Tutti gli articoli di Giorgia Petrini

Scrivo da quando ho imparato. Ho sempre fatto l'imprenditrice, da quando sono nata. Ho vinto un sacco di premi (tutti inutili) e ho abbandonato da tempo tutti i poteri forti. Sono mamma di Samuele e moglie di suo padre Marco. Ho scritto per il Sole24Ore e oggi scrivo su www.lascuolanonesiste.blog, sul mio blog personale, poco aggiornato, su Notizie ProVita, su La Nuova Bussola Quotidiana e ...dove è utile. Ho scritto tre libri "L'Italia che innova", "Il Dio che Non Sono" e "La Scuola Non Esiste", sull'educazione parentale, in vendita da dicembre 2018 online e in tutte le librerie (su ordinazione).

Alice nel Paese delle MELAviglie…

Oggi Il Sole24Ore ha pubblicato il mio pezzo su Nuok di Alice Avallone. Sono venuta in contatto con questa band di visionari, e in particolare con Alice, ad Aprile di quest’anno: mi contattò proprio lei per chiedermi un’intervista sul mio libro nell’HUMUS di Nuok, che allora non conoscevo. Continua a leggere Alice nel Paese delle MELAviglie…

Aiuisccccciu …Pace, amore e gioia

E’ vecchio di un anno questo fotomontaggio ma è “attuale di oggi” questa umidissima vigilia di Natale…
Venerdì, Sabato e Domenica, tra indigestioni e rare compagnie, c’è da aspettarsi il solito cugino che non sapevi di avere o lo zio anziano che ti fa il necrologio dei morti viventi. Conosce il becchino, è sicuro. Sono tutti morti! :-/
Il più bel regalo mediatico intanto l’ho avuto dalla Rai che un paio di sere fa ha mandato in prima serata il mitico “Alvin Superstar”, che sballo: 3 scoiattoli che ballano e cantano in tour in giro per il mondo tra chi li impagina tutte le volte in copertina e chi si strappa i capelli per loro. Classico esempio di come creatività e innovazione possano diventare un connubio virtuale fenomenoscenicamente assurdo ma figo, mooolto figo! Continua a leggere Aiuisccccciu …Pace, amore e gioia

Caro Babbo Natale, che a Natale sei "caro" a tutti

Caro Babbo Natale, che a Natale sei caro a tutti, quest’anno (quello nuovo, non quello che sta finendo) vorrei tanto sapere cosa farà l’Italia da grande.
Vorrei che questo Paese imparasse a volersi bene, molto bene, quanto ne merita per il gran Bel Paese che è davvero. Vorrei che il nostro Stato divenisse arena di virtù, grazia di reciproco affetto e pozione magica di giustizia vera, lealtà, uguaglianza, diritti umani e civiltà. Vorrei che tutti gli uomini ricordassero guerra e pace per imparare a dare più ascolto a gioia, fede e serenità.
Vorrei che i giovani pretendessero il dovere allo studio, anzichè il diritto. Vorrei che la gente imparasse a convivere cercando la propria identità in colui che parla un’altra lingua. Vorrei che lo stivale che tanto calpestiamo con disgusto tutti i giorni ci desse un ricco calcio nel sedere e con un colpo di tacco ci mandasse tutti a casa, tutti, anche quelli che si credono meglio di altri.
Vorrei che chi si affatica tanto ad impegnare movimenti, parole e progetti per i giovani, lo desiderasse veramente, perchè in verità basterebbe talmente poco.
Vorrei che le donne tornassero ad essere le mamme di una volta e che le nonne del 2050 sapessero ancora fare la marmellata fatta in casa o la pizza di Pasqua, come facevano le mie.
Vorrei che tra potere e volere questa generazione potesse di più volendo di meno e che volesse di più anche senza potere. Vorrei che ad ognuno, giovane o anziano che sia, fosse ridato il proprio sogno, il diritto a poterne avere almeno uno e il dovere a voler pretendere di avere almeno una chance per poterlo realizzare. Vorrei che i grandi vincitori possano avere storie di sconfitta e che il vanto possa per tutti essere l’esperienza di poterle raccontare e non cosa essere in un mondo che concede a tutti ormai qualunque falsa o vera identità.
Vorrei che il coraggio non fosse una moda succulenta da sfoggiare in pubblico armati di un casco in un corteo e che la forza non fosse la morsa mentale di chi tiene stretto il collo dell’esistenza umana. Vorrei che il freddo per un attimo intorpidisse le coscienze e che la neve di questi giorni tenesse al caldo le migliori intenzioni di chi, se del caso, ne possa nutrire ancora. Vorrei che imparassimo a dare l’esempio, che gli ultimi siano i primi e che merito e dignità non abbiano più un prezzo.
Vorrei che la smettessimo di credere che tu esista davvero e che finalmente capissimo che ogni Paese è nelle mani dei suoi paesani. Vorrei che questo Natale tutti trovassero sotto l’albero un’Italia diversa. Più bella, più sana e più vera per tutti. Vorrei che mettessimo una coccarda alla nostra bella patria e che la portassimo in giro a spalla gridando come ormai non si fa più da secoli …“Viva l’Italia, viva l’Italia!”. Probabilmente con tutto ciò vorrei troppo, troppo o assai, ma in questo regno il desiderio è ventuo meno e la paura di non farcela attanaglia i deboli tanto quanto i poveri e gli onesti. Vorrei che tu fossi veramente in grado di fare tutto questo, o anche solo la sua metà, ma non lo sei. Lo so. Ridimensionando alla tua portata queste poche righe, vorrei soltanto che per un giorno, o magari due, tu possa mettere un sorriso sotto l’albero del mondo e che di quel mondo la nostra Italia possa essere fiera con l’ambizione di farne presto parte da protagonista. Grazie.

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Cosa bolle in pentola? Un’Italia che innova con punte "fuori dal confine"…

Benvenuti al Sud, magari meglio se con qualche laureato in meno?

“I giovani se ne vanno? Non se ne può fare a meno perchè non possiamo procurare lavoro a 3500 neo laureati lucani all’anno”. Parole di oggi del Presidente della Regione Basilicata al Salone btoBe di Potenza. Peccato perchè invece aveva esordito con una riflessione di iniziativa su dimensioni, finanza e mercato (in relazione alle “scarse” capacità di innovazione del Mezzogiorno). Continua a leggere Benvenuti al Sud, magari meglio se con qualche laureato in meno?

Dallo stinco in giu, perchè sia il Buon Sud a fare notizia

In questi ultimi giorni diverse persone (non saprei se con fare curioso oppure con scetticismo) mi hanno chiesto: “Ma perchè vai all’Europa BarCamp di Potenza il 21 Novembre?”. “Ma perchè no?” penso io tra me e me tutte le volte mentre fatico a capire il senso vero di questa domanda, visto che nessuno poi di fatto mi risponde realmente a tema… Continua a leggere Dallo stinco in giu, perchè sia il Buon Sud a fare notizia

Quando l’ambizione è sana e il buon senso è quello di "saper stare nel mondo"

Uno degli interventi più belli del panel dell’evento RENA di ieri a Torino in occasione di un evento di presentazione del libro di Bill Emmott. Luxottica è una eccellenza tutta italiana di grande stile e genialità e Andrea Guerra (che anche io avevo cercato di incontrare per il mio libro) ne è la più esatta rappresentazione: la semplicità coniugata alla globalizzazione. Questa gente qui è quella che dovrebbe insegnare nei licei ai giovanissimi un’ora di “integrazione civica”. Materia: saper essere cittadini del mondo (…come nel mio libro dice anche Luca Ascani).

No TV Generation: tempo che passa, "profeti" che restano.

“Non considero niente di più feroce della banalissima televisione…” (Pier Paolo Pasolini)

Ma Gianni Letta che diamine ne sa?

…”Brava”, “Complimenti”, “Non ti si regge più”, “Oh no! Anche qui… :)” sono alcuni sms che ricevo da tanti amici sabato 16 Ottobre scorso, mentre mi accingo a raggiungere il centro di Roma per una tavola rotonda sul mio libro che partecipa alla seconda edizione de “Il volume della democrazia, giornate del libro politico a Montecitorio” (una manifestazione organizzata dalla Camera dei Deputati). Continua a leggere Ma Gianni Letta che diamine ne sa?

Pisanu rispose: "Quella norma bisogna sopprimerla"

Nel pieno della burrasca sull’articolo 7 del decreto Pisanu che dal 2005 crea non pochi disagi alla diffusione e “all’uso liberale di internet” nei luoghi pubblici, ottengo una cordiale risposta ad una opportuna domanda che nessuno gli aveva ancora posto: “Ma lei cosa ne pensa?”… “Allora scegliemmo la strada del rigore. Oggi le cose sono cambiate e quella norma non ha più ragion d’essere. Bisogna sopprimerla“.