di Luca Liverani – 23/02/2014
Di cosa hanno bisogno i bambini degli asili nido e delle scuole dell’infanzia? Ma è chiaro: di essere educati alla «pluralità dei modelli familiari e dei ruoli sessuali», con percorsi che passino «per la decostruzione degli stereotipi ». E ciò perché «la disparità di genere e la persistenza di ruoli tradizionali sono ancora ben presenti nel sistema educativo italiano». Possibile? Sì, dice il Campidoglio, è sui bambini da 0 a 6 anni che bisogna lavorare per combattere «il femminicidio, l’omofobia e il bullismo».
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Costanza Miriano è una femmina, detto meglio, sarebbe a dire una donna. Su questo siamo tutti d’accordo, non tanto perché ne siamo capaci, quanto perché la natura stessa (questa bastarda impositiva retrograda classista medievale) ci priva di avere un’opinione in tal senso. E’ una femmina e ci si sente pure. Tana libera tutti. Questo si che è un guaio oggi che puoi sentirti anche ciò che, nella realtà, non sei.

È uscito in Francia un libro davvero impressionante, «La répression pour tous?», «La repressione per tutti?», dell’imprenditore e attivista politico François Billot de Lochner (Lethielleux, Parigi 2013). Di passaggio a Parigi, ho potuto raccogliere qualche ulteriore testimonianza sui fatti di cui si parla, ma il volume – il cui titolo evoca il «matrimonio per tutti», omosessuali compresi, introdotto in Francia dalla legge Taubira, e la «manifestazione per tutti» che vi si è opposta – parla da solo.