito Santo in forza alla mia miserrima coscienzuola di poco conto. La Verità è un’indicazione fondamentale nella vita, dalla quale non si può mai prescindere col cuore. Forse lo si può fare per volontà, ma il cuore resta altrove. Noi tutti sappiamo qual è la Verità, nel nostro cuore, tutti lo sappiamo. Possiamo non capirlo o aver bisogno di tempo per scoprirlo, ma tutti lo sappiamo. Le nostre opinioni infatti sono sempre molto decise e decisive quando non ci riguardano direttamente, più che quando ci toccano in prima persona. Prescindere dunque non significa che bisogna fare per forza in un modo, magari secondo natura (il più semplice sarebbe già qualcosa): si può certamente fare diversamente e operare secondo verità soggettiva ma, in cuor nostro, sappiamo di non fare qualcosa di universalmente buono, o valido. E i cattolici dovrebbero essere un esempio cristallino di questo (come molti ce ne sono, grazie a Dio: la sola storia di Chiara Corbella sta facendo il giro del mondo). Affidare degli infanti in adozione, in gravidanza o come volete voi ad una coppia omosessuale di qualunque genere è sbagliato, “soprattutto per un cattolico”. Oltretutto è anche una determinazione non Vera nella destinazione delle azioni e non nella provenienza (in quanto in disaccordo con la realtà e scollegata dal concetto di onestà, buona fede e sincerità). Noi, tutti quanti, decidiamo della destinazione della vita di qualcuno – che in quel momento non può “decidere per sé” – in un contesto che è chiaramente contro natura. E’ libertà questa? E’ Verità? Per chi? Di chi? A favore di che e a quale scopo? E’ questo “l’amore che mette avanti il rispetto reciproco”, come ho letto in un commento di oggi ad un altro mio post? E il rispetto per il più debole o l’ultimo arrivato dove lo mettiamo? Quello che decidiamo noi per loro all’origine del tempo, a tutti i livelli, è mettere avanti il nostro egoismo. Si chiama così. Se siamo anche cattolici, è farlo in modo certamente consapevole, negando a noi stessi e a loro la Verità (che la realtà e la natura spiegano con semplicità e che gli esseri umani sanno complicare con fatica e grande determinazione).

Lo stesso problema, noi cattolici, lo abbiamo quando pensiamo che sia giusto frenare le nascite nei Paesi sottosviluppati perché non ci sono abbastanza risorse per tutti o che sia più equo un mondo iniquo. In questi ultimi tre anni, ho scoperto che il più delle volte alla base di questa confusione cattolica c’è una chiara carenza formativa, quasi mai condannabile (in questo anche “la vecchia” Chiesa Cattolica ha avuto in passato delle grandi responsabilità). L’ho scoperto su me stessa, e su decine di altre persone prima di me. Si cura, sono lacune che possono essere colmate in primis con l’umiltà in direzione della conoscenza, avvicinandosi a certe questioni seriamente e volendone davvero capire, fino in fondo, senso e Verità.
Forse non sono io il miglior risultato di questa scuola, che ancora frequento con immensa gioia e infinito stupore, ma aspiro al fatto che anche sulla spinta di questo Papa, almeno i cattolici migliori di me possano dare grandi esempi di ciò che è la Verità, di ciò che è l’Amore. Quante cose sarebbero diverse nel mondo se solo avessimo più voglia di imparare a vivere davvero, magari guardando l’esempio altrui, e non solo per noi stessi. Non ponete sguardi a caso. La Verità sa benissimo cosa osservare, grazie a Dio. E io ho già visto tanto.

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