Mamma e papà per il Papa, Adinolfi: “Da sempre sue posizioni cristalline, ora c’è anche risposta del popolo”

di Andrea De Angelis, 17 Novembre 2014

Papa Francesco nell’intervento di apertura al Colloquio internazionale sulla complementarietà tra uomo e donna, promosso dall’associazione Humanum in collaborazione con la Congregazione della Dottrina della Fede, ha lanciato un chiaro messaggio in difesa della famiglia tradizionale, sottolineando come essa non debba essere qualificata con concetti di natura ideologica.

IntelligoNews ne ha parlato con il giornalista Mario Adinolfi…

adinolfi

Il Papa ha appena rivendicato il diritto dei bambini ad avere un padre e una madre, sottolineando come la famiglia sia un fatto antropologico. Parole che ricordano quelle di chi, come lei, si sta battendo da tempo su simili questioni: che effetto le ha fatto ascoltarle? Nota un cambiamento nella comunicazione che sta arrivando dal Vaticano, oppure Francesco sta ribadendo concetti già espressi?

«Il Papa ha sempre detto le stesse cose. Ad aprile ha fatto un intervento estremamente netto sulle stesse identiche cose di cui ha parlato oggi, affermando addirittura che certe volte si va nelle scuole e si rischia di portare i bambini in un campo di rieducazione. 
Semplicemente forse adesso c’è una sensibilità in più perché hanno voluto raccontarci alcuni giornali che il Sinodo dei vescovi avesse aperto al matrimonio gay. Una responsabilità che secondo me si è assunta il quotidiano La Repubblica travisando alcuni colloqui di Scalfari con Papa Francesco, avvenuti senza registratore e senza prendere appunti, che hanno portato poi Padre Lombardi a fare precisazioni importanti». 

Iniziative come quella “Noi non ci scusiamo” de Il Foglio possono incidere, e se sì in che misura, su un cambiamento di comunicazione? Non mi riferisco evidentemente a Papa Francesco, ma al mondo dei media…

«Lei sa che il giorno in cui hanno invitato Luxuria alla televisione dei vescovi noi come associazione “Voglio la mamma” abbiamo inviato un mailbombing (cospicuo numero di email di protesta, ndr) che nel giro di 12 ore ha poi provocato il ritiro dell’invito a Luxuria».

Quindi la risposta è si?

«Credo che è stato evidente a tutti, alla democrazia italiana la presenza di un popolo che non accetta la riduzione delle persone a costo. Sulla battaglia che riguarda il matrimonio omosessuale, gli uteri in affitto, la compravendita dei bambini non siamo dinanzi a una battaglia omofoba, ma in difesa della dignità della persona, dei più deboli, dei bambini e delle mamme. 
Come potevano pensare che la Chiesa cattolica avesse cambiato posizione su questi argomenti? Attenzione, non hanno cambiato posizione gli italiani anche grazie all’azione che abbiamo svolto in tanti, penso alle “Sentinelle in piedi”, alla Manif, ai nostri circoli di “Voglio la mamma” sul territorio. C’è una risposta prima di tutto del popolo italiano: i provvedimenti che vogliono essere presi sono antipopolari. 
Ovviamente la Chiesa italiana non ha mai modificato la sua posizione, il Vaticano e Francesco la hanno sempre avuta in modo netto. Noi non abbiamo mai avuto la tentazione di dire che il Papa stava modificando qualcosa perché semplicemente non stava avvenendo! Veniva raccontata una cosa che non c’era».

In che modo?

«Il giorno dopo che è stato descritto il Sinodo in quella maniera, ‘La Repubblica’ ha aperto il giornale e fatto due pagine successive in cui si diceva in sostanza che c’era già l’accordo con la Chiesa italiana per fare la legge sulle unioni gay. Un racconto che, per essere credibile, necessitava di uno scenario di modifica dottrinaria da parte della Chiesa cattolica. 
L’editoriale che io ho scritto su ‘La Croce quotidiano’, giornale che uscirà dal 13 gennaio e già online, si intitolava “Io non ci credo” e se non ci credevo allora, quando era molto difficile non crederci secondo tanti, non ci credo ovviamente oggi quando tutto si conferma».

Sabato nell’incontro con i medici cattolici, il Papa spesso accusato dai suoi detrattori di non difendere i cosiddetti valori non negoziabili, ha puntato il dito contro aborto, eutanasia e fecondazione eterologa ricordando che “i bambini sono un dono” e che “uccidere” ha lo stesso significato oggi come per la Chiesa antica. Parole che, a ben vedere, ricordano quelle pronunciate dallo stesso nel settembre 2013: oggi c’è ancora più chiarezza e se sì perché?

«Da aprile vado ripetendo la stessa cosa: non tirate il Papa per la mantellina perché dice cose cristalline e non potrebbe essere altrimenti. Non fatevi tentare dalla volontà di prenderlo come esempio negativo perché è una cosa che non può esistere, e questo lo dico anche a tanti cattolici italiani…».

Fonte: Intelligonews

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