Provo a spostare la questione su un altro piano visto che in tanti hanno già scritto sul tema cose che condivido, non solo cristianamente, e che ho contribuito a diffondere nei giorni scorsi. Ha poco senso di utilità tornare con altro stile su parole importanti ben spese a riguardo da ottime fonti, come il blog di Costanza Miriano che ha postato spunti forniti dal Gran Rabbino di Francia, quindi preferisco fare un “esercizio” diverso. Come anticipai in un post su Facebook il 10 gennaio scorso, il discernimento di ognuno dovrebbe ricorrere in parte a ciò che esiste chiaramente in natura e che, in quanto tale, non è per definizione e soprattutto in verità opera dell’uomo, e in parte al profondo e innegabile senso assoluto di concetti e questioni etiche, morali e valoriali che, in quanto tali, non possono appunto prescindere dalla propria natura assoluta universale. Continua a leggere Coscienza in saldo: se la libertà è senza verità…→
Il fatto certo è che essere fatalisti, come spesso in questo tempo si definiscono in molti, è molto più facile e comodo che credere in qualcosa. Credere in qualcosa, in generale, nella vita, è una tendenza impegnativa. Implica devozione, spesso passione, impegno necessario, amore probabile verso quel qualcosa, fiducia, interesse, condivisione, approfondimento… E’ faticoso credere in qualcosa. E’ un’attitudine che riempie la vita di sacrifici, di sforzi, di pensieri e preoccupazioni, di scelte responsabili… Continua a leggere Essere fatalisti è quel gioco da ragazzi secondo cui, per inerzia, niente mai dipende da te.→
Quando ti ricordi delle volte in cui hai creduto che la vita fosse troppo vicina per essere vissuta o che la morte fosse troppo lontana per essere pensata, ti ricordi anche del presente indicativo, l’unico tempo vero in cui la vita e la morte possono quasi sovrapporsi, esistere insieme in un solo istante, senza che tu possa farci niente: un secondo fa tuo padre era lì a parlare con te e un secondo dopo non c’era più. Continua a leggere Chi si accontenta gode? Anche no, grazie.→
mi chiamo ………………, sono abruzzese, abito a Chieti. Ci ho messo un po’ a decidermi di scriverti ma un amico stamattina mi ha giustamente ricordato che quello che desideriamo va fatto a dispetto di tutte le visualizzazioni catastroficamente perdenti.
“Esistono solo due modi di amare una persona: il primo è prendendosene cura, l’altro è quello sbagliato” (cit. Mirko Papetti, un vecchio amico…).
Sarà che in tempo di Avvento il cuore si scalda; sarò io ad essere tremendamente ignara di come in realtà vanno le cose del mondo dopo averne preso parte attiva per anni; sarà il mondo ad ispirarmi, col senno di poi, nel suo vivere lontano dalle cose che contano davvero; o sarà stato il bel pezzo di qualche giorno fa di Andrea Torquato Giovanoli a intenerirmi ancora di più come una polpetta d’agnello bollito scongelata al microonde… (Bleah, mamma mia cosa ho scritto!)… Ma… qualunque sia il motivo, credo che sia ora di farla finita. Continua a leggere Anche oggi ti amo.→
Ogni primo venerdì del mese alle 20.15, nella Basilica di San Marco Evangelista a Roma, c’è uno splendido percorso di catechesi, al quale vi suggerisco di prendere parte, tenute da Don Fabio Rosini, dal titolo “Scuola di Vita”. Lo scorso venerdì, nonostante il brutto tempo e il freddo, una folla incontenibile – come al solito variegata per età e tipologia di persone – ha letteralmente invaso la chiesa in occasione di questo incontro, primo venerdì di dicembre. Provo, con indegna “auto assegnata funzione”, a fare esercizio riassuntivo dei contenuti principali che nel corso di questa serata hanno scosso il mio cuore e il mio pensiero. Perché? Perché ritengo di volerne donare almeno una misera parte ai miei lettori… Continua a leggere Non solo a Natale, Dio c’è.→
Della questione del voto elettronico se ne parla da tanto quanto di quella delle macchine a idrogeno. La cosa che più fa sorridere è che Facebook ne faccia uso (secondo me a ragione) ormai per ogni cosa e che per ogni cosa interpelli il globo a costo zero e “a spese” (per l’utente) di un Like fatto da casa o dall’ufficio… Qui si tirano giù le montagne e si prosciugano i mari per farci credere che non si possa fare diversamente, ma non è vero, e purtroppo nessuno (volutamente) lo spiega a chi da solo non lo sa, non lo impara, non lo scopre o non ne viene a conoscenza in qualche altro modo. In tempo di elezioni, la gara a chi spende meno in campagna elettorale è diventata a sua volta La Campagna Elettorale da fare. Il confronto non avviene con chi, come Facebook, non spende proprioper l’attività del voto di per sé, ma sempre con chi spende troppo. Siamo sempre lì. Io spendo meno? Può essere, ma rispetto a chi, per fare cosa e per farlo come è materia di …Shrek. Continua a leggere Se la vita si complica, w l’Italia e chi se ne frega!→
Nel pieno della grande corsa vero le primarie, Matteo Renzi guadagna quasi naturalmente punti, attenzioni mediatiche e sincero interesse collettivo. Quasi 188 mila iscritti alla Facebook fan page che, come ben sappiamo, è oggi un indice di valutazione spesso più consistente e più attendibile perfino dei tradizionali sondaggi e 44 mila persone circa che ne parlano via web. Bene. Continua a leggere Il Vangelo secondo… a Matteo (Renzi)→
Mentre pago in cassa 2,19 euro per un pezzo di pizza in Viale Europa alle 2.19 di un lungo pomeriggio che è appena cominciato, passeggio lentamente, e qua e la presto udito e vista ai discorsi e al fare della gente. Sento commenti sugli scontri di una “giornata sindacale” di estrema violenza in tutta Italia; gente che si chiede come andranno le prossime elezioni con lo stesso interesse riverso su chi vincerà la prossima puntata dell’Eredità; mamme al telefono in corsa tra i bambini presi a scuola (con il suv lasciato a lampeggiare in doppia fila) e la pausa pranzo che finisce; maschi (per lo più sposati) che parlano di nuove femmine (spesso sposate anche loro) sbirciate in corridoio; minorenni di nuova generazione (bulli e pupe) usciti dalla scuola media lì accanto che fumano (davanti a tutti, indifferenti) alla fermata del bus; donne anziane in minigonna che aspirano ad avere di nuovo vent’anni, forse accanite fans della Bertè (?); uomini adulti e ben vestiti che mettono continuamente mano alla tasca in cui si trova il portafoglio, come se il peso di troppi spicci incidesse sull’equilibrio del passo preso; commesse precarie in cerca del posto fisso che aspettano di spaccare le lancette prima di alzare di nuovo la serranda; decine di persone che, per lo più ipocondriache e sotto l’effetto dell’industria mediatica del farmaco, fanno la fila in farmacia per comprare sostanze del tutto inutili ben propagandate; bimbi di pochi mesi lasciati a tate di “poca esperienza”; gente forte che parla di gente misera e gente misera che parla di gente che ha potere; anziani soli in difficoltà anche solo per poter camminare in autonomia su marciapiedi i cui sanpietrini fuori posto sono ormai come trappole per topi… incontro perfino un invalido sulla sedia a rotelle che fermo in un angolo della strada dice al telefono a qualcuno: “Ho visto scendere una signora (io avrei aggiunto “che godeva di ottima salute e camminava svelta su un tacco 11”), ma non ho fatto in tempo a dirle di lasciarmi libero il posto“… Continua a leggere "In God we trust", ma se non mi conviene…→
Viaggio quasi virtuale in scuolabus attraverso i siti UNESCO italiani. Classe I A - Scuola Secondaria di I grado – “Duca d’Aosta” San Frediano a Settimo, Cascina Pisa A.S. 2018-19
In un mondo schizofreneticamente assediato da mille e più false verità, la Verità si presenta come Unitotale, che comprende dal Primo all'Ultimo, dall'Alfa all'Omega
Pagina personale di Robi Ronza. Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.