Archivi categoria: Questione di vita (o di morte?)

La Grande Bruttezza di Paolo Sorrentino.

di Giorgia Petrini

Ieri sera abbiamo visto “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino. Per esperienza diretta, direi che è piuttosto vero. Conosco i posti, le piazze, i locali scelti per il film, il tipo di gente che li frequenta e i vari cliché proposti sullo sfondo… Continua a leggere La Grande Bruttezza di Paolo Sorrentino.

Siamo ciò che facciamo.

E dopo 21 anni, mentre Severn Cullis-Suzuki è diventata grande, nel mondo è cambiato ben poco…

Prima di morire: le cose davvero importanti.

Di Giorgia Petrini

E’ facile raccontarsi sempre di avere tutta la vita davanti. E’ ancora più facile convincersi delle proprie scelte e possibilità, specie quando tutto va bene. “Ho tutto il tempo del mondo”, ti ripeti. Non pensi mai alla morte perché nel presente – di fatto – non ti riguarda. In fondo, non fai mai caso a quel momento bello e breve che potrebbe non tornare, scomparire in un istante. Dici di sì, che tu lo sai, che sei molto “sul pezzo” perché – detto alla Brignano – “la vita è un mmmozzico”, ma non è vero. Se dormi due ore in più, chi se ne importa. In fondo, che ti perdi? Eppure, io ci penso spesso. A volte, ho quasi l’impressione che la morte sia un giullare che ci salta intorno divertito tutto il tempo, sapendo fin dall’inizio quando e dove sfoggerà il suo unico “slancio”, l’uscita in grande stile. Continua a leggere Prima di morire: le cose davvero importanti.

Orrori della visione eugenetica: l’autodistruzione di Angelina Jolie.

Di Enzo Pennetta – 18 maggio 2013

L’idea riduzionista che tutte le caratteristiche di un individuo siano codificate nel DNA sta iniziando ad avere ricadute spaventose.
E non è che l’inizio, nel nostro futuro si intravede la discriminazione genetica.

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"Zono Evanz, vengo di Nigeria"… e vado in Baradizo.

Esco a fare due passi. In realtà dovrei andare a pranzo con mio padre. Non ci vediamo da un po’, è una buona occasione. Salta il pranzo e io ci rimango male perché penso sempre che stia dando priorità alle cose sbagliate. Mi innervosisco, poi mi ricordo che lo conosco bene da tanti anni e che è mio padre e mi incammino in direzione divergente. Me ne vado bofonchiando. Sbuffo e mi agito (sono femmina)… Continua a leggere "Zono Evanz, vengo di Nigeria"… e vado in Baradizo.

Tutta la gente muore, ma senza sapere Quanto Vale la vita.

A 26 anni Giuseppe Demasi sembrava l’unico sopravvissuto alla tragedia ThyssenKrupp del 6 dicembre 2007, nel rogo che assieme a lui costò la vita anche ad Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo e Rosario Rodinò. Dopo più di cinque anni, la condanna in primo grado a 16 anni e mezzo di carcere per omicidio volontario con dolo eventuale per Harald Espenhahn (e insieme a lui di diverse altre persone) diventa in appello di 10 anni per omicidio colposo con colpa cosciente. Tragedia nella tragedia… da 16 anni a 10? Ma io non scrivo mai di cronaca. A me interessa scrivere di discernimento sociale, di crisi di coscienza, di principi assoluti e valori non negoziabili: come al solito, le cose di cui non scrive e non parla mai nessuno insomma. Continua a leggere Tutta la gente muore, ma senza sapere Quanto Vale la vita.

Le parole sono importanti.

Ieri notte, vagando su internet in cerca di posizioni elettorali chiare rispetto ai temi etici (famiglia, aborto, eutanasia, testamento biologico, ecc.) che per quanto mi riguarda faranno la differenza sulla effettiva scelta di voto, mi sono imbattuta sul blog del Movimento a 5 Stelle di Beppe Grillo che presumibilmente stavolta prenderà un bel po’ di voti… Sono incappata sulla pagina in cui era presente il commento pubblico di questo utente (“postato da Gabriele Bursi il 12/06/2012”) e mi sono soffermata qualche minuto a leggere il suo post e i commenti a seguire di altri utenti intervenuti sul tema. Vi prego di leggerlo prima di leggere il seguito del mio in modo da poter riflettere in autonomia sulle conclusioni che ritenete ovviamente più o meno giusto trarne: pensateci, fatevi una vostra idea, ragionate con ingegno e con coscienza soggettiva cercando di non essere condizionati da influenze relative o derivate e, solo dopo, se vorrete e avrete tempo ancora, continuate a leggere il mio post… così, tanto per provare a vedere come ragiona qualcun altro, come ho cercato di fare io dedicando una mezzora a questi post. Vi chiedo solo di fare attenzione alle parole. Le parole sono importanti. Sono sempre importanti indipendentemente da dove provengono e chiunque sia ad usarle. Se ne sceglie alcune piuttosto che altre non ci si può accontentare di aver più o meno capito di cosa si tratta o cosa volesse intendere, soprattutto se le scrive.

Fate l’amore, non fate la guerra. E fu così che…

di Giorgia Petrini

Un altro sabato fuori dal comune trascorso ieri in Archè. “Figli della rivoluzione, gli illustri antenati della dittatura del relativismo” non poteva essere titolo più azzeccato per questa giornata in concomitanza delle dimissioni di Benedetto XVI che in quanto al dilagare del relativismo incondizionato in questi anni ha speso parole, scritti e preghiere forse più di ogni altro Papa. Continua a leggere Fate l’amore, non fate la guerra. E fu così che…

Chi si accontenta gode? Anche no, grazie.

di Giorgia Petrini

Quando ti ricordi delle volte in cui hai creduto che la vita fosse troppo vicina per essere vissuta o che la morte fosse troppo lontana per essere pensata, ti ricordi anche del presente indicativo, l’unico tempo vero in cui la vita e la morte possono quasi sovrapporsi, esistere insieme in un solo istante, senza che tu possa farci niente: un secondo fa tuo padre era lì a parlare con te e un secondo dopo non c’era più. Continua a leggere Chi si accontenta gode? Anche no, grazie.

Essere Gianna è la mia missione.

Gianna Jessen
Sul sito di Gianna Jessen una frase di madre Teresa ricorda: “God is using Gianna to remind the world that each human being is precious to Him”.