E’ buffo che proprio quando arriva il momento topico di dover fare delle scelte importanti e delicate si abbia la sensazione di non razzolare bene ciò che generalmente si spredicozza ottimamente agli altri tutti i giorni. Continua a leggere Predicare è bene? Razzolare è meglio.→
Oggi un caro amico, mi ha risposto via mail al video che avevo postato nel post di qualche giorno fa, scrivendomi:
“Come si cambiano le regole? Il problema è chi ha il potere – coercitivo – di obbligare tutti i potentati econo-finanziari a cessare la propria attività. Sono migliaia di grandi lobbies tra loro connesse, etc etc. Siamo liberi di sognare ma dobbiamo essere consapevoli che non si può fare nulla di sostanziale“. Continua a leggere Grazie a Chiara Corbella, liberi di Credere alla Verità.→
«Siamo una famiglia straordinariamente normale… Ma il merito non è nostro. Semplicemente perché è un’opera di Dio». Mezza Catanzaro è in attesa di un parto insieme straordinario e normale, per dirla con le parole appena usate dal capofamiglia Aurelio Anania, 46 anni, impiegato come coadiutore (quello che un tempo si chiamava bidello) all’Accademia di belle arti di Catanzaro: sua moglie Rita Procopio, 42 anni, partorirà nei prossimi giorni per la sedicesima volta. Continua a leggere «Noi, la famiglia con sedici figli»→
Sulle rubriche dei settimanali gli psicologi spiegano che essere single è bello, perché permette di condividere con chi si vuole soltanto quello che si vuole. Nelle confidenze degli amici o delle amiche, abbiamo trovato conferma che è meglio essere soli che male accompagnati. Nelle lezioni di economia abbiamo imparato che l’individuo massimizza il proprio utile molto meglio della società, figuriamoci della famiglia. Dalla esperienza complessiva, pertanto, deduciamo che un mondo più giusto potrebbe essere dato dalla valorizzazione delle individualità, e che le diseguaglianze quindi sono soltanto il prodotto dell’assenza di libertà dei singoli. Continua a leggere Single è bello o serve a qualcuno?→
È mercoledì, il giorno della cena col papà… ho due figli e da più di cinque anni nel classico mercoledì sera da papà separato passo a prenderli al ritorno dall’ufficio per cenare insieme; e da cinque anni loro lo segnano sul calendario; tuttavia nel bel mezzo della settimana si svolge un fantastico percorso ad ostacoli… Continua a leggere Diario di un padre separato: la papà-cena!→
Arrivammo in Sicilia a prendere Pride per portarcelo a casa, io e Franco. Era il 2003. All’epoca gli Akita Inu erano cani non ancora troppo noti. Per la grande rimonta avremmo dovuto attendere parecchi anni e vedere il più recente film con Richard Gere, storia vera su Hachiko, cane della stessa razza ormai famoso in tutto il mondo…
Non avevo mai avuto un cane e non lo avevo neanche mai desiderato. Fatto sta che un giorno ne incrocio uno molto simile a quello che anni dopo vedrò anche nel film e me ne innamoro. E’ come me. E’ un colpo di fulmine. Mi metto a studiare, a cercare e a capire tutto quello che potevo su questi Akita Inu, cacciatori di orsi nella regione di Akita. Decido e partiamo. C’erano solo un paio di allevamenti attendibili all’epoca in Italia e questi cani provenivano solo dal Giappone per mano di pochi esperti selezionatori. Scegliamo la Sicilia perché sapendo che abiterà a Roma e che è un cane nordico pensiamo e speriamo che, geneticamente, possa soffrire di meno il caldo. Fandonie umane, ovviamente… :-) Continua a leggere Pride, la belva feroce.→
Me ne sono andata di casa a vent’anni, con un lavoro qualunque e poche idee, molte confuse. Volevo essere indipendente, farmi i fatti miei e trovare l’amore eterno tutto e subito, invece ho scoperto che la vita era fatta di dipendenze, fatti del prossimo e un sacco di casini. In amore soprattutto. Blues e birra non li avevo di certo nel sangue, anche se a quei tempi avrei voluto, ma mi sono data sicuramente un gran da fare per sembrare Kerouac anche a chi, nel mio futuro, vedeva rose e fiori… che poi anche le rose sempre fiori sono. Continua a leggere C’eravamo tanto amati. La mia mamma e il mio papà.→
A 26 anni Giuseppe Demasi sembrava l’unico sopravvissuto alla tragedia ThyssenKrupp del 6 dicembre 2007, nel rogo che assieme a lui costò la vita anche ad Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo e Rosario Rodinò. Dopo più di cinque anni, la condanna in primo grado a 16 anni e mezzo di carcere per omicidio volontario con dolo eventuale per Harald Espenhahn (e insieme a lui di diverse altre persone) diventa in appello di 10 anni per omicidio colposo con colpa cosciente. Tragedia nella tragedia… da 16 anni a 10? Ma io non scrivo mai di cronaca. A me interessa scrivere di discernimento sociale, di crisi di coscienza, di principi assoluti e valori non negoziabili: come al solito, le cose di cui non scrive e non parla mai nessuno insomma. Continua a leggere Tutta la gente muore, ma senza sapere Quanto Vale la vita.→
Viaggio quasi virtuale in scuolabus attraverso i siti UNESCO italiani. Classe I A - Scuola Secondaria di I grado – “Duca d’Aosta” San Frediano a Settimo, Cascina Pisa A.S. 2018-19
In un mondo schizofreneticamente assediato da mille e più false verità, la Verità si presenta come Unitotale, che comprende dal Primo all'Ultimo, dall'Alfa all'Omega
Pagina personale di Robi Ronza. Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.