«Tenetevi i vostri soldi, noi ci teniamo i nostri valori». Indignazione su mons. Léonard che loda il no dei vescovi africani ai ricatti Onu.

di Leone Grotti, 20 Ottobre 2014

Attacco dei socialisti al presule per avere esaltato «la resistenza» della Chiesa ai tentativi delle Nazioni Unite di imporre il «pensiero unico» nei paesi emergenti.

ARCHBISHOP ANDRE-JOSEPH LEONARD OF MECHELEN-BRUSSELS TESTIFIES DURING HEARING

«Nuovo attacco reazionario contro il diritto essenziale delle donne di scegliere se dare la vita o no e contro il matrimonio omosessuale e la scelta di vivere secondo il proprio orientamento sessuale». Così è stato attaccato l’arcivescovo di Malines-Bruxelles André-Joseph Léonard, a Roma in questi giorni per il Sinodo straordinario sulla famiglia, dalla deputata belga del partito socialista Karine Lalieux.

«DITTATURA IDEOLOGICA». L’arcivescovo è stato criticato per aver pubblicamente lodato «molti vescovi africani, alcuni latino-americani e dell’Oceania», i quali hanno «denunciato le agenzie legate all’Onu di voler imporre con una sorta di dittatura ideologica pratiche contrarie alla loro cultura e alle loro convinzioni morali (contraccezione sistematica, aborto, “matrimonio” omosessuale, eccetera)».

«TENETEVI I VOSTRI SOLDI». Monsignor Léonard ha parlato di questi temi all’interno di un articolo, pubblicato sul sito Infocatho.be, in cui riassume le sue impressioni sul Sinodo. L’alto prelato, sottolineando che i presuli degli altri continenti godono di «una libertà di espressione che raramente si trova in Occidente», ha ricordato anche come dall’attuazione di queste pratiche le agenzie dell’Onu «facciano dipendere gli aiuti economici. Reazione tipica di un vescovo africano: “Tenetevi i vostri soldi che noi ci teniamo i nostri valori!”. Reazione che si unisce a un appello ai vescovi occidentali perché aiutino i loro confratelli nella resistenza al pensiero unico».

«NON C’È UNITÀ». L’arcivescovo ha anche aggiunto nel suo lungo articolo come «sui soggetti scottanti (almeno in Occidente), come l’accesso dei divorziati risposati ai sacramenti della riconciliazione e della comunione eucaristica, le posizioni sono molto contrastanti e, a questo stadio, non c’è unità e difficilmente potrà essere raggiunta». Per monsignor Léonard c’è però «accordo fondamentale su questi punti essenziali: la bellezza della famiglia, l’indissolubilità del matrimonio e l’urgenza di una pastorale rinnovata e dinamica per aiutare i giovani a impegnarsi nel matrimonio cristiano e le coppie a perseverare in esso».

Fonte: Tempi

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