Tutti gli articoli di Giorgia Petrini
Aiuisccccciu …Pace, amore e gioia
Venerdì, Sabato e Domenica, tra indigestioni e rare compagnie, c’è da aspettarsi il solito cugino che non sapevi di avere o lo zio anziano che ti fa il necrologio dei morti viventi. Conosce il becchino, è sicuro. Sono tutti morti! :-/
Il più bel regalo mediatico intanto l’ho avuto dalla Rai che un paio di sere fa ha mandato in prima serata il mitico “Alvin Superstar”, che sballo: 3 scoiattoli che ballano e cantano in tour in giro per il mondo tra chi li impagina tutte le volte in copertina e chi si strappa i capelli per loro. Classico esempio di come creatività e innovazione possano diventare un connubio virtuale fenomenoscenicamente assurdo ma figo, mooolto figo! Continua a leggere Aiuisccccciu …Pace, amore e gioia
Caro Babbo Natale, che a Natale sei "caro" a tutti
Vorrei che questo Paese imparasse a volersi bene, molto bene, quanto ne merita per il gran Bel Paese che è davvero. Vorrei che il nostro Stato divenisse arena di virtù, grazia di reciproco affetto e pozione magica di giustizia vera, lealtà, uguaglianza, diritti umani e civiltà. Vorrei che tutti gli uomini ricordassero guerra e pace per imparare a dare più ascolto a gioia, fede e serenità.
Vorrei che i giovani pretendessero il dovere allo studio, anzichè il diritto. Vorrei che la gente imparasse a convivere cercando la propria identità in colui che parla un’altra lingua. Vorrei che lo stivale che tanto calpestiamo con disgusto tutti i giorni ci desse un ricco calcio nel sedere e con un colpo di tacco ci mandasse tutti a casa, tutti, anche quelli che si credono meglio di altri.
Vorrei che chi si affatica tanto ad impegnare movimenti, parole e progetti per i giovani, lo desiderasse veramente, perchè in verità basterebbe talmente poco.
Vorrei che le donne tornassero ad essere le mamme di una volta e che le nonne del 2050 sapessero ancora fare la marmellata fatta in casa o la pizza di Pasqua, come facevano le mie.
Vorrei che tra potere e volere questa generazione potesse di più volendo di meno e che volesse di più anche senza potere. Vorrei che ad ognuno, giovane o anziano che sia, fosse ridato il proprio sogno, il diritto a poterne avere almeno uno e il dovere a voler pretendere di avere almeno una chance per poterlo realizzare. Vorrei che i grandi vincitori possano avere storie di sconfitta e che il vanto possa per tutti essere l’esperienza di poterle raccontare e non cosa essere in un mondo che concede a tutti ormai qualunque falsa o vera identità.
Vorrei che il coraggio non fosse una moda succulenta da sfoggiare in pubblico armati di un casco in un corteo e che la forza non fosse la morsa mentale di chi tiene stretto il collo dell’esistenza umana. Vorrei che il freddo per un attimo intorpidisse le coscienze e che la neve di questi giorni tenesse al caldo le migliori intenzioni di chi, se del caso, ne possa nutrire ancora. Vorrei che imparassimo a dare l’esempio, che gli ultimi siano i primi e che merito e dignità non abbiano più un prezzo.
Vorrei che la smettessimo di credere che tu esista davvero e che finalmente capissimo che ogni Paese è nelle mani dei suoi paesani. Vorrei che questo Natale tutti trovassero sotto l’albero un’Italia diversa. Più bella, più sana e più vera per tutti. Vorrei che mettessimo una coccarda alla nostra bella patria e che la portassimo in giro a spalla gridando come ormai non si fa più da secoli …“Viva l’Italia, viva l’Italia!”. Probabilmente con tutto ciò vorrei troppo, troppo o assai, ma in questo regno il desiderio è ventuo meno e la paura di non farcela attanaglia i deboli tanto quanto i poveri e gli onesti. Vorrei che tu fossi veramente in grado di fare tutto questo, o anche solo la sua metà, ma non lo sei. Lo so. Ridimensionando alla tua portata queste poche righe, vorrei soltanto che per un giorno, o magari due, tu possa mettere un sorriso sotto l’albero del mondo e che di quel mondo la nostra Italia possa essere fiera con l’ambizione di farne presto parte da protagonista. Grazie.
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Cosa bolle in pentola? Un’Italia che innova con punte "fuori dal confine"…
Benvenuti al Sud, magari meglio se con qualche laureato in meno?
Dallo stinco in giu, perchè sia il Buon Sud a fare notizia
Quando l’ambizione è sana e il buon senso è quello di "saper stare nel mondo"
No TV Generation: tempo che passa, "profeti" che restano.
“Non considero niente di più feroce della banalissima televisione…” (Pier Paolo Pasolini)

